Palazzo La Marmora, “panorama urbano” da restituire al Piazzo

Palazzo La Marmora, “panorama urbano” da restituire al Piazzo
Altro 22 Giugno 2016 ore 13:51

BIELLA - Una superficie, coperta e scoperta, pari a 6mila metri quadrati. Un corpo, che è andato costituendosi nei secoli sulla somma di edifici pre-esistenti, che oggi occupa quasi tutta l’area ribattezzata “Quartiere del Campile”. Una facciata - “ornato della città” - che ha dato unità a questi elementi acquisiti, a partire dal progetto firmato dall’architetto Filippo Castelli, molto attivo in Piemonte, nel 1789. E, al contempo, un’operazione di restauro portata avanti negli ultimi decenni, che di recente ha trovato nei lavori di questi dodici mesi - alla facciata appunto, ai tetti e al cortile - una fase non finale, ma certo significativa. Che ancora solo pochi giorni fa ha interessato lo Scalone d’onore e che è probabile proseguirà con un nuovo obiettivo: recuperare al meglio quell’ala conosciuta come la Casa del Giardiniere. Dal privato per il pubblico. Questa la prospettiva, tra passato, passato prossimo e futuro, dalla quale è stato raccontato il recente restauro portato avanti dai privati del Condominio Ferrero La Marmora, rappresentati da Francesco Mori Ubaldini degli Alberti La Marmora, con le sorelle Giulia e Natalia, discendenti di quelli che sono stati i signori del gioiello che, per i biellesi è semplicemente Palazzo La Marmora. Operazione che, coinvolgendo la facciata di una delle dimore storiche del Piazzo, acquista un valore pubblico, come sottolineato dagli architetti presenti sabato all’inaugurazione: Franco Gualano per la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio; Fabrizio Folonari per Presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane - sezione Piemonte e Valle D’Aosta; Luisa Bocchietto, progettista a capo dei lavori nonché condomina e Silvia Allione, amministratrice del Condominio, fino ai titolari della Gasperoli, l’impresa esecutrice. Per tutti, il commento di Carlotta Fontana, docente di Tecnologia del Recupero: «Quello di Palazzo La Marmora è un panorama urbano restituito alla comunità». Nel segno della valorizzazione dell’esistente, l’arte e la storia del Piazzo - ha sottolineato Gualano -, che è passata dalla Sinagoga alla chiesa di Sant’Anna. E si fa, adesso, visibile, impressa sulla facciata della casa natia dei Quattro Generali.G.B.

BIELLA - Una superficie, coperta e scoperta, pari a 6mila metri quadrati. Un corpo, che è andato costituendosi nei secoli sulla somma di edifici pre-esistenti, che oggi occupa quasi tutta l’area ribattezzata “Quartiere del Campile”. Una facciata - “ornato della città” - che ha dato unità a questi elementi acquisiti, a partire dal progetto firmato dall’architetto Filippo Castelli, molto attivo in Piemonte, nel 1789. E, al contempo, un’operazione di restauro portata avanti negli ultimi decenni, che di recente ha trovato nei lavori di questi dodici mesi - alla facciata appunto, ai tetti e al cortile - una fase non finale, ma certo significativa. Che ancora solo pochi giorni fa ha interessato lo Scalone d’onore e che è probabile proseguirà con un nuovo obiettivo: recuperare al meglio quell’ala conosciuta come la Casa del Giardiniere. Dal privato per il pubblico. Questa la prospettiva, tra passato, passato prossimo e futuro, dalla quale è stato raccontato il recente restauro portato avanti dai privati del Condominio Ferrero La Marmora, rappresentati da Francesco Mori Ubaldini degli Alberti La Marmora, con le sorelle Giulia e Natalia, discendenti di quelli che sono stati i signori del gioiello che, per i biellesi è semplicemente Palazzo La Marmora. Operazione che, coinvolgendo la facciata di una delle dimore storiche del Piazzo, acquista un valore pubblico, come sottolineato dagli architetti presenti sabato all’inaugurazione: Franco Gualano per la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio; Fabrizio Folonari per Presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane - sezione Piemonte e Valle D’Aosta; Luisa Bocchietto, progettista a capo dei lavori nonché condomina e Silvia Allione, amministratrice del Condominio, fino ai titolari della Gasperoli, l’impresa esecutrice. Per tutti, il commento di Carlotta Fontana, docente di Tecnologia del Recupero: «Quello di Palazzo La Marmora è un panorama urbano restituito alla comunità». Nel segno della valorizzazione dell’esistente, l’arte e la storia del Piazzo - ha sottolineato Gualano -, che è passata dalla Sinagoga alla chiesa di Sant’Anna. E si fa, adesso, visibile, impressa sulla facciata della casa natia dei Quattro Generali.G.B.