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Rifiuti come biglietto da visita

Rifiuti come biglietto da visita
Altro 14 Gennaio 2016 ore 17:31

Vere e proprie discariche a cielo aperto sulla strada da Mottalciata a Cossato. Ma arriveranno controlli. Il problema era già stato sollevato settimane fa. Anzi, mesi. A prendere la vicenda per le redini è stata dapprima Katia Giordani, battagliero sindaco di Quaregna, poi seguita anche da altri colleghi. Ma il “pugno duro” sembra non funzionare ancora. La piaga dell’abbandono di rifiuti, per lo più ingombranti, ma non solo, nella zona del Cossatese - ovvero nei dintorni della seconda città della provincia, che da tempo si è dotata della nuova tariffa puntuale, in base alla quale viene di fatto pagato il conferimento dei soli rifiuti indifferenziati prodotti - resta più che mai viva. 
Ne sono testimonianza le immagini scattate nei giorni scorsi da un cittadino, Andrea Caprio, sordevolese, il quale ha immortalato lo scempio tra Castelletto, Cossaro e Mottalciata - sulle stesse strade che dovrebbero fare da biglietto da visita del Biellese, per chi proviene da Carisio -, e lo ha reso pubblico sulla sua pagina Facebook, destando la pubblica indignazione. «Un vero degrado - afferma - che dequalifica il territorio. Ma per il quale possiamo colpevolizzare proprio la nuova modalità di conteggio della tassa rifiuti, che, formulata in modalità puntuale, è una vera istigazione all’abbandono».  Una verità emersa già da tempo, e contro la quale anche i primi cittadini hanno cercato soluzioni. A Quaregna, ad esempio, dove - come spiegava qualche tempo fa Katia Giordani - «ogni settimana raccogliamo con l'Apecar del Comune dai 200 ai 300 kg di ingombranti, e come non bastasse abbiamo speso più di 3mila  euro per smaltire l'eternit e i rifiuti pericolosi, per non parlare di altre tipologie di scarti derivanti da lavorazioni alimentari che portano topi nelle immediate vicinanze», la scelta dell’amministrazione è stata dura. A inizio dicembre il consiglio ha infatti approvato alcune variazioni al Regolamento tecnico per la disciplina del servizio di smaltimento dei rifiuti assimilabili e pericolosi, rendendo di fatto operativa la figura dell’ispettore. Un soggetto, questo, che non sono verifica l’abbandono dei rifiuti su suolo pubblico, ma anche ha il potere di elevare multe ai responsabili. Ma anche Cossato, dove gli angoli infestati dall’immondizia sono innumerevoli, da via Paruzza al centro cittadino, non intende stare con le mani in mano. Il sindaco Claudio Corradino ha già manifestato l’intenzione di inasprire i controlli, elevando multe per colpire i responsabili. La consapevolezza, tuttavia, è che il fenomeno difficilmente potrà essere totalmente eradicato: la speranza del primo cittadino è quantomeno di inibire un po’ questi esempi di  maleducazione civica. 
V.B.

Vere e proprie discariche a cielo aperto sulla strada da Mottalciata a Cossato. Ma arriveranno controlli. Il problema era già stato sollevato settimane fa. Anzi, mesi. A prendere la vicenda per le redini è stata dapprima Katia Giordani, battagliero sindaco di Quaregna, poi seguita anche da altri colleghi. Ma il “pugno duro” sembra non funzionare ancora. La piaga dell’abbandono di rifiuti, per lo più ingombranti, ma non solo, nella zona del Cossatese - ovvero nei dintorni della seconda città della provincia, che da tempo si è dotata della nuova tariffa puntuale, in base alla quale viene di fatto pagato il conferimento dei soli rifiuti indifferenziati prodotti - resta più che mai viva. 
Ne sono testimonianza le immagini scattate nei giorni scorsi da un cittadino, Andrea Caprio, sordevolese, il quale ha immortalato lo scempio tra Castelletto, Cossaro e Mottalciata - sulle stesse strade che dovrebbero fare da biglietto da visita del Biellese, per chi proviene da Carisio -, e lo ha reso pubblico sulla sua pagina Facebook, destando la pubblica indignazione. «Un vero degrado - afferma - che dequalifica il territorio. Ma per il quale possiamo colpevolizzare proprio la nuova modalità di conteggio della tassa rifiuti, che, formulata in modalità puntuale, è una vera istigazione all’abbandono».  Una verità emersa già da tempo, e contro la quale anche i primi cittadini hanno cercato soluzioni. A Quaregna, ad esempio, dove - come spiegava qualche tempo fa Katia Giordani - «ogni settimana raccogliamo con l'Apecar del Comune dai 200 ai 300 kg di ingombranti, e come non bastasse abbiamo speso più di 3mila  euro per smaltire l'eternit e i rifiuti pericolosi, per non parlare di altre tipologie di scarti derivanti da lavorazioni alimentari che portano topi nelle immediate vicinanze», la scelta dell’amministrazione è stata dura. A inizio dicembre il consiglio ha infatti approvato alcune variazioni al Regolamento tecnico per la disciplina del servizio di smaltimento dei rifiuti assimilabili e pericolosi, rendendo di fatto operativa la figura dell’ispettore. Un soggetto, questo, che non sono verifica l’abbandono dei rifiuti su suolo pubblico, ma anche ha il potere di elevare multe ai responsabili. Ma anche Cossato, dove gli angoli infestati dall’immondizia sono innumerevoli, da via Paruzza al centro cittadino, non intende stare con le mani in mano. Il sindaco Claudio Corradino ha già manifestato l’intenzione di inasprire i controlli, elevando multe per colpire i responsabili. La consapevolezza, tuttavia, è che il fenomeno difficilmente potrà essere totalmente eradicato: la speranza del primo cittadino è quantomeno di inibire un po’ questi esempi di  maleducazione civica. 
V.B.