«Quei lampioni sembrano supposte...»

«Quei lampioni sembrano supposte...»
Altro 01 Febbraio 2016 ore 15:31

BIELLA - Ha parlato dei lampioni di piazza Duomo, dicendo che «fanno schifo», dell’illuminazione di piazza Curiel, che «sembra quella di un cimitero» e della polemica sorta sul parcheggio dell’ospedale,  il Gipin che - nel ricevere le chiavi della città dal sindaco Marco Cavicchioli - è riuscito con ironia a  mettere l’accento sui mille problemi che questo territorio sta attraversando. A vestire i panni della storica maschera di Biella (che per una vita è stata impersonata da Ermanno Caneparo) sabato, alla cerimonia in municipio c’era Carlo Serra, il Gipin preso in prestito dal processo del Babi.

Un esordio, quello di Serra, scoppiettante: essendo un attore blasonato, si è calato nella parte riuscendo a divertire i tantissimi presenti. Ha affrontato i temi “caldi” della città, primo tra tutti piazza Duomo: «Te ne hanno già dette di tutti i colori  - ha detto il Gipin al sindaco - e io non voglio peggiorare la situazione. Ti dico solo una cosa: sei ancora in tempo per far modificare almeno l’impianto di illuminazione, perché così fa proprio ribrezzo e pena. Ma l’avete fatto apposta a fare i lampioni che sembrano supposte o hanno qualche significato particolare? Al progettista dell’illuminazione bisogna dare una targa con su scritto “al buon gusto”».

Prima della consegna delle chiavi delle città nelle mani del Gipin le maschere, accompagnate dalla banda musicale Giuseppe Verdi e da un folto gruppo di bambini travestiti da supereroi, folletti e fatine, hanno percorso via Italia per annunciare l’inizio del carnevale cittadino. Un corteo in festa, che ha portato colori e allegria in centro città.

Shama Ciocchetti

Leggi di più sull’Eco di Biella di lunedì 1 febbraio 2016

BIELLA - Ha parlato dei lampioni di piazza Duomo, dicendo che «fanno schifo», dell’illuminazione di piazza Curiel, che «sembra quella di un cimitero» e della polemica sorta sul parcheggio dell’ospedale,  il Gipin che - nel ricevere le chiavi della città dal sindaco Marco Cavicchioli - è riuscito con ironia a  mettere l’accento sui mille problemi che questo territorio sta attraversando. A vestire i panni della storica maschera di Biella (che per una vita è stata impersonata da Ermanno Caneparo) sabato, alla cerimonia in municipio c’era Carlo Serra, il Gipin preso in prestito dal processo del Babi.

Un esordio, quello di Serra, scoppiettante: essendo un attore blasonato, si è calato nella parte riuscendo a divertire i tantissimi presenti. Ha affrontato i temi “caldi” della città, primo tra tutti piazza Duomo: «Te ne hanno già dette di tutti i colori  - ha detto il Gipin al sindaco - e io non voglio peggiorare la situazione. Ti dico solo una cosa: sei ancora in tempo per far modificare almeno l’impianto di illuminazione, perché così fa proprio ribrezzo e pena. Ma l’avete fatto apposta a fare i lampioni che sembrano supposte o hanno qualche significato particolare? Al progettista dell’illuminazione bisogna dare una targa con su scritto “al buon gusto”».

Prima della consegna delle chiavi delle città nelle mani del Gipin le maschere, accompagnate dalla banda musicale Giuseppe Verdi e da un folto gruppo di bambini travestiti da supereroi, folletti e fatine, hanno percorso via Italia per annunciare l’inizio del carnevale cittadino. Un corteo in festa, che ha portato colori e allegria in centro città.

Shama Ciocchetti

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