«Piazza Duomo? Delirio da correggere»

«Piazza Duomo? Delirio da correggere»
Altro 02 Gennaio 2016 ore 01:26

BIELLA - «Nei giorni scorsi ho rivisto un vecchio film girato a Biella nel quale c’era una ripresa su Piazza Duomo e mi è venuta voglia di rivederla alla luce del fatto che mi avevano detto che era stata rifatta. Così sono tornato a Biella apposta...». Martedì sera, complice la lunga consuetudine con Barbara Hary, sua ex compagna dalla quale ha avuto una figlia, Evelina, il noto e caustico critico d’arte, reduce da un malore superato, si è fatto così accompagnare in piazza Duomo e mercoledì, postata una foto su Facebook, ha parlato con Eco di Biella della polemica natalizia del giorno: il restauro contestato prima ancora di essere fatto e poi, oggi, in parte realizzato. «Ho visto un delirio di ignoranza tra una pavimentazione a piastrelle rettilinee, che non è chiaro come facciano a richiamare la tradizione storica della piazza, che il precedente selciato di sassi di fiume in un qualche modo suggeriva, e quei corpi illuminanti che si possono inquadrare in una periferia di città tedesca».

Una bocciatura su tutti i fronti?

« L’illuminazione scelta è di gusto irritante. Invece di dare luce all’antico Battistero, ai monumenti circostanti, dà luce a se stessa. Il restauro ha una sua logica quando non emerge, qui invece è plateale la forma di sudditanza psicologica da parte dell’amministrazione verso un architetto, sudditanza che dà la misura di una seduzione demoniaca. Mi piacerebbe sapere se il sindaco di Biella metterebbe a casa sua questi bastoni illuminanti. Devo dire che molto spesso in Italia accadono cose simili, ma questa di Biella è fra le più brutte che abbia mai visto».

Quale soluzione suggerirebbe?

«Avrei utilizzato lampioni ottocenteschi con piattino e lampade o comunque legati alla tradizione. Che male ci sarebbe stato? Tutto sarebbe stato più in sintonia».

La Soprintendenza avrà certamente dato il suo parere favorevole...

«Può anche darsi che la Soprintendenza non si sia soffermata su questo aspetto. In ogni caso la soluzione adottata andrebbe corretta».

Professore, che opinione ha di Biella oggi?

«E’ sempre una delle grandi città che hanno fatto la complessa storia dell’Italia. Ricca di luoghi bellissimi, andrebbe valorizzata, magari con un festival culturale dei Sacri monti».

Roberto Azzoni

BIELLA - «Nei giorni scorsi ho rivisto un vecchio film girato a Biella nel quale c’era una ripresa su Piazza Duomo e mi è venuta voglia di rivederla alla luce del fatto che mi avevano detto che era stata rifatta. Così sono tornato a Biella apposta...». Martedì sera, complice la lunga consuetudine con Barbara Hary, sua ex compagna dalla quale ha avuto una figlia, Evelina, il noto e caustico critico d’arte, reduce da un malore superato, si è fatto così accompagnare in piazza Duomo e mercoledì, postata una foto su Facebook, ha parlato con Eco di Biella della polemica natalizia del giorno: il restauro contestato prima ancora di essere fatto e poi, oggi, in parte realizzato. «Ho visto un delirio di ignoranza tra una pavimentazione a piastrelle rettilinee, che non è chiaro come facciano a richiamare la tradizione storica della piazza, che il precedente selciato di sassi di fiume in un qualche modo suggeriva, e quei corpi illuminanti che si possono inquadrare in una periferia di città tedesca».

Una bocciatura su tutti i fronti?

« L’illuminazione scelta è di gusto irritante. Invece di dare luce all’antico Battistero, ai monumenti circostanti, dà luce a se stessa. Il restauro ha una sua logica quando non emerge, qui invece è plateale la forma di sudditanza psicologica da parte dell’amministrazione verso un architetto, sudditanza che dà la misura di una seduzione demoniaca. Mi piacerebbe sapere se il sindaco di Biella metterebbe a casa sua questi bastoni illuminanti. Devo dire che molto spesso in Italia accadono cose simili, ma questa di Biella è fra le più brutte che abbia mai visto».

Quale soluzione suggerirebbe?

«Avrei utilizzato lampioni ottocenteschi con piattino e lampade o comunque legati alla tradizione. Che male ci sarebbe stato? Tutto sarebbe stato più in sintonia».

La Soprintendenza avrà certamente dato il suo parere favorevole...

«Può anche darsi che la Soprintendenza non si sia soffermata su questo aspetto. In ogni caso la soluzione adottata andrebbe corretta».

Professore, che opinione ha di Biella oggi?

«E’ sempre una delle grandi città che hanno fatto la complessa storia dell’Italia. Ricca di luoghi bellissimi, andrebbe valorizzata, magari con un festival culturale dei Sacri monti».

Roberto Azzoni