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Più cinghiali abbattuti con i selettori

Più cinghiali abbattuti con i selettori
Altro 03 Aprile 2017 ore 17:06

Sono poi entrati in azione i cacciatori torinesi chiamati a dar “man forte” ai colleghi biellesi. Il presidente della Provincia, Emanuele Ramella Pralungo, lo aveva annunciato: dopo anni di stop sarebbe ripartito il piano di contenimento. E, nonostante le proteste degli animalisti, la promessa è stata mantenuta. In poco più di un mese i cacciatori torinesi sono riusciti ad abbattere 23 cinghiali, che vanno ad aggiungersi ai 78 uccisi durante l’intero 2016 dalle guardie venatorie provinciali, nell’ambito del piano di contenimento approntato dalla Provincia. Sono quindi 101 in tutto i cinghiali uccisi durante le battute di contenimento richieste a gran voce dagli agricoltori (non c’è campo che non sia stato rovinato da queste “ruspe dei boschi”) e dagli automobilisti per il pericolo che rappresentano gli ungulati che attraversano all’improvviso la strada. A questo numero si aggiungono i circa 600 cinghiali uccisi nel corso della stagione venatoria, durante le tradizionali battute, per un totale di oltre 700 cinghiali uccisi nel 2016.
I cacciatori torinesi hanno compiuto in poco più di un mese cinque battute di contenimento, circa una alla settimana. Ad ogni battuta partecipano 12 cacciatori, più i conduttori dei cani e un guardia caccia della Provincia di Biella responsabile dell’intervento. «Il guardia caccia - spiega Giorgio Mosca, funzionario dell’ufficio "Caccia e pesca" della Provincia - è una figura utile ai cacciatori in quanto in grado di riconoscere le tracce. I torinesi, essendo forestieri non conoscono la zona e una guida è fondamentale per la riuscita della battuta senza imprevisti».
Shama Ciocchetti

Leggi di più sull'Eco di Biella di lunedì 3 aprile 2017

Sono poi entrati in azione i cacciatori torinesi chiamati a dar “man forte” ai colleghi biellesi. Il presidente della Provincia, Emanuele Ramella Pralungo, lo aveva annunciato: dopo anni di stop sarebbe ripartito il piano di contenimento. E, nonostante le proteste degli animalisti, la promessa è stata mantenuta. In poco più di un mese i cacciatori torinesi sono riusciti ad abbattere 23 cinghiali, che vanno ad aggiungersi ai 78 uccisi durante l’intero 2016 dalle guardie venatorie provinciali, nell’ambito del piano di contenimento approntato dalla Provincia. Sono quindi 101 in tutto i cinghiali uccisi durante le battute di contenimento richieste a gran voce dagli agricoltori (non c’è campo che non sia stato rovinato da queste “ruspe dei boschi”) e dagli automobilisti per il pericolo che rappresentano gli ungulati che attraversano all’improvviso la strada. A questo numero si aggiungono i circa 600 cinghiali uccisi nel corso della stagione venatoria, durante le tradizionali battute, per un totale di oltre 700 cinghiali uccisi nel 2016.
I cacciatori torinesi hanno compiuto in poco più di un mese cinque battute di contenimento, circa una alla settimana. Ad ogni battuta partecipano 12 cacciatori, più i conduttori dei cani e un guardia caccia della Provincia di Biella responsabile dell’intervento. «Il guardia caccia - spiega Giorgio Mosca, funzionario dell’ufficio "Caccia e pesca" della Provincia - è una figura utile ai cacciatori in quanto in grado di riconoscere le tracce. I torinesi, essendo forestieri non conoscono la zona e una guida è fondamentale per la riuscita della battuta senza imprevisti».
Shama Ciocchetti

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