Per la Giornata del Neonato prematuro mostra all’ospedale di Biella

Per la Giornata del Neonato prematuro mostra all’ospedale di Biella
Altro 17 Novembre 2016 ore 13:28

BIELLA - Oggi, 17 novembre, si celebra la giornata internazionale del neonato pretermine. È una occasione per accendere i riflettori sui “piccolissimi” ricoverati in tutte le terapie intensive neonatali degli ospedali. Quest’anno l’Asl di Biella ha scelto di onorare questa giornata in un modo diverso: una mostra speciale - allestita nell’atrio dell’ospedale – che valorizza i ricordi e che immortala i bimbi nati prematuri per descrivere con la forza delle immagini com’erano e come sono oggi. Il World Prematurity Day focalizza l’attenzione sui bambini nati prima della 37ª settimana di età gestionale. Si tratta di neonati che hanno bisogno di immediate cure e assistenza, sia durante la prima ora di vita, detta anche Golden Hour, che nei 3 anni successivi. Come fa sapere la stessa Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo sono 15 i milioni di piccoli nati prematuramente ogni anno, un bambino su 10. Tra questi, circa 1 milione muore a causa di complicazioni legate proprio alla condizione di nati pretermine, ma tre quarti di loro oggi potrebbero essere fra noi grazie a cure adeguate e medicine di supporto sia per la madre che per i bambini.

È una carrellata di emozioni quella che chi entrerà in ospedale nei prossimi giorni potrà ammirare. Ci sono i ringraziamenti al personale, capace di far comprendere - pur in un momento così critico per le famiglie - come muoversi in quel “piccolo mondo delicato”. Gli scatti immortalano la fragilità del passato confrontandola con la forza e la vitalità di oggi. Fotografie che in alcuni casi sono accompagnate dalle storie che i genitori e gli stessi bambini di un tempo hanno voluto raccontare.

Storie anche molto lontane, come quella di Matteo e della sua mamma Manuela 28 anni fa, o come Alessandra che oggi innalza sorridente una bandiera dell’Italia e scrive “Amo credere nelle cose impossibili e piangere dall’emozione dopo averle realizzate”.

Una mostra che è soprattutto un inno alla speranza e al coraggio. Speranza che è tutta dentro queste immagini e che non ha bisogno di molte parole per essere trasmessa a chi le osserva.

R.E.B.

BIELLA - Oggi, 17 novembre, si celebra la giornata internazionale del neonato pretermine. È una occasione per accendere i riflettori sui “piccolissimi” ricoverati in tutte le terapie intensive neonatali degli ospedali. Quest’anno l’Asl di Biella ha scelto di onorare questa giornata in un modo diverso: una mostra speciale - allestita nell’atrio dell’ospedale – che valorizza i ricordi e che immortala i bimbi nati prematuri per descrivere con la forza delle immagini com’erano e come sono oggi. Il World Prematurity Day focalizza l’attenzione sui bambini nati prima della 37ª settimana di età gestionale. Si tratta di neonati che hanno bisogno di immediate cure e assistenza, sia durante la prima ora di vita, detta anche Golden Hour, che nei 3 anni successivi. Come fa sapere la stessa Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo sono 15 i milioni di piccoli nati prematuramente ogni anno, un bambino su 10. Tra questi, circa 1 milione muore a causa di complicazioni legate proprio alla condizione di nati pretermine, ma tre quarti di loro oggi potrebbero essere fra noi grazie a cure adeguate e medicine di supporto sia per la madre che per i bambini.

È una carrellata di emozioni quella che chi entrerà in ospedale nei prossimi giorni potrà ammirare. Ci sono i ringraziamenti al personale, capace di far comprendere - pur in un momento così critico per le famiglie - come muoversi in quel “piccolo mondo delicato”. Gli scatti immortalano la fragilità del passato confrontandola con la forza e la vitalità di oggi. Fotografie che in alcuni casi sono accompagnate dalle storie che i genitori e gli stessi bambini di un tempo hanno voluto raccontare.

Storie anche molto lontane, come quella di Matteo e della sua mamma Manuela 28 anni fa, o come Alessandra che oggi innalza sorridente una bandiera dell’Italia e scrive “Amo credere nelle cose impossibili e piangere dall’emozione dopo averle realizzate”.

Una mostra che è soprattutto un inno alla speranza e al coraggio. Speranza che è tutta dentro queste immagini e che non ha bisogno di molte parole per essere trasmessa a chi le osserva.

R.E.B.