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Preso il latitante che rapinava le banche biellesi

Altro 06 Aprile 2009 ore 01:12
Rapinava le banche
preso a Santo Domingo
Della "banda del taglierino": 25 anni da scontare

(1 apr) E’ stato catturato martedì il latitante Mariano Martone, 39 anni, di Novara, ieri rapinatore in Italia, oggi tassista a Santo Domingo, Repubblica Dominicana, condannato anche per delle rapine commesse nel Biellese tra il ’99 e il 2000. Inserito nell’elenco dei 100 ricercati più pericolosi d’Italia, Martone è stato arrestato e consegnato alla polizia italiana dopo un’operazione congiunta del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, Interpol e squadra mobile della Questura di Novara. L’uomo, irreperibile dal 2003, deve scontare una pena definitiva di oltre 25 anni di carcere. Si è reso responsabile di numerose rapine in banca come componente di quella che era stata soprannominata “banda del taglierino”. Era inoltre accusato di ricettazione, porto abusivo di arma e altro. Per effettuare l’operazione, gli agenti si sono avvalsi di intercettazioni telefoniche che hanno condotto le indagini nella Repubblica Domenicana dove Martone, conservando le sue reali generalità, si era costruito una nuova famiglia e svolgeva l’attività di taxista. 

Rapinava le banche
preso a Santo Domingo
Era della "banda del taglierino". Deve scontare 25 anni

(1 apr) E’ stato catturato martedì il latitante Mariano Martone, 39 anni, di Novara, ieri rapinatore in Italia, oggi tassista a Santo Domingo, Repubblica Dominicana, condannato anche per delle rapine commesse nel Biellese tra il ’99 e il 2000. Inserito nell’elenco dei 100 ricercati più pericolosi d’Italia, Martone è stato arrestato e consegnato alla polizia italiana dopo un’operazione congiunta del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, Interpol e squadra mobile della Questura di Novara. L’uomo, irreperibile dal 2003, deve scontare una pena definitiva di oltre 25 anni di carcere. Si è reso responsabile di numerose rapine in banca come componente di quella che era stata soprannominata “banda del taglierino”. Era inoltre accusato di ricettazione, porto abusivo di arma e altro. Per effettuare l’operazione, gli agenti si sono avvalsi di intercettazioni telefoniche che hanno condotto le indagini nella Repubblica Domenicana dove Martone, conservando le sue reali generalità, si era costruito una nuova famiglia e svolgeva l’attività di taxista. La prima rapina nel Biellese risale al 21 gennaio ’99. «State buoni altrimenti vi giuro sui miei figli che vi taglio la gola...», aveva intimato uno dei rapinatori, armato di cutter, ai clienti e agli impiegati della filiale di Valdengo della Biverbanca. Il colpo aveva alla fine fruttato una decina di milioni. La seconda rapina era stata messa a segno circa un mese dopo, il 23 febbraio dello stesso anno sempre a Valdengo, ai danni questa volta della filiale della Banca Sella. Sei furono i clienti e gli impiegati chiusi in bagno dai banditi che se ne andarono con quasi 22 milioni di lire in contanti su una Fiat Uno rubata due giorni prima in via Ogliaro a Biella. La banda del taglierino non s’accontentò. Sempre tre rapinatori con delle mascherine sul volto e armati di cutter, svaligiarono, il 25 marzo ‘99, anche la filiale di Cossato della Banca Sella. Il bottino fu di quasi 24 milioni. Prima di allontanarsi, i banditi rinchiusero in bagno tre impiegati. «Questo è il nostro lavoro, dovete subire...», aveva urlato, beffardo, uno di loro al direttore della filiale. Martone venne condannato due volte dal tribunale di Biella, a cinque anni e mezzo e a quattro anni e due mesi con rito abbreviato.
v.ca.

1 aprile 2009

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