Partita la stagione per 2500 pescatori

Partita la stagione per 2500 pescatori
26 Febbraio 2015 ore 11:58

Ha preso il via senza sostanziali novità, almeno rispetto allo scorso anno, la stagione della pesca per i poco meno di 2.500 pescatori biellesi (2.145 sono quelli che hanno effettuato lo scorso anno i versamenti per il tesserino, ma ad essi vanno aggiunti gli esonerati per handicap e i minori di 14 anni).

Da un’ora prima dell’alba di domenica scorsa, ultima di febbraio, a un’ora dopo il tramonto della prima domenica di ottobre, ad eccezione di tutti i martedì e venerdì (che restano di “silenzio piscatorio” salvo siano festivi), sarà dunque possibile gettare l’esca nelle acque salmonicole della provincia  – quelle cioè a nord della linea che da Crevacuore raggiunge Crocemosso, quindi Cossato e, via superstrada, Biella, quindi Occhieppo Inferiore, Chalet Bessa e, via provinciali 411 e 400, Cerrione e Zimone, con esclusione della diga di Mongrando. Qui la trota fario può essere catturata solo se più lunga di 24 centimetri. Nelle altre acque, a sud della linea, la pesca alla trota fario era già permessa anche nel periodo di chiusura, ma con  obbligo di rilascio. La trota iridea, invece, in queste stesse acque può essere liberamente catturata tutto l’anno, senza misura minima. 

Nelle acque salmonicole, dunque, la pesca ora è consentita previo pagamento della relativa licenza, che impone una spesa di 35 euro totali, divisi in due bollettini intestati entrambe (a differenza dello scorso anno, quando uno andava alla Provincia) alla Regione Piemonte. La licenza consente di esercitare la pesca sull’intero territorio nazionale, salvo nelle zone gravate da particolari vincoli. Nel Biellese, rispondono a questa classificazione tre tratti: dalla Casa del Pescatore alla Piana del Ponte, sul torrente Sessera; da Coggiola a Crevacuore, sul Sessera (il tratto è in concessione alla Fipsas, quindi è necessario versare la quota associativa per pescare qui); il lago di Viverone, dove la pesca è consentita dal Comune ai soggetti autorizzati. Nove sono invece le zone di protezione e ripopolamento, in cui la pesca è totalmente vietata. Sono le stesse dello scorso anno: a Donato, sul rio del Fornetto, dalla confluenza con il torrente Viona fino alle sorgenti; a Graglia sul torrente Janca, da 200 m a monte del ponte del Tracciolino di Oropa a 300 m a valle fino alla confluenza del Rio Baracon; a Sordevolo  sul torrente Elvo, da 300 m a monte a 300 m a valle del Ponte dell’Elvo al Tracciolino di Oropa; a Biella, sul torrente Oremo, dal ponte della provinciale alla confluenza con il rio Ponteggia al ponte della SS 338; a Sagliano Micca e Tavigliano, sul rio Morezza, da Località Usciso fino a Cascina Sciura; a Piedicavallo, sul rio Urialet, per tutto il corso; a Callabiana e Camandona, nel tratto del torrente Strona  dal ponte della SP 105 alla confluenza con il rio dei Nousarei ed in Comune di Camandona, sul rio delle Oche dal ponte sulla strada comunale in prossimità della Frazione Molino fino al raggiungimento della confluenza con il torrente Strona; a Coggiola, sul rio Furà,  dalla confluenza con il torrente Sessera fino alle sorgenti; a Crevacuore, sul rio Caneglio, nel tratto compreso tra la confluenza del torrente Sessera e il ponte sulla SP 200-via Garibaldi. Tuttte le informazioni, i dettagli per il pagamento dei bollettini e i regolamenti, sono illustrati nel Vademecum del pescatore biellese pubblicato sul portale della Provincia (www.provincia.biella.it) nella sezione Caccia e pesca.   

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