Pesca, quanto mi costi. E le guardie? In via d’estinzione

Pesca, quanto mi costi. E le guardie? In via d’estinzione
29 Marzo 2015 ore 17:43

Non è cambiato nulla rispetto allo scorso anno per importi e modalità di pagamento per la licenza di pesca nelle acque interne biellesi. Ad essere esonerati dal pagamento di tassa e soprattassa, restano i minori di 14 anni così come le persone disabili. Fino a non molti anni fa, ad essere esonerati dal pagamento del “permesso di pesca”, erano anche i pensionati. Un favoritismo che chi di competenza si è affrettato a cancellare. I pensionati, dopotutto, sono i pescatori che più si recano a pesca con cadenza anche giornaliera. Che non pagassero, quindi, aveva fatto storcere il naso a tutti gli altri appassionati. Le quote annuali non paiono esagerate. Per la licenza di “tipo B”, il cittadino biellese è tenuto a effettuare due versamenti, uno alla Regione e uno alla Provincia, il primo di 12 euro, il secondo di 23 euro (troverete tutto all’indirizzo mail www.provincia.biella.it alla sezione caccia e pesca). Le ricevute dei bollettini di versamento, contenenti i dati del pescatore, unitamente a un documento di identità, dovranno essere sempre esibiti, su richiesta, agli agenti di vigilanza. Mi domando se, in circolazione, di guardapesca ve ne siano ancora o se non siano in realtà una specie in via d’estinzione come il pesce spatola cinese o il nostro gambero di fiume, e se non sia il caso, da parte dell’amministrazione provinciale o degli altri organismi interessati (Fipsas, Arci), di formarne qualcuno. Nel corso della mia carriera piscatoria, dopotutto, la licenza mi è stata controllata solo una volta, ai confini con la Valle d’Aosta da una pattuglia del Corpo forestale dello Stato. Un guardapesca in carne ed ossa – roba da farci un selfie ricordo da custodire gelosamente – mi si è parato davanti solo una decina d’anni fa lungo l’Elvo. E’ stato fantastico potergli mostrare con orgoglio bollettini e attrezzatura tutti in ordine.
Tornando ai permessi per poter pescare, occhio a chi è solito spostarsi e raggiungere corsi d’acqua noti, a due passi dal Biellese o piacevoli mete immerse in ambienti naturali da sogno, quali la Dora, il Soana, l’Orco o il Chiusella. Si tratta di “acque soggette a diritti demaniali esclusivi di pesca” della provincia di Torino ed è necessario effettuare un ulteriore versamento di 12 euro che, a differenza di tutti gli altri bollettini, ha validità fino al 31 dicembre dell’anno in corso e non 365 giorni. Un ulteriore versamento va effettuato se si ha intenzione di pescare lungo i corsi d’acqua dati in concessione alla Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquea). La tessera, nella sezione di Biella, costa 25 euro per gli adulti e 6 euro per i giovani. Con 5 euro in più per la tessera agonisti, si può partecipare alle gare organizzate dalla federazione. Ovviamente, da una vita, per pescare nella vicina Valle d’Aosta oppure in Valsesia, è necessario possedere uno speciale permesso del costo di 189 euro all’anno per la regione autonoma e di 170 euro per Sesia e suoi affluenti.
Valter Caneparo

Non è cambiato nulla rispetto allo scorso anno per importi e modalità di pagamento per la licenza di pesca nelle acque interne biellesi. Ad essere esonerati dal pagamento di tassa e soprattassa, restano i minori di 14 anni così come le persone disabili. Fino a non molti anni fa, ad essere esonerati dal pagamento del “permesso di pesca”, erano anche i pensionati. Un favoritismo che chi di competenza si è affrettato a cancellare. I pensionati, dopotutto, sono i pescatori che più si recano a pesca con cadenza anche giornaliera. Che non pagassero, quindi, aveva fatto storcere il naso a tutti gli altri appassionati. Le quote annuali non paiono esagerate. Per la licenza di “tipo B”, il cittadino biellese è tenuto a effettuare due versamenti, uno alla Regione e uno alla Provincia, il primo di 12 euro, il secondo di 23 euro (troverete tutto all’indirizzo mail www.provincia.biella.it alla sezione caccia e pesca). Le ricevute dei bollettini di versamento, contenenti i dati del pescatore, unitamente a un documento di identità, dovranno essere sempre esibiti, su richiesta, agli agenti di vigilanza. Mi domando se, in circolazione, di guardapesca ve ne siano ancora o se non siano in realtà una specie in via d’estinzione come il pesce spatola cinese o il nostro gambero di fiume, e se non sia il caso, da parte dell’amministrazione provinciale o degli altri organismi interessati (Fipsas, Arci), di formarne qualcuno. Nel corso della mia carriera piscatoria, dopotutto, la licenza mi è stata controllata solo una volta, ai confini con la Valle d’Aosta da una pattuglia del Corpo forestale dello Stato. Un guardapesca in carne ed ossa – roba da farci un selfie ricordo da custodire gelosamente – mi si è parato davanti solo una decina d’anni fa lungo l’Elvo. E’ stato fantastico potergli mostrare con orgoglio bollettini e attrezzatura tutti in ordine.
Tornando ai permessi per poter pescare, occhio a chi è solito spostarsi e raggiungere corsi d’acqua noti, a due passi dal Biellese o piacevoli mete immerse in ambienti naturali da sogno, quali la Dora, il Soana, l’Orco o il Chiusella. Si tratta di “acque soggette a diritti demaniali esclusivi di pesca” della provincia di Torino ed è necessario effettuare un ulteriore versamento di 12 euro che, a differenza di tutti gli altri bollettini, ha validità fino al 31 dicembre dell’anno in corso e non 365 giorni. Un ulteriore versamento va effettuato se si ha intenzione di pescare lungo i corsi d’acqua dati in concessione alla Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquea). La tessera, nella sezione di Biella, costa 25 euro per gli adulti e 6 euro per i giovani. Con 5 euro in più per la tessera agonisti, si può partecipare alle gare organizzate dalla federazione. Ovviamente, da una vita, per pescare nella vicina Valle d’Aosta oppure in Valsesia, è necessario possedere uno speciale permesso del costo di 189 euro all’anno per la regione autonoma e di 170 euro per Sesia e suoi affluenti.
Valter Caneparo

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