Macroregione alpina, opportunità di sviluppo grazie ai fondi europei

Macroregione alpina, opportunità di sviluppo grazie ai fondi europei
Altro 23 Dicembre 2016 ore 13:14

BIELLA - L’europarlamentare Mercedes Bresso ha illustrato lunedì scorso, all’Arci, la Strategia dell’Unione Europea per la macroregione alpina, di cui è stata relatrice e che è stata approvata nel settembre scorso dal Parlamento europeo.

L’incontro, organizzato dal Pd biellese, ha voluto porre l’attenzione sulla necessità, anche per il nostro territorio, di considerare la montagna come una risorsa: il Biellese, schiacciato nella sua identità di “distretto tessile”, non si è mai considerato un “territorio montano”, anche se ne vive tutte le criticità, dallo spopolamento delle valli, alla perdita di servizi, al digital divide che penalizza ampie zone della provincia. Sebbene da qualche tempo si inizi timidamente a pensare alle potenzialità ambientali e turistiche delle nostre montagne, è necessario uno sguardo più ampio: «Dobbiamo iniziare – ha sostenuto il segretario provinciale del Pd Paolo Furia nella sua introduzione al convegno dedicato a questo tema- a considerare le nostre montagne come parte integrante dell’arco alpino, sprovincializzando le nostre politiche».

«Le Alpi sono infatti – ha ricordato Mercedes Bresso nella sua relazione - il cuore dell’Europa e, insieme alle zone perialpine, rappresentano la più grande area economica nel sud del continente: un grande potenziale ambientale, culturale ed economico da valorizzare e rilanciare. eusalp rappresenta appunto uno strumento di supporto per lo sviluppo economico, la crescita e l’occupazione dei territori alpini, che permetterà a stati e regioni di darsi una strategia comune per usare al meglio i fondi europei, ma anche per andare a cercarne di nuovi».

Le Alpi  sono sempre state luogo di innovazione e possono tornare ad esserlo, se sapremo sfruttare le nuove opportunità offerte dalle tecnologie, come l’e-health, il telelavoro, l’insegnamento a distanza, la sharing economy: «Pensiamo – ha esemplificato Bresso – ai vantaggi che un servizio di mobilità on demand come Uber potrebbe portare nelle zone montane. Ma per questo occorre investire nelle infrastrutture digitali, su cui il nostro territorio sconta gravi ritardi…».

Per fronteggiare queste sfide è quindi necessario ricreare – dopo i secoli di frammentazione seguiti alla nascita degli stati nazionali - una comunità alpina integrata che sia in grado di competere con gli altri grandi poli europei, centrata sul rilancio dell’economia (in particolare delle piccole e medie imprese innovative), sull’adattamento al cambiamento climatico, sulla preservazione delle caratteristiche ambientali - ad esempio con incentivi all’economia circolare - e sulle connessioni rese possibili dai grandi assi di trasporto che si stanno costruendo in tutta la zona.

«Ora però – ha sottolineato Mercedes Bresso - la palla passa alle regioni, chiamate a mettere in campo sinergie e progetti: il loro ruolo è fondamentale perché sono le istituzioni più vicine ai cittadini e sono dunque in grado di indirizzare le risorse in modo coerente con i bisogni dei territori». Su questo versante la nostra regione è purtroppo stata, fino ad ora, praticamente assente: «Il Piemonte – ha ribadito l’europarlamentare - non deve farsi sfuggire questa occasione e deve attivarsi per recuperare il terreno perduto rispetto ad altre regioni: questa è una grande occasione da cogliere e questo - in cui stiamo lentamente uscendo dalla crisi - è il momento ideale per progettare il futuro e non certo per riproporre il passato».

Simona Perolo

BIELLA - L’europarlamentare Mercedes Bresso ha illustrato lunedì scorso, all’Arci, la Strategia dell’Unione Europea per la macroregione alpina, di cui è stata relatrice e che è stata approvata nel settembre scorso dal Parlamento europeo.

L’incontro, organizzato dal Pd biellese, ha voluto porre l’attenzione sulla necessità, anche per il nostro territorio, di considerare la montagna come una risorsa: il Biellese, schiacciato nella sua identità di “distretto tessile”, non si è mai considerato un “territorio montano”, anche se ne vive tutte le criticità, dallo spopolamento delle valli, alla perdita di servizi, al digital divide che penalizza ampie zone della provincia. Sebbene da qualche tempo si inizi timidamente a pensare alle potenzialità ambientali e turistiche delle nostre montagne, è necessario uno sguardo più ampio: «Dobbiamo iniziare – ha sostenuto il segretario provinciale del Pd Paolo Furia nella sua introduzione al convegno dedicato a questo tema- a considerare le nostre montagne come parte integrante dell’arco alpino, sprovincializzando le nostre politiche».

«Le Alpi sono infatti – ha ricordato Mercedes Bresso nella sua relazione - il cuore dell’Europa e, insieme alle zone perialpine, rappresentano la più grande area economica nel sud del continente: un grande potenziale ambientale, culturale ed economico da valorizzare e rilanciare. eusalp rappresenta appunto uno strumento di supporto per lo sviluppo economico, la crescita e l’occupazione dei territori alpini, che permetterà a stati e regioni di darsi una strategia comune per usare al meglio i fondi europei, ma anche per andare a cercarne di nuovi».

Le Alpi  sono sempre state luogo di innovazione e possono tornare ad esserlo, se sapremo sfruttare le nuove opportunità offerte dalle tecnologie, come l’e-health, il telelavoro, l’insegnamento a distanza, la sharing economy: «Pensiamo – ha esemplificato Bresso – ai vantaggi che un servizio di mobilità on demand come Uber potrebbe portare nelle zone montane. Ma per questo occorre investire nelle infrastrutture digitali, su cui il nostro territorio sconta gravi ritardi…».

Per fronteggiare queste sfide è quindi necessario ricreare – dopo i secoli di frammentazione seguiti alla nascita degli stati nazionali - una comunità alpina integrata che sia in grado di competere con gli altri grandi poli europei, centrata sul rilancio dell’economia (in particolare delle piccole e medie imprese innovative), sull’adattamento al cambiamento climatico, sulla preservazione delle caratteristiche ambientali - ad esempio con incentivi all’economia circolare - e sulle connessioni rese possibili dai grandi assi di trasporto che si stanno costruendo in tutta la zona.

«Ora però – ha sottolineato Mercedes Bresso - la palla passa alle regioni, chiamate a mettere in campo sinergie e progetti: il loro ruolo è fondamentale perché sono le istituzioni più vicine ai cittadini e sono dunque in grado di indirizzare le risorse in modo coerente con i bisogni dei territori». Su questo versante la nostra regione è purtroppo stata, fino ad ora, praticamente assente: «Il Piemonte – ha ribadito l’europarlamentare - non deve farsi sfuggire questa occasione e deve attivarsi per recuperare il terreno perduto rispetto ad altre regioni: questa è una grande occasione da cogliere e questo - in cui stiamo lentamente uscendo dalla crisi - è il momento ideale per progettare il futuro e non certo per riproporre il passato».

Simona Perolo