Maggia: “Polo fieristico: il mio cruccio”

Maggia: “Polo fieristico: il mio cruccio”
17 Marzo 2015 ore 10:47

E’ ancora arrabbiato il sindaco Paolo Maggia, a quasi dieci anni di distanza, per la mancata realizzazione del polo fieristico di Biella Fiere, che, pur avendo i soldi in mano, non fu mai realizzato.

Ecco com’è andata. «Negli anni 2006, 2007 la Regione Piemonte, con Mercedes Bresso presidente e Gian Luca Susta vice presidente, aveva finanziato il progetto di ristrutturazione di Biella Fiere, con 1.400.000 euro», spiega. Lo studio su Biella Fiere prevedeva la sistemazione delle aree esterne, parcheggi, parcheggi per pullman macchine, camper e una strada di accesso dietro ai capannoni. Strutture per un vero centro fiere. Era il momento giusto e il posto giusto. «Ci eravamo trovati qui in Comune, nella sala consigliare – ricorda Maggia – c’erano i rappresentanti della Fondazione Cassa di Risparmio, la Provincia di Biella, Regione, sul tavolo il progetto di Biella Fiere. Bisognava mettere mano al portafoglio, se si credeva che quella poteva essere un’operazione di vero marketing del territorio, i privati erano d’accordo ad integrare  quelli già stanziati dalla Regione. Noi come Comune avevamo pensato di partecipare con sgravi fiscali, cioè non far pagare le imposte per alcuni anni. La Provincia disse no, ma la Fondazione si era data disponibile addirittura ad acquistare l’immobile».

Il dietrofront. Poi però lo scenario cambiò improvvisamente. «La Provincia di Biella, con presidente Sergio Scaramal, chiese di spostare il finanziamento ricevuto per la realizzazione di Biella Fiere, per effettuare uno studio di fattibilità per la costruzione dell’autostrada, Biella-Romagnano, per capire se conveniva l’entrata dal casello di Carisio o  quello da Santhià. Una cooperativa di Reggio Emilia fece il mega studio. I soldi sparirono, non ci furono più per Biella Fiere. La Provincia dichiarò che era tanto bene partire da Santhià invece che Carisio, dimenticando però che il costo triplicava».

Niente centro fiere e niente autostrada . «E’ stata un’occasione persa. Almeno con lo svincolo dell’autostrada a Verrone c’era la possibilità di arrivare in un attimo nella nostra asta commerciale. Territorio che invece oggi è devastato ed abbandonato. La mancata realizzazione del tratto autostradale ci ha danneggiato parecchio. Ecco quale è stato il vero dramma delle  scelte politiche fatte una decina di anni fa. In compenso  abbiamo entrambi i progetti qui in Comune», osserva amaramente Maggia.

A Romagnano…. «Oggi abbiamo un’asta commerciale che però fa da strada di entrata e uscita da Biella, una promiscuità dannosa, perchè pericolosa e squalificante dal punto di vista commerciale. Non occorre andare lontano, basta andare a Romagnano – dice Maggia – dove hanno realizzato la loro asta commerciale sulla strada che porta allo svincolo dell’autostrada con i suoi capannoni, le rotonde piste ciclabili, marciapiedi, quello che avrebbe dovuto essere realizzato sulla strada Trossi».

Scelte scellerate «Abbiamo perso tutto ed il territorio oggi paga le conseguenza delle scelte scellerate di “quella Provincia” – continua Maggia – spostando i soldi che c’erano per finanziare il progetto di Biella Fiere, per fare lo studio per l’autostrada, demolendo una strada certa che prevedeva l’entrata dell’autostrada da Carisio per una strada incerta che invece prevedeva Santhià. E’ stata un’operazione  politicamente delinquenziale».

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