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Quando comprare in paese conviene

Quando comprare in paese conviene
Altro 31 Gennaio 2016 ore 11:57

VALLE MOSSO - Nove negozi di vicinato alimentari, 40 non alimentari, 3 misti, per un totale di 52 negozi “di corto raggio”. Assente, invece, qualunque struttura alimentare di media dimensione, mentre sono tre quelle medie non alimentari. Due, poi, le strutture medie di natura mista, per una superficie di quasi 700 metri quadri. Due anche i mercati ambulanti,

per un totale di 13 banchi; 2 i distributori di carburante, 2 le farmacie e 6 le rivendite di

generi di monopolio. Cinque le edicole, 14 gli esercizi di somministrazione e 5, infine, i circoli.

Eccola, la fotografia del commercio valmossese scattata dall’Uncem - Unione Comuni ed enti montani -, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione che mira a tutelare i negozi delle

terre alte, scongiurando così il pericolo di desertificazione commerciale.

Se, dunque, negli ultimi anni, il paese che è stato a lungo il cuore industriale locale ha dovuto

affrontare una pesante razionalizzazione della presenza imprenditoriale, è altrettanto vero che un’analoga riduzione del tessuto commerciale non si è verificata.

Anche dato per appurato un importante dimensionamento, Valle Mosso ha saputo mantenere infatti uno “zoccolo duro” di esercizi, figli non solo della caparbietà dei loro titolari, ma anche della fiducia di molti clienti.

E proprio a queste due categorie ha voluto rendere omaggio l’iniziativa che, negli ultimi mesi, undici di esercizi hanno messo in campo grazie all’impulso di Ascom: “Shopping Natalizio a Valle Mosso”, conclusasi nei giorni scorsi con la premiazione dei clienti che hanno utilizzato la Ascom Card per effettuare i loro acquisti in paese. Un progetto finalizzato a promuovere i piccoli negozi di vicinato contro la concorrenza dei “grandi”, e che pare aver ottenuto risultati tutt’altro che deludenti: circa 400, infratti, le “strisciate” della card registrate durante il periodo delle festività nei negozi aderenti. Per Cristina Sasso, sindaco del paese, si tratta di un

successo. «Per un paese come il nostro l’iniziativa ha riscosso certamente una buona adesione - spiega -. Ma non ci si deve fermare qui. L’importante è che progetti come questo si accompagnino sempre più alla consapevolezza dell’importanza dei nostri negozi, che rappresentano un vero servizio per la collettività. Noi siamo abituati a renderci conto della presenza degli esercizi solo quando chiudono, mentre quando ci sono andiamo a fare

acquisti altrove: ecco, questa mentalità deve cambiare. E rimettere al centro il commercio di vicinato, cui oggi si devono importanti sforzi per favorire la fidelizzazione della clientela». Alla serata di premiazioni ha preso parte anche il presidente Ascom Mario Novaretti, il quale ha chiarito la natura del progetto Biella Card, un «circuito che ha lo scopo di spingere l’utenza ad usufruire dei servizi dei negozi di vicinato in alternativa alla grande distribuzione e di creare solidarietà tra gli esercizi commerciali dell’intero territorio biellese».

Veronica Balocco

VALLE MOSSO - Nove negozi di vicinato alimentari, 40 non alimentari, 3 misti, per un totale di 52 negozi “di corto raggio”. Assente, invece, qualunque struttura alimentare di media dimensione, mentre sono tre quelle medie non alimentari. Due, poi, le strutture medie di natura mista, per una superficie di quasi 700 metri quadri. Due anche i mercati ambulanti, per un totale di 13 banchi; 2 i distributori di carburante, 2 le farmacie e 6 le rivendite di generi di monopolio. Cinque le edicole, 14 gli esercizi di somministrazione e 5, infine, i circoli.

Eccola, la fotografia del commercio valmossese scattata dall’Uncem - Unione Comuni ed enti montani -, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione che mira a tutelare i negozi delle terre alte, scongiurando così il pericolo di desertificazione commerciale. Se, dunque, negli ultimi anni, il paese che è stato a lungo il cuore industriale locale ha dovuto affrontare una pesante razionalizzazione della presenza imprenditoriale, è altrettanto vero che un’analoga riduzione del tessuto commerciale non si è verificata. Anche dato per appurato un importante dimensionamento, Valle Mosso ha saputo mantenere infatti uno “zoccolo duro” di esercizi, figli non solo della caparbietà dei loro titolari, ma anche della fiducia di molti clienti.

E proprio a queste due categorie ha voluto rendere omaggio l’iniziativa che, negli ultimi mesi, undici di esercizi hanno messo in campo grazie all’impulso di Ascom: “Shopping Natalizio a Valle Mosso”, conclusasi nei giorni scorsi con la premiazione dei clienti che hanno utilizzato la Ascom Card per effettuare i loro acquisti in paese. Un progetto finalizzato a promuovere i piccoli negozi di vicinato contro la concorrenza dei “grandi”, e che pare aver ottenuto risultati tutt’altro che deludenti: circa 400, infratti, le “strisciate” della card registrate durante il periodo delle festività nei negozi aderenti. Per Cristina Sasso, sindaco del paese, si tratta di un successo. «Per un paese come il nostro l’iniziativa ha riscosso certamente una buona adesione - spiega -. Ma non ci si deve fermare qui. L’importante è che progetti come questo si accompagnino sempre più alla consapevolezza dell’importanza dei nostri negozi, che rappresentano un vero servizio per la collettività. Noi siamo abituati a renderci conto della presenza degli esercizi solo quando chiudono, mentre quando ci sono andiamo a fare

acquisti altrove: ecco, questa mentalità deve cambiare. E rimettere al centro il commercio di vicinato, cui oggi si devono importanti sforzi per favorire la fidelizzazione della clientela». Alla serata di premiazioni ha preso parte anche il presidente Ascom Mario Novaretti, il quale ha chiarito la natura del progetto Biella Card, un «circuito che ha lo scopo di spingere l’utenza ad usufruire dei servizi dei negozi di vicinato in alternativa alla grande distribuzione e di creare solidarietà tra gli esercizi commerciali dell’intero territorio biellese».

Veronica Balocco