Pediatri biellesi in Africa

Pediatri biellesi in Africa
Altro 15 Febbraio 2012 ore 12:03

 E’ iniziata nell’ottobre scorso, ed è durata due settimane, l’attività di aiuto che la Pediatria dell’ospedale di Biella ha offerto al Centro riabilitativo di Ndaragwa  e a Casa Maria,  struttura situata a quattro ore di auto da Nairobi che accoglie i bambini abbandonati e orfani di persone malate di Aids. L’attività di cura, attuata da Franco Garofalo (nella foto), direttore della Struttura di Pediatria, e dalle infermiere Silvia Briasco e Marcella Galli, dovrebbe essere ripetuta appena possibile all'ospedale di North Kinangop.

«Grazie a un progetto finanziato dai Rotary Club di Piemonte, Valle D’Aosta e Liguria governati da Sebastiano Cocuzza, primario emerito di Pediatria, e con un’importante contributo del Rotary di Biella - spiega Garofalo - è stato possibile costruire nel villaggio di Olkalau in Kenia, Casa Maria, il centro di accoglienza gestito dalla Congregazione religiosa delle Piccole sorelle di San Giuseppe e costituito oggi da quattro dormitori, una scuola per bambini dai 5 ai 15 anni, tre capanne attrezzate dedicate all’asilo e un dispensario nel quale l’unica infermiera in servizio si dedica quotidianamente ai bambini».

La struttura è in grado di ospitare i medici e il personale infermieristico che decidono di prestare servizio volontario dedicandosi ai bambini ospitati nel Centro. «L’attività del team di lavoro -  prosegue Garofalo - si dovrebbe estendere  all’ospedale missionario di North Kinangop, un centro in cui i neolaureati kenioti trascorrono periodi di praticantato sotto la guida di specialisti provenienti da altri paesi. Nella struttura, che comprende diversi reparti, tra i quali quello pediatrico con annesso  il nido dotato di culle, incubatrice, apparecchio di rianimazione neonatale e due apparecchi per la fototerapia, i sanitari biellesi potranno trasferire le loro competenze ai laureati che si stanno specializzando» L’ipotesi di lavoro prevede interventi brevi della durata di due settimane ciascuno e, in futuro, il coinvolgimento di altri pediatri del quadrante. Attualmente il personale coinvolto nel progetto aderisce alle attività mettendo a disposizione la propria professionalità a titolo volontario e gratuito.