«Non dovevano spostare la “mutua”»

«Non dovevano spostare la “mutua”»
Altro 16 Dicembre 2015 ore 15:29

«Non dovevano traslocare i servizi Asl dall’ex mutua». Residenti e commercianti della zona tra via Delleani, via Galimberti e via Carlo Fecia di Cossato sono tutti d’accordo: la decisione di togliere uffici e reparti dell’Azienda sanitaria locale dalla sede dell'ex mutua è stata decisamente infelice.

 «Un vero schifo - esordisce Ivano Coppa, 80 anni, che vive poco distante - una scelta che mette a disagio chi, come me, ha una certa età. Avere alcuni reparti in centro era comodo. Adesso invece bisogna raggiungere l’ospedale di Ponderano e, per arrivarci, è necessario avere una macchina o prendere l’autobus urbano». «Chi decide di utilizzare il pullman e sale alla fermata di via Galimberti, davanti al liceo Scientifico - interviene Giorgio Ravetti, 78 anni - è costretto a fare un giro lunghissimo: per arrivare a destinazione ci si impiega quasi mezz’ora. E’ scomodo, dovrebbero predisporre una tratta più pratica e veloce».

«Per noi che abitiamo qui vicino era bello avere i servizi a due passi - interviene Giovanna Caneparo, 85 anni - adesso invece dobbiamo per forza muoverci con l’auto o con i mezzi pubblici». 

«Era meglio tenere ambulatori e sportelli - dice anche Massimiliano Veronese - la gente non è per nulla contenta che la mutua qui in via Carlo Fecia di Cossato sia stata chiusa». «Non capisco perchè l’Asl abbia scelto di spostare i servizi della mutua - dice Umbertina Lazzaroni - siamo tutti scontenti. E’ un disagio, in particolare per le persone di una certa età: il servizio in centro era decisamente più comodo, molti venivano a piedi».

Anche i commercianti della zona sono tutti solidali con gli utenti. «Le sedi di via Caraccio e dell’ospedale - afferma Cinzia Menin dell’Ortopedia Pozzato - sono disagevoli per gli utenti. Chi non ha mezzi per muoversi avrà più difficoltà a raggiungerle. Le persone anziane non hanno nessuno e chi vive in città spesso non possiede neanche l’auto. Ho sentito solo lamentele a riguardo: spostare la mutua è stata senza dubbio una decisione impopolare». «Mi spiace soprattutto per gli anziani che adesso si trovano di fronte a un problema non da poco - afferma Claudia Rosazza, dal Bar del Centro - con lo spostamento dei servizi il direttore generale dell’Asl aveva promesso una navetta, che sarebbe dovuta passare in zona ogni venti minuti, portare al centro di via Caraccio e all’ospedale nuovo. Poi non si è saputo più niente. E’ una vergogna»

«Abbiamo fatto riunioni su riunioni, anche con il sindaco, chiedendo che restassero aperti almeno gli sportelli per le prenotazioni - racconta Marta Guardino, del negozio “Erboristeria e celiachia” - ma non sono servite a nulla. Anche per noi commercianti ci saranno risvolti negativi: per ora non abbiamo registrato un calo di vendite, ma visto il periodo prefestivo vanno molto gli articoli per Natale. Sicuramente da gennaio i guadagni caleranno». «La decisione dell’Asl penalizzerà un po’ tutti: sia gli utenti della mutua che noi commercianti - afferma Gaudenzio Tagliati di Ottica 2000 - al momento non si sa come reimpiegheranno gli uffici. Di sicuro, però, quella di chiudere gli sportelli di via Fecia è stata una scelta poco felice». 

«La chiusura della mutua ci porterà via una bella fetta di lavoro - dice Maria Angela Ramella, del bar Antica Torrefazione - staremo a vedere. Non ci resta che adattarci: quando ci sono scelte del genere da fare nessuno pensa mai a noi commercianti».

«Mentre il resto d’Europa sta incentrando, a Biella si decentra - interviene il tabaccaio Daniele Landi - una struttura come la mutua creava senza dubbio un indotto, ora il commercio della zona ne risentirà». 

«Così fanno morire Biella - conclude la titolare della Ferramenta Lucchetta - chiudendo gli uffici e gli ambulatori che c’erano qui vicino ci sarà indubbiamente meno passaggio. Ci tolgono i clienti, ma ci lasciano i tossicodipendenti che frequentano il Sert e contro i quali combattiamo da una vita. Che vergogna».

