Più piste ciclabili

Più piste ciclabili
Altro 13 Marzo 2012 ore 13:17

Da “Il Corriere della Sera” del 27/02/2012, “Boom del bike sharing... i numeri delle bici  a noleggio sono raddoppiati rispetto ai primi due mesi del 2011... l’abbonato “tipo” ha 40 anni, abita a Milano, è libero professionista, imprenditore o impiegato... le stazioni, a marzo, saliranno da 120 a 130”. In ordine cronologico è l’ultimo, ennesimo articolo che segnala, non solo in paesaggi verdeggianti e turistici ma anche in aree urbane, la propensione ad apprezzare movimento ed aria aperta in ogni momento della vita.

Da “Il Corriere della Sera” del 27/02/2012, “Boom del bike sharing... i numeri delle bici  a noleggio sono raddoppiati rispetto ai primi due mesi del 2011... l’abbonato “tipo” ha 40 anni, abita a Milano, è libero professionista, imprenditore o impiegato... le stazioni, a marzo, saliranno da 120 a 130”. In ordine cronologico è l’ultimo, ennesimo articolo che segnala, non solo in paesaggi verdeggianti e turistici ma anche in aree urbane, la propensione ad apprezzare movimento ed aria aperta in ogni momento della vita.
La provinciale ex S.S n° 593 che collega Alice Castello a Cavaglià, un tempo affiancata da meleti profumati, è ora delimitata e deturpata da cave di ghiaia e discariche o siti di trattamento rifiuti ubicati nel vecchio alveo della Dora. Anche in questo ambito, quindi, il mondo che abitiamo si presenta meno accogliente e sano, più ostile e inquinato. Nel poco spazio che ci resta avanziamo una modesta proposta: perché non attutire l’impatto ambientale con realizzazioni di strutture o impianti eseguiti mediante lavori pubblici che inoltre creerebbero occupazione? La suddetta direttrice, per traffico e dimensioni,  è percorribile, con sicurezza, solo su quattro ruote: in questo contaminato e frenetico mondo le piste ciclabili sarebbero un modo per rendere più civile un’area abbruttita e favorire una vita relazionale. Si chiede una sensibilizzazione da parte degli amministratori affinché almeno nella fase di recupero di questa zona depressa si possa realizzare qualcosa per far rinascere la bellezza e la socialità del luogo: ci immaginiamo, scesi dalle nostre bici, a percorrere verdi parchi o a giocare in aree sportive attrezzate. Volete unirvi?
Irene e Eugenia