"Punito" da Facebook per un libro di Miriam Mafai

"Punito" da Facebook per un libro di Miriam Mafai
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Sospeso, per tre giorni. Non avevo provato questo brivido ai tempi della scuola, mai avrei pensato potesse accadermi a quarant’anni. Invece... Mi è capitato con “Facebook”, per aver pubblicato la foto di un libro. I  fatti. Lunedì ho letto sul “Corriere.it” della morte della giornalista, storica ed esponente politica Miriam Mafai. Dopo un momento di tristezza, ho ripensato a diversi suoi libri letti quando studiavo all’Università. Uno dei quali era: “L’uomo che sognava la lotta armata”.

Si tratta di un testo della Rizzoli, del 1984, dedicato a Pietro Secchia, nato a Occhieppo Superiore. Una figura importante e complessa del movimento partigiano e del Partito comunista italiano, difficilmente riassumibile in poche righe. Per chi non ha dimestichezza con questi argomenti, diciamo che il volume affronta la biografia del personaggio contestualizzandola nella storia del dopoguerra italiano, tra ricostruzione del Paese, anti-fascismo e guerra fredda internazionale. Parliamo di un partigiano prima e senatore poi del Parlamento italiano, mica di un bombarolo; Secchia era inoltre considerato il punto di riferimento della sinistra del Pci. Non un terrorista, solo un dirigente nazionale non favorevole ad accordi con la Democrazia cristiana rispetto al “centrista” Togliatti. Morale: un libro di storia, scritto da una autorevole firma del giornalismo italiano. Nessun elogio alla violenza, nessuna apologia delle armi o altro, inimmaginabile per una persona come la Mafai (e come il sottoscritto). Però... Riaprendo la mia pagina “Facebook”, martedì, ho fatto l’incredibile scoperta: per tre giorni mi viene vietata la possibilità di scrivere e di commentare messaggi altrui. Punito! Motivo? La “pubblicazione di materiale offensivo” (la copertina del libro e poche semplici righe di amarezza per la scomparsa della Mafai) sul mio profilo. Incredibile, ma vero. Da qui le domande: ma chi fa il censore di “Facebook”? Quali parametri adotta? Una rapida scorsa della mia pagina è eloquente del mio atteggiamento rispetto alla politica, alla storia e alla vita. Così come una visita del social netwok mostra decine di messaggi d’insulti tra ultrà di calcio, incitamenti all’odio razziale e compiacimento per la pena di morte o la castrazione chimica... Morale: chi sorveglia i sorveglianti?

Paolo La Bua
redattore Eco di Biella

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