Shama Ciocchetti

«Non dovevano traslocare i servizi Asl dall’ex mutua». Residenti e commercianti della zona tra via Delleani, via Galimberti e via Carlo Fecia di Cossato sono tutti d’accordo: la decisione di togliere uffici e reparti dell’Azienda sanitaria locale dalla sede dell'ex mutua è stata decisamente infelice.

 «Un vero schifo - esordisce Ivano Coppa, 80 anni, che vive poco distante - una scelta che mette a disagio chi, come me, ha una certa età. Avere alcuni reparti in centro era comodo. Adesso invece bisogna raggiungere l’ospedale di Ponderano e, per arrivarci, è necessario avere una macchina o prendere l’autobus urbano». «Chi decide di utilizzare il pullman e sale alla fermata di via Galimberti, davanti al liceo Scientifico - interviene Giorgio Ravetti, 78 anni - è costretto a fare un giro lunghissimo: per arrivare a destinazione ci si impiega quasi mezz’ora. E’ scomodo, dovrebbero predisporre una tratta più pratica e veloce».

«Per noi che abitiamo qui vicino era bello avere i servizi a due passi - interviene Giovanna Caneparo, 85 anni - adesso invece dobbiamo per forza muoverci con l’auto o con i mezzi pubblici». 

«Era meglio tenere ambulatori e sportelli - dice anche Massimiliano Veronese - la gente non è per nulla contenta che la mutua qui in via Carlo Fecia di Cossato sia stata chiusa». «Non capisco perchè l’Asl abbia scelto di spostare i servizi della mutua - dice Umbertina Lazzaroni - siamo tutti scontenti. E’ un disagio, in particolare per le persone di una certa età: il servizio in centro era decisamente più comodo, molti venivano a piedi».

Anche i commercianti della zona sono tutti solidali con gli utenti. «Le sedi di via Caraccio e dell’ospedale - afferma Cinzia Menin dell’Ortopedia Pozzato - sono disagevoli per gli utenti. Chi non ha mezzi per muoversi avrà più difficoltà a raggiungerle. Le persone anziane non hanno nessuno e chi vive in città spesso non possiede neanche l’auto. Ho sentito solo lamentele a riguardo: spostare la mutua è stata senza dubbio una decisione impopolare». «Mi spiace soprattutto per gli anziani che adesso si trovano di fronte a un problema non da poco - afferma Claudia Rosazza, dal Bar del Centro - con lo spostamento dei servizi il direttore generale dell’Asl aveva promesso una navetta, che sarebbe dovuta passare in zona ogni venti minuti, portare al centro di via Caraccio e all’ospedale nuovo. Poi non si è saputo più niente. E’ una vergogna»

«Abbiamo fatto riunioni su riunioni, anche con il sindaco, chiedendo che restassero aperti almeno gli sportelli per le prenotazioni - racconta Marta Guardino, del negozio “Erboristeria e celiachia” - ma non sono servite a nulla. Anche per noi commercianti ci saranno risvolti negativi: per ora non abbiamo registrato un calo di vendite, ma visto il periodo prefestivo vanno molto gli articoli per Natale. Sicuramente da gennaio i guadagni caleranno». «La decisione dell’Asl penalizzerà un po’ tutti: sia gli utenti della mutua che noi commercianti - afferma Gaudenzio Tagliati di Ottica 2000 - al momento non si sa come reimpiegheranno gli uffici. Di sicuro, però, quella di chiudere gli sportelli di via Fecia è stata una scelta poco felice». 

«La chiusura della mutua ci porterà via una bella fetta di lavoro - dice Maria Angela Ramella, del bar Antica Torrefazione - staremo a vedere. Non ci resta che adattarci: quando ci sono scelte del genere da fare nessuno pensa mai a noi commercianti».

«Mentre il resto d’Europa sta incentrando, a Biella si decentra - interviene il tabaccaio Daniele Landi - una struttura come la mutua creava senza dubbio un indotto, ora il commercio della zona ne risentirà». 

«Così fanno morire Biella - conclude la titolare della Ferramenta Lucchetta - chiudendo gli uffici e gli ambulatori che c’erano qui vicino ci sarà indubbiamente meno passaggio. Ci tolgono i clienti, ma ci lasciano i tossicodipendenti che frequentano il Sert e contro i quali combattiamo da una vita. Che vergogna».

Shama Ciocchetti