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«Questo per noi e? un hotel di lusso»

«Questo per noi e? un hotel di lusso»
Altro 09 Settembre 2017 ore 12:08

BIELLA - «Ci arrangiamo come possiamo. Pero? cerchiamo di vivere quantomeno in modo dignitoso. Per noi questo posto e? come fosse un hotel di lusso. Di certo e? meglio che vivere per strada. Non capisco tutto questo casino. Qui non capita mai nulla e non diamo fastidio a nessuno dei vicini. Facciamo la nostra vita, stop. Se ci mandano via dove possiamo andare?...». Parla bene l’italiano Hamed, marocchino, uno degli “invisibili” di cui tanto si sta parlando in questi giorni con le interrogazioni al sindaco Cavicchioli di Fratelli d’Italia e della Lega. Quello che Hamed definisce “hotel di lusso” e? lo stabile che una vita fa ospitava gli uffici dell’ex macello di via Ivrea. La sua camera e? al primo piano di un edificio meno fatiscente di quello che si potrebbe credere. «Vieni, ti faccio vedere». E invita il giornalista a entrare dopo aver rimosso catena e lucchetto e aver mostrato un buco rattoppato alla bell’e meglio sulla porta («Degli ubriachi la scorsa settimana l’hanno presa a calci», spiega). Nel frattempo entra l’altro inquilino, un altro giovane di nazionalita? marocchina.

Valter Caneparo  

Leggi di più sull'Eco di Biella in edicola

BIELLA - «Ci arrangiamo come possiamo. Pero? cerchiamo di vivere quantomeno in modo dignitoso. Per noi questo posto e? come fosse un hotel di lusso. Di certo e? meglio che vivere per strada. Non capisco tutto questo casino. Qui non capita mai nulla e non diamo fastidio a nessuno dei vicini. Facciamo la nostra vita, stop. Se ci mandano via dove possiamo andare?...». Parla bene l’italiano Hamed, marocchino, uno degli “invisibili” di cui tanto si sta parlando in questi giorni con le interrogazioni al sindaco Cavicchioli di Fratelli d’Italia e della Lega. Quello che Hamed definisce “hotel di lusso” e? lo stabile che una vita fa ospitava gli uffici dell’ex macello di via Ivrea. La sua camera e? al primo piano di un edificio meno fatiscente di quello che si potrebbe credere. «Vieni, ti faccio vedere». E invita il giornalista a entrare dopo aver rimosso catena e lucchetto e aver mostrato un buco rattoppato alla bell’e meglio sulla porta («Degli ubriachi la scorsa settimana l’hanno presa a calci», spiega). Nel frattempo entra l’altro inquilino, un altro giovane di nazionalita? marocchina.

Valter Caneparo  

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