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Palazzo La Marmora torna a splendere

Palazzo La Marmora torna a splendere
Altro 20 Gennaio 2016 ore 02:32

BIELLA - Palazzo La Marmora torna a splendere su Corso del Piazzo. I restauri della facciata esterna sono stati conclusi la settimana scorsa e nel fine settimana si è proceduto allo smontaggio delle impalcature e contestualmente anche i disagi correlati al transito pedonale sono finiti. Ora il palazzo è tornato alla sua visuale originale con i fascioni storici e i colori adatti tra il beige e il tortora.

L’architetto Silvia Allione - amministratore del Condominio Ferrero della Marmora -, la collega Luisa Bocchietto - direttore dei lavori -, Francesco Alberti La Marmora e “Gasparoli Restauri e Manutenzioni” hanno comunicato che il restauro conservativo è terminato, ma che proseguono le attività nel cortile interno del palazzo che terranno impegnati i decoratori ancora per un mesetto, ma il conto alla rovescia complessivo è iniziato.

Il cantiere per il restauro della facciata di Palazzo La Marmora ha preso avvio nel maggio 2015 e ha avuto una durata di sette mesi. Il ponteggio sul corso era stato elevato già precedentemente, sia per garantire incolumità pubblica sia poi per gli interventi di manutenzione straordinaria di circa 700 metri quadrati di tetti, iniziati nell’ottobre del 2014 e conclusi nel maggio 2015, eseguiti dalla ditta La Gru di Napolitano di Tavigliano e sotto la progettazione e direzione lavori dell’architetto Allione.

«La facciata - racconta Francesco Alberti La Marmora - fu progettata dall’architetto Filippo Castelli a partire dal 1789 e realizzata negli anni successivi. Nei duecento ventisei anni trascorsi aveva subito qualche intervento di ripresa del colore, ma un lavoro sistematico su tutta la facciata non era mai stato realizzato. Fino alla metà del ‘700 quello che oggi è Palazzo La Marmora si presentava, in continuità con altre parti del borgo, come una successione di fronti di case; vi era un passo carraio più importante dove oggi vi è il timpano centrale e tra il portone d’ingresso attuale e la chiesa del Santo Sudario vi era un tratto di portico. Fu Celestino Ferrero della Marmora, padre di sedici figli tra cui i quattro generali, ad affidare all’architetto Filippo Castelli l’incarico di progettare la facciata sul corso, il cortile d’ingresso e lo scalone».

Il Condominio Ferrero della Marmora per questo delicato e importante restauro ha affidato l’incarico della progettazione e direzione lavori all’architetto Luisa Bocchietto, già parte del gruppo di tecnici che elaborò il piano del colore del Piazzo nel 1996 e già progettista di altri restauri al Piazzo fra cui l’edificio dell’ex Comune di Biella e il Palazzo Gromo Losa. L’impresa Gasparoli di Gallarate, datata metà Ottocento, è specializzata in restauri storici importanti come Casa Manzoni, quello della Galleria Vittorio Emanuele e quello del Duomo a Milano, il Cenacolo di Leonardo e Santa Maria delle Grazie, la Mole Antonelliana di Torino, Palazzo Turati, Palazzo Litta, la Cà Granda (Università Statale), le basiliche di S. Ambrogio, S. Lorenzo, S. Maria alla Scala in S. Fedele a Milano.

Roberto Azzoni

BIELLA - Palazzo La Marmora torna a splendere su Corso del Piazzo. I restauri della facciata esterna sono stati conclusi la settimana scorsa e nel fine settimana si è proceduto allo smontaggio delle impalcature e contestualmente anche i disagi correlati al transito pedonale sono finiti. Ora il palazzo è tornato alla sua visuale originale con i fascioni storici e i colori adatti tra il beige e il tortora.

L’architetto Silvia Allione - amministratore del Condominio Ferrero della Marmora -, la collega Luisa Bocchietto - direttore dei lavori -, Francesco Alberti La Marmora e “Gasparoli Restauri e Manutenzioni” hanno comunicato che il restauro conservativo è terminato, ma che proseguono le attività nel cortile interno del palazzo che terranno impegnati i decoratori ancora per un mesetto, ma il conto alla rovescia complessivo è iniziato.

Il cantiere per il restauro della facciata di Palazzo La Marmora ha preso avvio nel maggio 2015 e ha avuto una durata di sette mesi. Il ponteggio sul corso era stato elevato già precedentemente, sia per garantire incolumità pubblica sia poi per gli interventi di manutenzione straordinaria di circa 700 metri quadrati di tetti, iniziati nell’ottobre del 2014 e conclusi nel maggio 2015, eseguiti dalla ditta La Gru di Napolitano di Tavigliano e sotto la progettazione e direzione lavori dell’architetto Allione.

«La facciata - racconta Francesco Alberti La Marmora - fu progettata dall’architetto Filippo Castelli a partire dal 1789 e realizzata negli anni successivi. Nei duecento ventisei anni trascorsi aveva subito qualche intervento di ripresa del colore, ma un lavoro sistematico su tutta la facciata non era mai stato realizzato. Fino alla metà del ‘700 quello che oggi è Palazzo La Marmora si presentava, in continuità con altre parti del borgo, come una successione di fronti di case; vi era un passo carraio più importante dove oggi vi è il timpano centrale e tra il portone d’ingresso attuale e la chiesa del Santo Sudario vi era un tratto di portico. Fu Celestino Ferrero della Marmora, padre di sedici figli tra cui i quattro generali, ad affidare all’architetto Filippo Castelli l’incarico di progettare la facciata sul corso, il cortile d’ingresso e lo scalone».

Il Condominio Ferrero della Marmora per questo delicato e importante restauro ha affidato l’incarico della progettazione e direzione lavori all’architetto Luisa Bocchietto, già parte del gruppo di tecnici che elaborò il piano del colore del Piazzo nel 1996 e già progettista di altri restauri al Piazzo fra cui l’edificio dell’ex Comune di Biella e il Palazzo Gromo Losa. L’impresa Gasparoli di Gallarate, datata metà Ottocento, è specializzata in restauri storici importanti come Casa Manzoni, quello della Galleria Vittorio Emanuele e quello del Duomo a Milano, il Cenacolo di Leonardo e Santa Maria delle Grazie, la Mole Antonelliana di Torino, Palazzo Turati, Palazzo Litta, la Cà Granda (Università Statale), le basiliche di S. Ambrogio, S. Lorenzo, S. Maria alla Scala in S. Fedele a Milano.

Roberto Azzoni