Ok da Roma alla diga sul Sessera

Ok da Roma <BR>alla diga sul Sessera
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Carmelo Iacopino ha vinto probabilmente il round decisivo per la “sua” diga sul Sessera, progetto “sognato” dal fondatore del Consorzio di Bonifica della Baraggia sin da quando si è insediato in via Fratelli Bandiera a Vercelli oltre 50 anni fa.  Il 7 settembre, con comunicazione all’attuale ministro per l’Ambiente Corrado Clini del 14 settembre, la Commissione  per la Valutazione d’impatto ambientale e per la Valutazione ambientale strategica (Via-Vas) ha dato il via libera alla realizzazione del nuovo invaso 200 metri a valle dell’attuale diga del Piancone: un muro che si ergerà per 94 metri nella valle tra il Sessera e la Dolca, che conterrà un lago di 12 milioni di metri cubi  (circa nove volte quello attuale) che si estenderà per circa 44 ettari (oggi sono 8) in un territorio tutelato paesaggisticamente per le sue biodiversità.  La Commissione - formata da 52 esperti di enti diversi (di cui 13 assenti alla firma del parere) ha steso un documento finale di 45 cartelle  di cui 14 solo per le prescrizioni che il Consorzio di Bonifica della Baraggia dovrà assolvere se otterrà i finanziamenti e il disco verde finale dal ministero per l’Agricoltura. 

I costi. L’unico aspetto di cui la Commissione non si occupa  col suo parere decisivo sono i costi. Non vengono mai citati i preventivati 320 milioni di euro per  la realizzazione del faraonico progetto, ma soprattutto non vengono nemmeno indicati i costi stimati per la realizzazione delle 14 pagine di prescrizioni. Insomma, è già sicuro che, tra il tempo trascorso da quando il progetto è stato “partorito” e presentato tra 2009 e 2010, i cinque anni necessari alla realizzazione dell’invaso, la costruzione di tutte le opere collaterali e la messa in funzione, la cifra sarà destinata a salire:  non è per ora nemmeno immaginabile di quanto. 

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