polemica

"Neonato morto", ma è vivo. Bufera sull'ex direttore sanitario asl Bi Penna

Bufera sull'ex direttore sanitario asl Bi Penna. Il nascituro, tutt’ora ricoverato in condizioni molto gravi presso la terapia intensiva del Maggiore di Novara, non era morto.

"Neonato morto", ma è vivo. Bufera sull'ex direttore sanitario asl Bi Penna
Biella Città, 08 Febbraio 2021 ore 13:59

"Neonato morto", ma è vivo. Bufera sull'ex direttore sanitario dell'asl Bi e attuale direttore generale dell'azienda sanitaria vercellese Angelo Penna. Il nascituro, tutt’ora ricoverato in condizioni molto gravi presso la terapia intensiva del Maggiore di Novara, non era morto.

"Neonato morto", ma è vivo

Sabato pomeriggio molte testate giornalistiche hanno ricevuto un comunicato stampa in cui l’Asl di Vercelli porgeva "le più sentite condoglianze” alla famiglia di un neonato che era morto all’ospedale di Novara, dopo essere stato invano soccorso - dopo un cesareo d’urgenza - dai ginecologi, pediatri e rianimatori del “Sant’Andrea” di Vercelli. Tuttavia il nascituro, tutt’ora ricoverato in condizioni molto gravi presso la terapia intensiva del Maggiore di Novara, non era morto.

Bufera sull'ex direttore sanitario asl Bi Penna

Pochi minuti dopo l’infelice comunicato, l’Asl ha subito invitato una “errata corrige” chiedendo a tutti di non tenere conto dell’invio precedente, senza però spiegare il perché. Ma la notizia si era già diffusa.
La vicenda non è passata inosservata e sulla questione è intervenuto il deputato vercellese della Lega, Paolo Tiramani, che ora chiede spiegazioni su quanto accaduto all’ufficio stampa dell’Asl di Vercelli e al direttore generale Angelo Penna, ex direttore sanitario dell’Asl di Biella.

Il comunicato del parlamentare vercellese Paolo Tiramani

“La febbre da notizia colpisce anche l’Asl di Vercelli che di mestiere dovrebbe salvare vite umane anziché affrettarsi a comunicare quello che succede al suo interno - scrive il deputato Paolo Tiramani in una nota stampa - Una corsa per click e notorietà che si scontra col rispetto alla riservatezza a cui ha diritto una famiglia che si rivolge a una struttura ospedaliera. La notizia sul neonato morto poco dopo il parto, e del dramma di una coppia, prima di essere resa nota deve essere prima di tutto verificata e accertata. Una lezione base che soprattutto i responsabili della comunicazione di una struttura sanitaria non possono transigere, proprio quelli che invece devono fare di tutto per evitare la rincorsa alla notizia con maggiore rispetto per le condizioni psicologiche e fisiche di chi vive un momento difficile. Ci sono protocolli sanitari e deontologici da rispettare, per i medici come per la comunicazione. Ci sono anche autorità preposte che speriamo intervengano al più presto per le adeguate verifiche, dall’Ordine dei medici a quello dei giornalisti. Riteniamo gravissimo il fatto che sia proprio l’ufficio stampa dell’Asl a comunicare una notizia del genere passando sopra i sentimenti di una famiglia e dei suoi cari. E soprattutto che il direttore generale Angela Penna ne abbia autorizzato la diffusione senza alcun rispetto deontologico. Ci aspettiamo ora un intervento con misure adeguate alla gravità del fatto".