Presi tre bracconieri

Altro 23 Novembre 2011 ore 10:55

(22 nov) Brillante operazione antibracconaggio dei volontari della Lega abolizione della caccia, sabato, in paese. Due volontari hanno infatti prima individuato e poi portato alla denuncia tre bracconieri, residenti nel Bresciano.

Il bilancio. Alla fine del triste conteggio, sono stati uccisi una settantina di uccelli, appartenenti a specie protette. L’autunno è il periodo nel quale i piccoli migratori dal nord e dal centro dell’Europa si spostano verso sud, in cerca di aree di svernamento più miti. Alcune di queste specie risultano in grave contrazione numerica. Si tratta per lo più di uccelli di pochi grammi. Eppure c’è ancora chi, indifferente alle norme di legge, li aspetta ai margini delle radure, armato di fucile. Le splendide colline intorno al lago di Viverone non sono indenni da questa piaga. Gli sparatori arrivano, spesso, da fuori provincia o regione.

L’operazione. Due volontari con la collaborazione di quattro guardie venatorie della Provincia hanno quindi individuato nella campagna circostante la frazione Salomone all’interno dell’azienda agroturistica, un’autovettura con all’interno decine di cartucce da caccia lasciate incustodite. Brillante operazione antibracconaggio dei volontari della Lega abolizione della caccia, sabato, in paese. Due volontari hanno infatti prima individuato e poi portato alla denuncia tre bracconieri, residenti nel Bresciano.

Il bilancio. Alla fine del triste conteggio, sono stati uccisi una settantina di uccelli, appartenenti a specie protette. L’autunno è il periodo nel quale i piccoli migratori dal nord e dal centro dell’Europa si spostano verso sud, in cerca di aree di svernamento più miti. Alcune di queste specie risultano in grave contrazione numerica. Si tratta per lo più di uccelli di pochi grammi. Eppure c’è ancora chi, indifferente alle norme di legge, li aspetta ai margini delle radure, armato di fucile. Le splendide colline intorno al lago di Viverone non sono indenni da questa piaga. Gli sparatori arrivano, spesso, da fuori provincia o regione.

L’operazione. Due volontari con la collaborazione di quattro guardie venatorie della Provincia hanno quindi individuato nella campagna circostante la frazione Salomone all’interno dell’azienda agroturistica, un’autovettura con all’interno decine di cartucce da caccia lasciate incustodite.

Denunciati. I numerosi spari che giungevano dalla campagna circostante suggerivano di intensificare i controlli. E così sono stati scoperti e fermati tre cacciatori provenienti dalla provincia di Brescia. M.F. di anni 51 di Bienno (Bs) è stato trovato dalle guardie in possesso di ben 69 esemplari di piccoli uccelli protetti illegalmente abbattuti (49 fringuelli, 2 verdoni, 6 lucherini, 5 cardellini, 2 cinciallegre, 1 cinciarella, 1 frosone. 2 pettirossi, 1 ghiandaia). Per lui è scattata la denuncia per caccia di frodo all’autorità giudiziaria. Le guardie successivamente chiamata sul posto hanno provveduto a sequestrare il fucile, le decine di cartucce lasciate incustodite nell’auto, gli animali uccisi. M.A. di anni 22 di Bienno (BS) è stato invece trovato in possesso di 5 fringuelli abbattuti. Non solo, ma le guardie gli hanno contestato l’incauto affido del fucile all’amico M.G. di anni 27, anche lui di Bienno (BS), privo di porto d’armi e di licenza di caccia. M.A. è stato quindi denunciato all’autorità giudiziaria per caccia di frodo e incauto affido dell’arma. Le guardie provinciali hanno provveduto a sequestrare gli animali e il fucile. L’amico M.G ha quindi rimediato una denuncia per porto abusivo d’arma e una sanzione amministrativa per caccia senza licenza.

Multe. Alle denunce penali si aggiungeranno alcune sanzioni amministrative per diverse irregolarità. L’intervento è durato ben cinque ore.

Riso amaro. «La soddisfazione per un’operazione di vigilanza riuscita è oscurata dalla tristezza per l’alto numero di animali trovati uccisi - spiega il volontario Roberto Piana, di Torino -. Intensificheremo i controlli venatori nelle prossime settimane nel Biellese, soprattutto nelle aziende private di caccia, per scoraggiare i distruttori di quel poco di natura che ancora si è preservato».

22 novembre