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Metanodotto Cavaglià-Biella, lavori al via a fine 2016

Metanodotto Cavaglià-Biella, lavori al via a fine 2016
Altro Grande Biella, 26 Ottobre 2015 ore 16:23

CAVAGLIA? - L’avvio dei lavori era stato annunciato in un primo momento per la primavera 2015. Invece, la lunga fase preparatoria - comprensiva del confronto per trovare un accordo sulle procedure e le metodologie da adottare per la determinazione delle indennita? e degli indennizzi ai coltivatori - ha di fatto portato a uno slittamento dei tempi previsti. E cosi?, mentre l’opera di realizzazione del gasdotto Vercelli-Cavaglia? e? ormai alle battute finali, tutto e? ormai pronto per dare il via alla seconda fase prevista: la posa del metanodotto Cavaglia?-Biella. L’avvio dei lavori, secondo quanto riferisce Snam, e? prevista entro settembre 2016, mentre la conclusione avra? luogo non piu? tardi del maggio 2017.
La lunghezza di questo tratto e? di oltre 17 chilometri, in territorio dei Comuni di Cavaglia?, Dorzano, Salussola, Cerrione, Verrone, Sandigliano, Candelo, Gaglianico e Biella. Si trattera?, nello specifico, del rifacimento del metanodotto Cavaglia?-Biella (lungo 17,126 km), con tanto di messa fuori esercizio e rimozione del vecchio metanodotto. Non solo. «L’opera - spiegano da Snam - prevede anche il rifacimento e il ricollegamento degli allacciamenti e delle derivazioni presenti lungo il tracciato». Il rifacimento del gasdotto e? stato previsto nell’ambito del riassetto della rete realizzata nel 1952: «Contestualmente - aggiunge Snam - si realizzera? il nuovo impianto di riduzione di Cavaglia? adeguandolo agli standard attuali e alle nuove potenzialita? di esercizio necessarie. Snam puntualizza inoltre che «a conclusione dei lavori verra? curato il ripristino dello stato dei luoghi. In particolare verranno messe in atto tutti gli accorgimenti riguardo il ripristino vegetazionale, il cui progetto prevede rimboschimenti ed inerbimenti nella fascia corrispondente alla pista dei lavori, nei tratti in cui e? necessaria un’integrazione al processo naturale di ripopolamento arboreo–arbustivo». A tal proposito, l’azienda fa notare che «le piante forestali da mettere a dimora saranno di origine autoctona».
V.B.

CAVAGLIA? - L’avvio dei lavori era stato annunciato in un primo momento per la primavera 2015. Invece, la lunga fase preparatoria - comprensiva del confronto per trovare un accordo sulle procedure e le metodologie da adottare per la determinazione delle indennita? e degli indennizzi ai coltivatori - ha di fatto portato a uno slittamento dei tempi previsti. E cosi?, mentre l’opera di realizzazione del gasdotto Vercelli-Cavaglia? e? ormai alle battute finali, tutto e? ormai pronto per dare il via alla seconda fase prevista: la posa del metanodotto Cavaglia?-Biella. L’avvio dei lavori, secondo quanto riferisce Snam, e? prevista entro settembre 2016, mentre la conclusione avra? luogo non piu? tardi del maggio 2017.
La lunghezza di questo tratto e? di oltre 17 chilometri, in territorio dei Comuni di Cavaglia?, Dorzano, Salussola, Cerrione, Verrone, Sandigliano, Candelo, Gaglianico e Biella. Si trattera?, nello specifico, del rifacimento del metanodotto Cavaglia?-Biella (lungo 17,126 km), con tanto di messa fuori esercizio e rimozione del vecchio metanodotto. Non solo. «L’opera - spiegano da Snam - prevede anche il rifacimento e il ricollegamento degli allacciamenti e delle derivazioni presenti lungo il tracciato». Il rifacimento del gasdotto e? stato previsto nell’ambito del riassetto della rete realizzata nel 1952: «Contestualmente - aggiunge Snam - si realizzera? il nuovo impianto di riduzione di Cavaglia? adeguandolo agli standard attuali e alle nuove potenzialita? di esercizio necessarie. Snam puntualizza inoltre che «a conclusione dei lavori verra? curato il ripristino dello stato dei luoghi. In particolare verranno messe in atto tutti gli accorgimenti riguardo il ripristino vegetazionale, il cui progetto prevede rimboschimenti ed inerbimenti nella fascia corrispondente alla pista dei lavori, nei tratti in cui e? necessaria un’integrazione al processo naturale di ripopolamento arboreo–arbustivo». A tal proposito, l’azienda fa notare che «le piante forestali da mettere a dimora saranno di origine autoctona».
V.B.

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