Oltre 12mila visitatori negli ecomusei

Oltre 12mila visitatori negli ecomusei
Altro 03 Dicembre 2016 ore 17:00

È tempo di bilanci per Rete Museale Biellese che si conferma una realtà in espansione costante, dal 2012 a questa parte, nel nostro territorio. Lo testimoniano i dati dell’edizione 2016 che hanno messo in luce più di 12mila visitatori nei 23 siti museali aderenti, con una media di 550 visitatori per sito, nel periodo dal 2 giugno al 9 ottobre, alla domenica e nei giorni festivi. 

Giunta alla quinta edizione, la Rete Museale Biellese, coordinata dall’Ecomuseo Valle Elvo e Serra (parte dell’Ecomuseo del biellese), nasce come patto territoriale che si rinnova ogni anno. Essa si sviluppa dalla crisi che ha portato ad individuare nuovi percorsi sostenibili di collaborazione orizzontale. Le sue funzioni di base sono di garantire l’apertura costante al pubblico dei molti luoghi peculiari del territorio biellese, di migliorare l’accoglienza ai visitatori con la selezione di giovani operatori museali affiancati da esperti locali, e di creare un’opportunità di lavoro e diffondere la cultura del patrimonio locale alle nuove generazioni. 
Questa crescita costante è stata possibile anche grazie alle risorse che i partner si sono suddivisi per la remunerazione degli operatori, mettendo anche a disposizione spazi e luoghi. Insieme a questi, la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella ha contribuito maggiormente per la formazione degli stessi operatori, al coordinamento e alla gestione del progetto, oltre che alla partecipazione diretta con il sito di Palazzo Gromo Losa. I numeri dal punto di vista economico, invece, sono al netto delle entrate e delle uscite per questa edizione leggermente negativi che però testimoniano un grande impegno da parte dei partner nel finanziare il progetto e la volontà di offrire sempre un servizio gratuito e migliore ai visitatori. 

Dal punto di vista sociale, la Rete garantisce una piattaforma utile nella quale enti e associazioni possono organizzare eventi nei siti che sono appunto concessi per attività culturali, così da coinvolgere un pubblico sempre maggiore. Quest’anno gli eventi sono stati 85 contro i 72 del 2015. Per fare questo la Rete garantisce la comunicazione costante di tutte le iniziative che si svolgono nel periodo di apertura dei siti: grazie a un sito web sempre aggiornato nella home page di Atl, a una pagina facebook anch’essa aggiornata in tempo reale, a una newsletter settimanale, alle mappe cartacee rinnovate ogni anno, e per finire grazie a comunicati stampa settimanali rivolti ai principali organi di comunicazione.

«In quest’ottica di miglioramento – spiegano i coordinatori Giuseppe Pidello e Barbara Caneparo – vorremmo potenziare la rete e far aderire realtà importanti del nostro territorio, una su tutti il chiostro di San Sebastiano. 
Coinvolgere sempre di più il pubblico non biellese che è veramente esiguo mirando a entrare in circuiti più grandi, come abbonamento musei Piemonte, che potrebbero dare molta visibilità. 
Infine potenziare le attività didattiche con le scuole». 

M.C. 

È tempo di bilanci per Rete Museale Biellese che si conferma una realtà in espansione costante, dal 2012 a questa parte, nel nostro territorio. Lo testimoniano i dati dell’edizione 2016 che hanno messo in luce più di 12mila visitatori nei 23 siti museali aderenti, con una media di 550 visitatori per sito, nel periodo dal 2 giugno al 9 ottobre, alla domenica e nei giorni festivi. 

Giunta alla quinta edizione, la Rete Museale Biellese, coordinata dall’Ecomuseo Valle Elvo e Serra (parte dell’Ecomuseo del biellese), nasce come patto territoriale che si rinnova ogni anno. Essa si sviluppa dalla crisi che ha portato ad individuare nuovi percorsi sostenibili di collaborazione orizzontale. Le sue funzioni di base sono di garantire l’apertura costante al pubblico dei molti luoghi peculiari del territorio biellese, di migliorare l’accoglienza ai visitatori con la selezione di giovani operatori museali affiancati da esperti locali, e di creare un’opportunità di lavoro e diffondere la cultura del patrimonio locale alle nuove generazioni. 
Questa crescita costante è stata possibile anche grazie alle risorse che i partner si sono suddivisi per la remunerazione degli operatori, mettendo anche a disposizione spazi e luoghi. Insieme a questi, la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella ha contribuito maggiormente per la formazione degli stessi operatori, al coordinamento e alla gestione del progetto, oltre che alla partecipazione diretta con il sito di Palazzo Gromo Losa. I numeri dal punto di vista economico, invece, sono al netto delle entrate e delle uscite per questa edizione leggermente negativi che però testimoniano un grande impegno da parte dei partner nel finanziare il progetto e la volontà di offrire sempre un servizio gratuito e migliore ai visitatori. 

Dal punto di vista sociale, la Rete garantisce una piattaforma utile nella quale enti e associazioni possono organizzare eventi nei siti che sono appunto concessi per attività culturali, così da coinvolgere un pubblico sempre maggiore. Quest’anno gli eventi sono stati 85 contro i 72 del 2015. Per fare questo la Rete garantisce la comunicazione costante di tutte le iniziative che si svolgono nel periodo di apertura dei siti: grazie a un sito web sempre aggiornato nella home page di Atl, a una pagina facebook anch’essa aggiornata in tempo reale, a una newsletter settimanale, alle mappe cartacee rinnovate ogni anno, e per finire grazie a comunicati stampa settimanali rivolti ai principali organi di comunicazione.

«In quest’ottica di miglioramento – spiegano i coordinatori Giuseppe Pidello e Barbara Caneparo – vorremmo potenziare la rete e far aderire realtà importanti del nostro territorio, una su tutti il chiostro di San Sebastiano. 
Coinvolgere sempre di più il pubblico non biellese che è veramente esiguo mirando a entrare in circuiti più grandi, come abbonamento musei Piemonte, che potrebbero dare molta visibilità. 
Infine potenziare le attività didattiche con le scuole». 

M.C.