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Non fa freddo ma si sparge il primo sale

Non fa freddo ma si sparge il primo sale
Altro 03 Dicembre 2015 ore 13:45

La domanda se la sarà forse posta qualche cittadino può attento di altri. Martedì sera, all’arrivo del buio, su alcune strade provinciali hanno fatto il loro debutto i “salarini”, riversando, come da protocollo, un corposo velo di sale grosso sulle carreggiate. Ma perché? Le temperature del  momento restano ancora, tutto sommato, miti. L’alta pressione è insistente e stabile. Il pericolo di gelate sembrerebbe, dunque, piuttosto lontano. Ma la Provincia ha deciso comunque di dare il via libera all’uscita dei mezzi: come mai? A spiegarlo, giustificandolo pienamente, è Davide Coda, funzionario del Settore Pianificazione territoriale, infrastrutture, mobilità, trasporti, sicurezza e protezione civile  della Provincia. «E’ vero, c’è alta pressione - afferma il tecnico -. Ma la situazione non è ovunque la stessa: ci sono zone, sulla rete viaria provinciale, che sono decisamente più critiche di altre. Alcuni sindaci e i nostri cantonieri ci hanno segnalato la presenza di gelate mattutine su alcuni, pochi, specifici tratti di strada. E lì, solo lì, abbiamo deciso di intervenire martedì, per mettere in sicurezza proprio i punti più a rischio del territorio».

 

Lo spargimento inaugurale di sale, in particolare, ha avuto luogo sulla provinciale della Serra, a Sala Biellese, lungo la provinciale della Valsessera, sino a Curino, e nelle parti alte della Valle di Mosso, in zona di Camandona. Nei primi due punti il passaggio è stato svolto dalla ditta Viabit di Santhià, nell’ultimo dalla Cotti Comettini di Trivero, come previsto dalle assegnazioni dei vari lotti di appalto (che impongono alle ditte, oltre ai passaggi, anche la fornitura di sale).
«Si tratta di strade particolari - afferma Coda -, sulle quali non batte il sole o che sono interessate dalle nebbie». Ma non solo. «Le particolari condizioni climatiche di questi giorni - afferma ancora il funzionario provinciale - hanno reso lo scenario veramente particolare. Mentre in montagna di notte insistono temperature piuttosto alte per il periodo, in pianura queste scendono anche sotto lo zero, associandosi a nebbie fitte».
Si chiama inversione termica, ed è lo stesso fenomeno che spiega perché, nella notte tra martedì e ieri, la colonnina di mercurio sia salita sino 6 gradi sopra lo zero a Oropa, con il 30 per cento di umidità, e sino a 8 gradi a Bielmonte, e si sia invece arenata a un grado sotto lo zero a Massazza e a -2 a Masserano, sempre con il 100% di umidità dovuto alle nebbie. Da qui il rischio di gelate», fa notare Coda. E la conseguente decisione, almeno su alcuni tratti, di avviare i motori dei “salarini”.

Veronica Balocco