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Protesta di 40 migranti: «Dateci i soldi che ci spettano»

Protesta di 40 migranti: «Dateci i soldi che ci spettano»
Altro 20 Luglio 2017 ore 13:28

PORTULA – Da mesi, difficile dire quanti, non ricevono il contributo che per legge dovrebbe essere loro dovuto. Due euro e mezzo al giorno, da spendere per le loro esigenze personali. Ricariche telefoniche, un salto al bar. Quel che desiderano. Giorni e giorni in cui la cifra, quotidiamente quasi irrisoria, ha finito per moltiplicarsi sino a creare una somma tutt’altro che irrilevante. Che ora loro esigono, proprio come la legge vuole.
Questa la motivazione fondamentale che ieri mattina, a Granero di Portula, ha spinto la quarantina di migranti ospitati in una palazzina della frazione a scendere in strada. Bloccare la circolazione. E far sentire la propria voce. «Una protesta tutto sommato blanda», puntualizza il primo cittadino del paese Fabrizio Calcia Ros. Chiarendo però che «solo l’intervento dei carabinieri, con il maggiore Menziola in prima linea, quindi dei viceprefetti Bianchetto e Garra, ha evitato potesse evolvere in qualche disordine più grave».

Era tempo che dei migranti di Portula, gestiti dall’associazione Nuvola, non si sentiva parlare. Qualche problema iniziale, una zuffa durante l’inverno, poi più nulla. «Non mi hanno mai dato problemi», chiarisce il sindaco. Il quale non nasconde tuttavia il disappunto per la mancata attivazione di corsi di formazione specifici sulla sicurezza che consentirebbero ai ragazzi di lavorare a titolo volontario ed essere impiegati in attività anche di pubblica utilità. «E’ una questione della quale intendo parlare seriamente con il responsabile dell’associazione Nuvola, che domani (oggi per chi legge, ndr) sarà da me in Municipio», spiega ancora Calcia Ros. Per il momento, comunque, in attesa di garanzie dall’associazione i rappresentanti della Prefettura hanno trovato modo di tranquillizzare gli animi. Hanno spiegato, in sostanza, che  la Prefettura non può erogare fondi all’associazione in quanto i soldi non sono ancora arrivati dal Ministero. Una prima tranche di trasferimenti è attesa per agosto. Qualcosa, a quel punto, potrebbe sbloccarsi.
Veronica Balocco

PORTULA – Da mesi, difficile dire quanti, non ricevono il contributo che per legge dovrebbe essere loro dovuto. Due euro e mezzo al giorno, da spendere per le loro esigenze personali. Ricariche telefoniche, un salto al bar. Quel che desiderano. Giorni e giorni in cui la cifra, quotidiamente quasi irrisoria, ha finito per moltiplicarsi sino a creare una somma tutt’altro che irrilevante. Che ora loro esigono, proprio come la legge vuole.
Questa la motivazione fondamentale che ieri mattina, a Granero di Portula, ha spinto la quarantina di migranti ospitati in una palazzina della frazione a scendere in strada. Bloccare la circolazione. E far sentire la propria voce. «Una protesta tutto sommato blanda», puntualizza il primo cittadino del paese Fabrizio Calcia Ros. Chiarendo però che «solo l’intervento dei carabinieri, con il maggiore Menziola in prima linea, quindi dei viceprefetti Bianchetto e Garra, ha evitato potesse evolvere in qualche disordine più grave».

Era tempo che dei migranti di Portula, gestiti dall’associazione Nuvola, non si sentiva parlare. Qualche problema iniziale, una zuffa durante l’inverno, poi più nulla. «Non mi hanno mai dato problemi», chiarisce il sindaco. Il quale non nasconde tuttavia il disappunto per la mancata attivazione di corsi di formazione specifici sulla sicurezza che consentirebbero ai ragazzi di lavorare a titolo volontario ed essere impiegati in attività anche di pubblica utilità. «E’ una questione della quale intendo parlare seriamente con il responsabile dell’associazione Nuvola, che domani (oggi per chi legge, ndr) sarà da me in Municipio», spiega ancora Calcia Ros. Per il momento, comunque, in attesa di garanzie dall’associazione i rappresentanti della Prefettura hanno trovato modo di tranquillizzare gli animi. Hanno spiegato, in sostanza, che  la Prefettura non può erogare fondi all’associazione in quanto i soldi non sono ancora arrivati dal Ministero. Una prima tranche di trasferimenti è attesa per agosto. Qualcosa, a quel punto, potrebbe sbloccarsi.
Veronica Balocco

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