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Rifiuti dal Milanese, no grazie!

Altro 09 Dicembre 2010 ore 10:44

(6 dic) “Alice 2” scampa i rifiuti dell’ex Sisas. Durante la Conferenza dei Servizi tenutasi giovedì scorso nella sede della Provincia di Vercelli il fronte compatto dei “no” ha avuto la meglio sulla richiesta di inserimento temporaneo di un nuovo codice “Catalogo europeo dei rifiuti” avanzato dall’azienda che gestisce il sito di “Alice 2”. Con il nuovo codice ad “Alice 2” sarebbe stato consentito lo smaltimento dei rifiuti in arrivo dall’ex polo chimico di Pioltello nel Milanese, con stoccaggio di nerofumo e idrocarburi aromatici, il tutto in virtù dell’appalto per la bonifica dell’ex Sisas recentemente vinto dalla Daneco stessa.
“Alice 2” scampa i rifiuti dell’ex Sisas. Durante la Conferenza dei Servizi tenutasi giovedì scorso nella sede della Provincia di Vercelli il fronte compatto dei “no” ha avuto la meglio sulla richiesta di inserimento temporaneo di un nuovo codice “Catalogo europeo dei rifiuti” avanzato dall’azienda che gestisce il sito di “Alice 2”. Con il nuovo codice ad “Alice 2” sarebbe stato consentito lo smaltimento dei rifiuti in arrivo dall’ex polo chimico di Pioltello nel Milanese, con stoccaggio di nerofumo e idrocarburi aromatici, il tutto in virtù dell’appalto per la bonifica dell’ex Sisas recentemente vinto dalla Daneco stessa.
Il ritiro dell’istanza si deve alle forti motivazioni di diniego portate in Conferenza dalle amministrazioni locali di Cavaglià e Alice Castello e al parere negativo avanzato anche da Azienda sanitaria locale, Legambiente, Arpa e Comitato Valledora. Tra i punti a sfavore dell’iniziativa alcune problematiche legate ai campionamenti affidati a laboratori privati, senza una corretta visione superparte, ma in primis la sottolineata destinazione di “Alice 2” a sito di bonifica anziché di discarica.
«Lo abbiamo evidenziato all’interno del documento congiunto stilato con Alice Castello che abbiamo portato in Conferenza – spiega il sindaco di Cavaglià Giancarlo Borsoi –. Lo studio è stato redatto da un professionista, Attilio Tornavacca, che ha evidenziato i motivi per cui “Alice 2” non è un’area adatta a tale tipo di stoccaggio». Sullo studio si è espresso anche con un documento unitario di maggioranza e opposizione il consiglio comunale di Cavaglià, riunitosi martedì scorso. Nel documento si precisa anche come Valledora sia un’area di ricarica delle falde acquifere. Punto su cui entrano in gioco i comuni confinanti con “Alice 2”, come Santhià e Tronzano, che hanno partecipato attivamente al fronte del “no”, insieme a Viverone, che ha espresso la propria solidarietà con un comunicato ufficiale.
Soddisfatti anche i rappresentanti del Comitato Valledora, che hanno manifestato davanti alla Provincia durante la Conferenza, con l’appoggio del rappresentante alla Regione per il Movimento Cinque Stelle, Davide Bono. Sottolineata anche l’importanza della territorialità dei rifiuti, il sito ex Sisas, infatti, è in regione Lombardia e pare poco congruo che se ne accolli i rifiuti un’area piemontese, questo malgrado l’entità nazionale del problema: in caso di mancata bonifica nei tempi previsti, arriverà a carico dell’Italia, per l’ex polo chimico, una multa dall’Unione Europea pari a 200 mila euro al giorno, e quelli saranno comunque soldi dei contribuenti. Resta il fatto che Daneco non opera solo nel sito di “Alice 2”, la società ha una serie di aree a disposizione tra le quali si trove rà luogo più adatto per lo smaltimento, magari non senza altre polemiche. La vittoria dei Comuni e delle associazioni in Conferenza dei servizi potrebbe creare anche un precedente, secondo Lucia Scagnolato del gruppo di opposizione cavagliese, “Sviluppo e Trasparenza per Cavaglià”. «Fino ad oggi, per trent’anni ci si è nascosti dietro al fatto che le amministrazioni locali non avrebbero avuto potere decisionale, ma come dimostra il caso dell’ex Sisas se tutti prendono una posizione precisa i risultati arrivano» spiega. Mentre il Movimento Valledora mette in campo l’importanza di predisporre un piano cave a livello regionale, per una maggiore tutela di tutti i territori.

6 dicembre 2010