L'individuo, gli "altri" e la società in una mostra

L'individuo, gli "altri" e la società in una mostra
Altro 01 Aprile 2012 ore 22:53

Un percorso attraverso i meccanismi più profondi della mente umana, mostrando il processo secondo cui l’uomo acquisisce consapevolezza di sé come individuo in rapporto dapprima con se stesso, quindi con l’altro e con l’intera società. È questa la tematica centrale della mostra di arte contemporanea "Ego et Alter", allestita alla galleria Silvy Bassanese di via Galilei 45, a Biella, e inaugurata il 17 marzo scorso. Le opere esposte appartengono a tre giovani artisti, Marco Pedrana, Diego Pasqualin e Laura Brambilla (nella foto), e si potranno ammirare fino al 27 aprile.

Un percorso attraverso i meccanismi più profondi della mente umana, mostrando il processo secondo cui l’uomo acquisisce consapevolezza di sé come individuo in rapporto dapprima con se stesso, quindi con l’altro e con l’intera società. È questa la tematica centrale della mostra di arte contemporanea "Ego et Alter", allestita alla galleria Silvy Bassanese di via Galilei 45, a Biella, e inaugurata il 17 marzo scorso. Le opere esposte appartengono a tre giovani artisti, Marco Pedrana, Diego Pasqualin e Laura Brambilla (nella foto), e si potranno ammirare fino al 27 aprile.

Il percorso. Nelle sue grandi tele interconnesse, dal titolo "ZOA", il biellese Marco Pedrana, raffigurando personaggi resi in maniera stilizzata, senza tratti che li distinguano tra loro, ci mostra come nella mente dell’uomo si forma la consapevolezza di essere inserito in un gruppo di altri individui (e quindi in un contesto sociale) con i quali condivide le stesse caratteristiche di base.
Diego Pasqualin, designer di gioielli originario di Borgosesia, analizza invece, nel suo spazio espositivo denominato “La stanza di Marta”, dal nome del museo archeologico di Taranto, il rapporto tra due singoli individui: attraverso il rhodoid, un materiale lucido ricco di riflessi e sfumature e ricavato dal cotone, crea dei contenitori di olii e profumi come quelli usati in epoca classica ed ellenistica «e simboleggianti - osserva il critico Chiara Acquadro - il momento in cui una persona si prepara fisicamente e spiritualmente per incontrare l’altro. In questo modo l’artista evoca l’atto di dare a se stessi una forma specifica e definita».
Laura Brambilla, insegnante di discipline pittoriche al liceo artistico di Varallo Sesia, ci offre infine uno sguardo sulla parte più intima e privata della mente umana. «Usando materiali naturali - prosegue Chiara Acquadro -, dalla sabbia ai succhi vegetali, l’artista nei suoi dipinti astratti crea acquerelli organici che depositano sul foglio macchie indefinite ma cariche di sensazioni pure, non diluite né organizzate e quindi “impoverite” per essere comunicate all’esterno. In questo modo ci permette di osservare dei momenti sottratti al flusso di coscienza, una sorta di istantanee dello scorrere dei pensieri al limitare della nostra consapevolezza». Stralci di giornali in lingue diverse, poi, vengono aggiunti come a simboleggiare un accenno di presa di coscienza.

Orari. La mostra si potrà visitare dal martedì al venerdì dalle 16.30 alle 19, il sabato, la domenica e nei giorni festivi su appuntamento. L’ingresso è libero. Per ulteriori informazioni telefonare allo 015-35.54.14.
Nicola Muzio