«Precari, assunti ma risarciti»

«Precari, assunti ma risarciti»
Altro 02 Dicembre 2016 ore 14:55

Il personale scolastico e il precariato. Un binomio che sembrava inossidabile e che, invece, a poco a poco e? stato eroso. In questi giorni anche grazie allesito di un ricorso che vede fautore uno studio legale biellese e, soprattutto, che rappresenta un precedente utile per tutti quei lavoratori della scuola, che dopo la sentenza della Corte di Cassazione sono ancora legati al Miur con contratti a tempo determinato.

Due settimane fa, infatti, la Suprema Corte aveva stabilito che limmissione in ruolo - in particolare la chiamata del piano straordinario di assunzioni voluto dal governo - potesse da sola sanare labuso. Invece, un'ulteriore voce ha chiesto per i precari, il relativo risarcimento e un guadagno adeguato. Quando, va detto, nonostante tutto continuano a persistere i contratti a tempo determinato, per molti insegnanti che, per anni, hanno dovuto accettare posti con contratto fino al termine delle lezioni o delle attivita? didattiche.

A dare loro voce la sentenza con la quale si e? espressa, in questi giorni, la Corte dAppello di Torino, che ha dato il suo assenso al ricorso formulato da un docente, precario storico, difeso dallavvocato biellese Giovanni Rinaldi, che lamentava la condotta illecita del Miur. Non basta, infatti, che il Ministero dellIstruzione sia passato alle ultime assunzioni di massa a tempo indeterminato: per quei docenti, che non sono stati coinvolti dal Piano straordinario, dice la Corte d’Appello del capoluogo piemontese, devono essere risarciti. Un “precedente” anche per i biellesi. Si?, perche? proprio nella nostra provincia la situazione ha un peso notevole e attende epilogo: qui, su piu? di 120 ricorsi pendenti, la somma totale che spetterebbe a questi lavoratori del mondo della scuola - e? quanto calcolato dalla stessa sigla sindacale Anief che li assiste - ammonta a 600-700mila euro.

«Si tratta della prima sentenza del Tribunale di merito, dopo la recente decisione di Corte di Cassazione, che riconosce ai lavoratori, ancora precari, il diritto a uno stipendio adeguato agli anni di servizio effettivamente prestati, anche se con contratti a tempo determinato e un risarcimento danno per il reiterato stato di precariato», spiega Giovanni Rinaldi, legale Anief. «Diverse, negli ultimi anni, sono state le sentenze di accoglimento, ma dopo l’intervento della Suprema Corte, si attendeva un primo responso dei giudici di merito. In ossequio a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, solo per pochi (coloro che sono stati stabilizzati), si potra? dichiarare la cessata materia del contendere in punto risarcimento, ma in ogni caso spettera? loro l’integrale anzianita? di servizio e gli scatti. Scatti e risarcimento invece per coloro che sono ancora precari».

E ora? A Biella, dove in questi anni si e? atteso che la Cassazione decidesse in materia, loggi e? segnato insomma da un pronunciamento con cui tutto sembra piu? chiaro: forse anche i casi dei precari biellesi potrebbero presto andare in decisione, come nel resto dei tribunali del Piemonte.

Giovanna Boglietti 

Il personale scolastico e il precariato. Un binomio che sembrava inossidabile e che, invece, a poco a poco e? stato eroso. In questi giorni anche grazie all’esito di un ricorso che vede fautore uno studio legale biellese e, soprattutto, che rappresenta un precedente utile per tutti quei lavoratori della scuola, che dopo la sentenza della Corte di Cassazione sono ancora legati al Miur con contratti a tempo determinato.

Due settimane fa, infatti, la Suprema Corte aveva stabilito che l’immissione in ruolo - in particolare la chiamata del piano straordinario di assunzioni voluto dal governo - potesse da sola sanare l’abuso. Invece, un'ulteriore voce ha chiesto per i precari, il relativo risarcimento e un guadagno adeguato. Quando, va detto, nonostante tutto continuano a persistere i contratti a tempo determinato, per molti insegnanti che, per anni, hanno dovuto accettare posti con contratto fino al termine delle lezioni o delle attivita? didattiche.

A dare loro voce la sentenza con la quale si e? espressa, in questi giorni, la Corte d’Appello di Torino, che ha dato il suo assenso al ricorso formulato da un docente, precario storico, difeso dall’avvocato biellese Giovanni Rinaldi, che lamentava la condotta illecita del Miur. Non basta, infatti, che il Ministero dell’Istruzione sia passato alle ultime assunzioni di massa a tempo indeterminato: per quei docenti, che non sono stati coinvolti dal Piano straordinario, dice la Corte d’Appello del capoluogo piemontese, devono essere risarciti. Un “precedente” anche per i biellesi. Si?, perche? proprio nella nostra provincia la situazione ha un peso notevole e attende epilogo: qui, su piu? di 120 ricorsi pendenti, la somma totale che spetterebbe a questi lavoratori del mondo della scuola - e? quanto calcolato dalla stessa sigla sindacale Anief che li assiste - ammonta a 600-700mila euro.

«Si tratta della prima sentenza del Tribunale di merito, dopo la recente decisione di Corte di Cassazione, che riconosce ai lavoratori, ancora precari, il diritto a uno stipendio adeguato agli anni di servizio effettivamente prestati, anche se con contratti a tempo determinato e un risarcimento danno per il reiterato stato di precariato», spiega Giovanni Rinaldi, legale Anief. «Diverse, negli ultimi anni, sono state le sentenze di accoglimento, ma dopo l’intervento della Suprema Corte, si attendeva un primo responso dei giudici di merito. In ossequio a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, solo per pochi (coloro che sono stati stabilizzati), si potra? dichiarare la cessata materia del contendere in punto risarcimento, ma in ogni caso spettera? loro l’integrale anzianita? di servizio e gli scatti. Scatti e risarcimento invece per coloro che sono ancora precari».

E ora? A Biella, dove in questi anni si e? atteso che la Cassazione decidesse in materia, l’oggi e? segnato insomma da un pronunciamento con cui tutto sembra piu? chiaro: forse anche i casi dei precari biellesi potrebbero presto andare in decisione, come nel resto dei tribunali del Piemonte.

Giovanna Boglietti