Liste d’attesa, parte la nuova sfida

Liste d’attesa, parte la nuova sfida
23 Maggio 2017 ore 11:41

Le liste di attesa rappresentano un fenomeno percepito dai cittadini e dai pazienti come una forte criticità dei moderni sistemi sanitari, in quanto compromette l’accessibilità e la fruibilità delle prestazioni da erogare. Il tema è stato trattato recentemente dall’assessore regionale alla sanità in un convegno pubblico dove sono emerse diverse soluzioni. Il governo dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie è uno degli obiettivi prioritari del Servizio sanitario nazionale e l’erogazione dei servizi entro tempi appropriati, rispetto alla patologia e alle necessità di cura, rappresenta una componente strutturale dei Livelli essenziali d’assistenza, con la consapevolezza che non esistono soluzioni semplici e univoche, ma vanno poste in essere azioni complesse ed articolate, considerando in particolare la promozione del principio di appropriatezza nelle sue due dimensioni clinica ed organizzativa. La gestione delle liste di attesa può trovare più agevole soluzione se si individuano strumenti e modi di collaborazione di tutti gli attori del sistema, per una concreta presa in carico dei pazienti fin dal processo di definizione o approfondimento diagnostico da parte dei professionisti e delle strutture, prevedendo anche modelli di gestione integrata dell’assistenza per pazienti cronici nell’ambito delle cure primarie e attraverso l’attuazione e gestione programmata dei protocolli diagnostici.

L’obiettivo deve essere quello di promuovere la capacità del Sistema sanitario regionale di intercettare il reale bisogno di salute, di ridurre l’inappropriatezza e di rendere compatibile la domanda con la garanzia dei Lea. Gli uffici competenti della Direzione Sanità lavorano da tempo su quanto sopra illustrato e hanno elaborato uno studio di ricognizione delle prestazioni ad oggi connotate da alto rischio di inappropriatezza; sulla base di tale studio, sono stati definiti il percorso ed i criteri per la riduzione di tali prestazioni.

Nell’ultimo quadrimestre dell’anno 2016, sono proseguiti gli incontri con le Direzioni generali delle Asl per il monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi ai direttori generali (fra i quali rientra il contenimento dei tempi di attesa): dagli esiti di tali incontri è già emerso un parziale miglioramento nei tempi di attesa per alcune tipologie di prestazioni. L’assessorato ha ultimato, in tempi recenti, la predisposizione del Programma regionale per il governo dei tempi di attesa per le prestazioni ambulatoriali e di laboratorio. Tale Programma prevede un nuovo approccio al tema lista d’attesa, proponendo la separazione dei percorsi di prescrizione e prenotazione della prima visita da quelli relativi ai “secondi accessi” che dovranno essere inseriti in percorsi di follow up, e altro finalizzati alla globale presa in carico del paziente. Tra le altre cose, il Programma regionale introduce la definizione di programmi di area sovra-aziendale, numerose azioni sull’appropriatezza prescrittiva ed erogativa, il coinvolgimento dei professionisti e dei cittadini.

Le liste di attesa rappresentano un fenomeno percepito dai cittadini e dai pazienti come una forte criticità dei moderni sistemi sanitari, in quanto compromette l’accessibilità e la fruibilità delle prestazioni da erogare. Il tema è stato trattato recentemente dall’assessore regionale alla sanità in un convegno pubblico dove sono emerse diverse soluzioni. Il governo dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie è uno degli obiettivi prioritari del Servizio sanitario nazionale e l’erogazione dei servizi entro tempi appropriati, rispetto alla patologia e alle necessità di cura, rappresenta una componente strutturale dei Livelli essenziali d’assistenza, con la consapevolezza che non esistono soluzioni semplici e univoche, ma vanno poste in essere azioni complesse ed articolate, considerando in particolare la promozione del principio di appropriatezza nelle sue due dimensioni clinica ed organizzativa. La gestione delle liste di attesa può trovare più agevole soluzione se si individuano strumenti e modi di collaborazione di tutti gli attori del sistema, per una concreta presa in carico dei pazienti fin dal processo di definizione o approfondimento diagnostico da parte dei professionisti e delle strutture, prevedendo anche modelli di gestione integrata dell’assistenza per pazienti cronici nell’ambito delle cure primarie e attraverso l’attuazione e gestione programmata dei protocolli diagnostici.

L’obiettivo deve essere quello di promuovere la capacità del Sistema sanitario regionale di intercettare il reale bisogno di salute, di ridurre l’inappropriatezza e di rendere compatibile la domanda con la garanzia dei Lea. Gli uffici competenti della Direzione Sanità lavorano da tempo su quanto sopra illustrato e hanno elaborato uno studio di ricognizione delle prestazioni ad oggi connotate da alto rischio di inappropriatezza; sulla base di tale studio, sono stati definiti il percorso ed i criteri per la riduzione di tali prestazioni.

Nell’ultimo quadrimestre dell’anno 2016, sono proseguiti gli incontri con le Direzioni generali delle Asl per il monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi ai direttori generali (fra i quali rientra il contenimento dei tempi di attesa): dagli esiti di tali incontri è già emerso un parziale miglioramento nei tempi di attesa per alcune tipologie di prestazioni. L’assessorato ha ultimato, in tempi recenti, la predisposizione del Programma regionale per il governo dei tempi di attesa per le prestazioni ambulatoriali e di laboratorio. Tale Programma prevede un nuovo approccio al tema lista d’attesa, proponendo la separazione dei percorsi di prescrizione e prenotazione della prima visita da quelli relativi ai “secondi accessi” che dovranno essere inseriti in percorsi di follow up, e altro finalizzati alla globale presa in carico del paziente. Tra le altre cose, il Programma regionale introduce la definizione di programmi di area sovra-aziendale, numerose azioni sull’appropriatezza prescrittiva ed erogativa, il coinvolgimento dei professionisti e dei cittadini.

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