«Parto per decidere del mio futuro»

«Parto per decidere del mio futuro»
Altro 14 Agosto 2015 ore 09:29

È, per ora, l’unica giovane biellese a essere in procinto di fare la valigia, per partecipare a uno dei progetti di mobilità internazionale conosciuto come “Sve”, Servizio Volontario Europeo. Marianna Zanone, 18enne, sta svolgendo all’Informagiovani cittadina la fase di orientamento al servizio, con la coordinatrice Paola Savio e con Elisa Gilardino, referente Sve per il locale circolo di “Legambiente”, ovvero l’organizzazione delle tre biellesi accreditate agli Sve.
In tempo di ricerca di lavoro, i viaggi all’estero anche dei più giovani tendono sempre più a focalizzarsi sullo svolgimento di un’attività professionale. Non sono più molti, quindi, i ragazzi che scelgono di lasciare l’Italia come volontari, anche per tempi decisamente lunghi. Ma, come spiega Marianna, la soluzione Sve assume un significato particolare per i neodiplomati e, come aggiungono Paola Savio e Elisa Gilardino, si tratta di un’esperienza a costo zero, che potrebbe comunque favorire contatti e prospettive lavorative.
Detto questo cos’è lo Sve? Il servizio rientra nel programma “Erasmus plus”  e offre ai giovani tra i 17 e i 30 anni un’esperienza di apprendimento interculturale in un contesto non formale, vale a dire svolgere un'attività di volontariato in un paese del programma o al di fuori dell’Europa, per un periodo che va da 2 a 12 mesi, in progetti locali in vari settori o aree di intervento: cultura, gioventù, sport, assistenza sociale, patrimonio culturale, arte, tempo libero, protezione civile, ambiente e sviluppo cooperativo. Procedura vuole che, per la tutela del volontario, il servizio contempli un’organizzazione all’estero ricevente e una sul territorio d’origine di invio, in questo caso “Legambiente”. Anche se il settore scelto da Marianna Zanone verte sull’educazione e l’intrattenimento dei bambini: 5 ore al giorno, per 5 giorni a settimana, con tempo libero per seguire corsi di lingua e per visitare il Paese straniero, una cifra simbolica di compenso in denaro e un tutor e un mentor a fianco dei volontari. Alla fine dell’esperienza, è previsto il rilascio di un attestato dal valore professionale, relazionale e linguistico. Provare a vivere all’estero, nel caso dello Sve, non ha costi: vitto, alloggio e i trasporti sono a carico dell’organizzazione ricevente. I ragazzi pagano solo il 10 per cento del biglietto all’andata e il 10 per cento al ritorno. Opportunità simili si hanno, spiegano all’Informagiovani, con progetti come “Wwoof” (il lavoro in fattorie sparse nel mondo) e “Workaway” (impiego in ostelli o ristoranti, baby o dog sitting, ecoturismo, agricoltura).  Per Marianna, neodiplomata da poche settimane al Liceo Scientifico “Avogadro” di Biella, lo Sve si tradurrà in 12 mesi a Kritzendorf, in Austria, partenza il 7 settembre. 

«Ho scelto lo Sve perché non ho le idee chiare su quale strada prendere per il mio futuro - racconta la studentessa - Molti dei miei amici andranno all’Università, ma non si dicono convinti. Io credo sarà utile prendermi del tempo e capire. Ero già volontaria a Biella per l’operazione “Mato Grosso”, sono pronta a partire per vivere quest’avventura. L’unico dubbio? Imparare il tedesco, ma i primi tempi me la caverò parlando inglese».
I progetti Sve sono accessibili tutto l’anno. Sul sito di Informagiovani si possono trovare le destinazioni con candidature in scadenza, aggiornate di mese in mese. Tante le mete interessate: Croazia, Repubblica Ceca, Belgio, Spagna, Svezia, Slovacchia, Polonia. E gli ambiti in cui operare: da festival culturali a workshop, dall’affiancamento alla didattica in scuole con alunni con bisogni speciali a laboratori forestali, e altro ancora.  Al momento sono consultabili quelle di agosto e settembre. Per info: www.informagiovanibiella.it.  

