«Luci sulla super? C’erano altre priorità»

«Luci sulla super? C’erano altre priorità»
Altro 06 Novembre 2016 ore 10:23

Il tono del cittadino che pone il quesito è provocatorio, denso di disappunto, ma rispettoso dei ruoli istituzionali. La risposta che arriva dal presidente provinciale Emanuele Ramella Pralungo è decisa. Concreta. In linea col non troppo diffuso adagio secondo cui, nelle  faccende della politica,  se si vuole concludere qualcosa è necessario far ricorso al massimo del pragmatismo. Al centro della querelle, scoppiata (in realtà con reciproca cortesia) sul profilo Facebook di Ramella, l’ormai annosa, e sentitissima, questione dell’illuminazione pubblica sulle strade provinciali. Questa volta con un occhio di riguardo, in particolare, alla superstrada.

A sollevare la questione è  il biellese Giovanni Pezzana, il quale con un lungo post stuzzica il presidente - da sempre aperto al confronto con la popolazione dalle colonne dei social network - sull’illuminazione della viabilità a scorrimento veloce, ricordando al presidente un suo passato annuncio su imminenti lavori di ripristino. «Il verde lo abbiamo finito di togliere ormai alle soglie dell'inverno, quando ormai non serve quasi più, visto che la maggior parte del fogliame muore in questa stagione - scrive Pezzana  - I lampioni li accenderemo quando? Quando ci sarà il sole fino a sera inoltrata, cioè in primavera? Stanno arrivando le prime nebbie e gli svincoli sono immersi nel buio più totale. Meglio dei lampioni "vetusti" accesi che il nulla piu totale...». Densa di concretezza - ma venata di polemica politica - la risposta, arrivata con un certo tempismo, di Ramella Pralungo. Il quale non esita a riportare alla luce i vecchi rancori con l’amministrazione provinciale del pre-fallimento per spiegare che quel passaggio «ha comportato lo spegnimento di tutta la macchina istituzionale, tanto che la Provincia di due anni fa non pagava lo sgombero neve, il riscaldamento nelle scuole, i ripristini stradali e la corrente elettrica». «Al mio arrivo - prosegue - questa era la situazione,  oltre ad un buco di 10 milioni di euro che inevitabilmente dobbiamo ripianare». E qui il punto: «Quando si fallisce - fa notare Ramella - prima si pagano i debiti e poi si riparte, quindi noi, poco per volta, stiamo cercando di far ripartire il tutto. Compreso il taglio del verde, che non veniva effettuato da anni». Sul punto in questione, poi, Ramella è altrettanto pragmatico: «Intanto - chiarisce - parliamo di strade extra urbane su cui il codice della strada non impone l’illuminazione». E che i pali attualmente posizionati lungo l’arteria siano vetusti, per il rappresentante di via Quintino Sella è cosa praticamente innegabile: «L’illuminazione è oggi di fatto quasi completamente irrecuperabile - spiega -, fatta eccezione per l'anima del pilone. I cavi sono completamente rovinati, a volte assenti o addirittura (dove non è colpevole solo la Provincia ma anche i Comuni) privi dei codici di riferimento: il lavoro di ripristino è quindi lungo è difficile. E noi lo stiamo facendo da mesi, sempre tenendo presente che è necessario trovare la partita economico-finanziaria che ci permette di operare». «Quindi - conclude Ramella - anche se l'intervento avverrà in primavera o estate, cosa che non so in questo momento prevedere, ritengo che sia fondamentale lavorare per farlo. Ma considerate sempre che, prima di fare ciò, ho dovuto affrontare altre priorità:  pagare le ditte in credito per parecchi milioni di euro, riscaldare le aule, mettere a norma le scuole, tagliare erba e vegetazione ed effettuare interventi di asfaltatura. Ora  ci preoccuperemo anche dell’illuminazione: prima assicuro che non potevamo farlo».

Veronica Balocco

Il tono del cittadino che pone il quesito è provocatorio, denso di disappunto, ma rispettoso dei ruoli istituzionali. La risposta che arriva dal presidente provinciale Emanuele Ramella Pralungo è decisa. Concreta. In linea col non troppo diffuso adagio secondo cui, nelle  faccende della politica,  se si vuole concludere qualcosa è necessario far ricorso al massimo del pragmatismo. Al centro della querelle, scoppiata (in realtà con reciproca cortesia) sul profilo Facebook di Ramella, l’ormai annosa, e sentitissima, questione dell’illuminazione pubblica sulle strade provinciali. Questa volta con un occhio di riguardo, in particolare, alla superstrada.

A sollevare la questione è  il biellese Giovanni Pezzana, il quale con un lungo post stuzzica il presidente - da sempre aperto al confronto con la popolazione dalle colonne dei social network - sull’illuminazione della viabilità a scorrimento veloce, ricordando al presidente un suo passato annuncio su imminenti lavori di ripristino. «Il verde lo abbiamo finito di togliere ormai alle soglie dell'inverno, quando ormai non serve quasi più, visto che la maggior parte del fogliame muore in questa stagione - scrive Pezzana  - I lampioni li accenderemo quando? Quando ci sarà il sole fino a sera inoltrata, cioè in primavera? Stanno arrivando le prime nebbie e gli svincoli sono immersi nel buio più totale. Meglio dei lampioni "vetusti" accesi che il nulla piu totale...». Densa di concretezza - ma venata di polemica politica - la risposta, arrivata con un certo tempismo, di Ramella Pralungo. Il quale non esita a riportare alla luce i vecchi rancori con l’amministrazione provinciale del pre-fallimento per spiegare che quel passaggio «ha comportato lo spegnimento di tutta la macchina istituzionale, tanto che la Provincia di due anni fa non pagava lo sgombero neve, il riscaldamento nelle scuole, i ripristini stradali e la corrente elettrica». «Al mio arrivo - prosegue - questa era la situazione,  oltre ad un buco di 10 milioni di euro che inevitabilmente dobbiamo ripianare». E qui il punto: «Quando si fallisce - fa notare Ramella - prima si pagano i debiti e poi si riparte, quindi noi, poco per volta, stiamo cercando di far ripartire il tutto. Compreso il taglio del verde, che non veniva effettuato da anni». Sul punto in questione, poi, Ramella è altrettanto pragmatico: «Intanto - chiarisce - parliamo di strade extra urbane su cui il codice della strada non impone l’illuminazione». E che i pali attualmente posizionati lungo l’arteria siano vetusti, per il rappresentante di via Quintino Sella è cosa praticamente innegabile: «L’illuminazione è oggi di fatto quasi completamente irrecuperabile - spiega -, fatta eccezione per l'anima del pilone. I cavi sono completamente rovinati, a volte assenti o addirittura (dove non è colpevole solo la Provincia ma anche i Comuni) privi dei codici di riferimento: il lavoro di ripristino è quindi lungo è difficile. E noi lo stiamo facendo da mesi, sempre tenendo presente che è necessario trovare la partita economico-finanziaria che ci permette di operare». «Quindi - conclude Ramella - anche se l'intervento avverrà in primavera o estate, cosa che non so in questo momento prevedere, ritengo che sia fondamentale lavorare per farlo. Ma considerate sempre che, prima di fare ciò, ho dovuto affrontare altre priorità:  pagare le ditte in credito per parecchi milioni di euro, riscaldare le aule, mettere a norma le scuole, tagliare erba e vegetazione ed effettuare interventi di asfaltatura. Ora  ci preoccuperemo anche dell’illuminazione: prima assicuro che non potevamo farlo».

Veronica Balocco