Giovanna Boglietti

È, per ora, l’unica giovane biellese a essere in procinto di fare la valigia, per partecipare a uno dei progetti di mobilità internazionale conosciuto come “Sve”, Servizio Volontario Europeo. Marianna Zanone, 18enne, sta svolgendo all’Informagiovani cittadina la fase di orientamento al servizio, con la coordinatrice Paola Savio e con Elisa Gilardino, referente Sve per il locale circolo di “Legambiente”, ovvero l’organizzazione delle tre biellesi accreditate agli Sve.
In tempo di ricerca di lavoro, i viaggi all’estero anche dei più giovani tendono sempre più a focalizzarsi sullo svolgimento di un’attività professionale. Non sono più molti, quindi, i ragazzi che scelgono di lasciare l’Italia come volontari, anche per tempi decisamente lunghi. Ma, come spiega Marianna, la soluzione Sve assume un significato particolare per i neodiplomati e, come aggiungono Paola Savio e Elisa Gilardino, si tratta di un’esperienza a costo zero, che potrebbe comunque favorire contatti e prospettive lavorative.
Detto questo cos’è lo Sve? Il servizio rientra nel programma “Erasmus plus”  e offre ai giovani tra i 17 e i 30 anni un’esperienza di apprendimento interculturale in un contesto non formale, vale a dire svolgere un'attività di volontariato in un paese del programma o al di fuori dell’Europa, per un periodo che va da 2 a 12 mesi, in progetti locali in vari settori o aree di intervento: cultura, gioventù, sport, assistenza sociale, patrimonio culturale, arte, tempo libero, protezione civile, ambiente e sviluppo cooperativo. Procedura vuole che, per la tutela del volontario, il servizio contempli un’organizzazione all’estero ricevente e una sul territorio d’origine di invio, in questo caso “Legambiente”. Anche se il settore scelto da Marianna Zanone verte sull’educazione e l’intrattenimento dei bambini: 5 ore al giorno, per 5 giorni a settimana, con tempo libero per seguire corsi di lingua e per visitare il Paese straniero, una cifra simbolica di compenso in denaro e un tutor e un mentor a fianco dei volontari. Alla fine dell’esperienza, è previsto il rilascio di un attestato dal valore professionale, relazionale e linguistico. Provare a vivere all’estero, nel caso dello Sve, non ha costi: vitto, alloggio e i trasporti sono a carico dell’organizzazione ricevente. I ragazzi pagano solo il 10 per cento del biglietto all’andata e il 10 per cento al ritorno. Opportunità simili si hanno, spiegano all’Informagiovani, con progetti come “Wwoof” (il lavoro in fattorie sparse nel mondo) e “Workaway” (impiego in ostelli o ristoranti, baby o dog sitting, ecoturismo, agricoltura).  Per Marianna, neodiplomata da poche settimane al Liceo Scientifico “Avogadro” di Biella, lo Sve si tradurrà in 12 mesi a Kritzendorf, in Austria, partenza il 7 settembre. 

«Ho scelto lo Sve perché non ho le idee chiare su quale strada prendere per il mio futuro - racconta la studentessa - Molti dei miei amici andranno all’Università, ma non si dicono convinti. Io credo sarà utile prendermi del tempo e capire. Ero già volontaria a Biella per l’operazione “Mato Grosso”, sono pronta a partire per vivere quest’avventura. L’unico dubbio? Imparare il tedesco, ma i primi tempi me la caverò parlando inglese».
I progetti Sve sono accessibili tutto l’anno. Sul sito di Informagiovani si possono trovare le destinazioni con candidature in scadenza, aggiornate di mese in mese. Tante le mete interessate: Croazia, Repubblica Ceca, Belgio, Spagna, Svezia, Slovacchia, Polonia. E gli ambiti in cui operare: da festival culturali a workshop, dall’affiancamento alla didattica in scuole con alunni con bisogni speciali a laboratori forestali, e altro ancora.  Al momento sono consultabili quelle di agosto e settembre. Per info: www.informagiovanibiella.it.  

Giovanna Boglietti