Lilt “assolda” detenuti-giardinieri

Lilt “assolda” detenuti-giardinieri
Altro 09 Aprile 2017 ore 10:52

BIELLA - Le firme sono quelle di Antonella Giordano, direttore della casa circondariale di viale dei Tigli, e di Mauro Valentini, presidente della Lilt sezione provinciale di Biella. Ma vanno lette sotto il termine comune di “prevenzione”, che ben si addice - hanno spiegato loro stessi - sia all’ambito carcerario sia a quello sanitario. 
Sono loro, Giordano e Valentini, ad aver siglato, a rappresentanza delle rispettive realtà di appartenenza, il protocollo d’intesa che - dal prossimo 18 aprile - vedrà coinvolti alcuni detenuti, a titolo volontario e gratuito, in lavori di intervento di utilità sociale, proprio a favore di Lilt Biella. E, nello specifico, nella manutenzione ordinaria degli spazi verdi di pertinenza della Lilt, da un lato al Centro oncologico multifunzionale Spazio Lilt di via Ivrea; dall’altro, per quanto concerne la cura dell’aiuola che Asl ha riservato in comodato d’uso gratuito all’associazione, all’ingresso dell’ospedale. 
Ad “ospitare” la stipula, al Palazzo del Governo, il prefetto Annunziata Gallo, che ha sottolineato: «Si deve a legislatori illuminati la possibilità di promuovere iniziative volte a dare al detenuto, pur punito da condizione limitante, un sostegno alla dignità come individuo. La stessa Costituzione prevede che i detenuti siano inseriti in contesti non contrari alla dignità dell’uomo, come quello lavorativo. È la stessa comunità territoriale, poi, che usa e si appropria di quanto fatto». Utilità sociale, insomma, che soprattutto nel genere del recupero ambientale vede la casa circondariale di Biella giù attiva su più fronti, come ha ricordato Antonella Giordano: «Il primo progetto che abbiamo siglato è stato con Cordar, poi è seguito quello con la Provincia e, ora, tocca a Lilt, con la quale abbiamo avuto modo di collaborare a sostegno della campagna “Nastro rosa”, sul tema della prevenzione. E l’occasione coinvolgerà anche le forze dell’ordine che, con la polizia penitenziaria, saranno chiamate alla vigilanza nel corso delle operazioni». 
Prevenzione, ha accennato Giordano. Da intendersi, ha spiegato Mauro Valentini: «Come ruolo della Lilt nell’iniziativa, tra le nostre funzioni siamo votati alla prevenzione primaria che ambirebbe a non far ammalare di cancro; poi, alla secondaria della diagnosi precoce, poi alla terziaria per impedire recidive. C’è la volontà di prevenire le recidive, il reinserimento senza che i detenuti commettano di nuovo reati e ricadano nella passata situazione, come la ricomparsa della malattia. E per fare questo si deve favorire cambiamenti degli stili di vita, per la reimmissione nella vita sociale. Preparare alla vita che verrà, una volta scontata la pena. Questo progetto credo indichi la strada giusta: firmiamo il protocollo di intesa e ci auguriamo che iniziative simili verranno». 
Giovanna Boglietti

BIELLA - Le firme sono quelle di Antonella Giordano, direttore della casa circondariale di viale dei Tigli, e di Mauro Valentini, presidente della Lilt sezione provinciale di Biella. Ma vanno lette sotto il termine comune di “prevenzione”, che ben si addice - hanno spiegato loro stessi - sia all’ambito carcerario sia a quello sanitario. 
Sono loro, Giordano e Valentini, ad aver siglato, a rappresentanza delle rispettive realtà di appartenenza, il protocollo d’intesa che - dal prossimo 18 aprile - vedrà coinvolti alcuni detenuti, a titolo volontario e gratuito, in lavori di intervento di utilità sociale, proprio a favore di Lilt Biella. E, nello specifico, nella manutenzione ordinaria degli spazi verdi di pertinenza della Lilt, da un lato al Centro oncologico multifunzionale Spazio Lilt di via Ivrea; dall’altro, per quanto concerne la cura dell’aiuola che Asl ha riservato in comodato d’uso gratuito all’associazione, all’ingresso dell’ospedale. 
Ad “ospitare” la stipula, al Palazzo del Governo, il prefetto Annunziata Gallo, che ha sottolineato: «Si deve a legislatori illuminati la possibilità di promuovere iniziative volte a dare al detenuto, pur punito da condizione limitante, un sostegno alla dignità come individuo. La stessa Costituzione prevede che i detenuti siano inseriti in contesti non contrari alla dignità dell’uomo, come quello lavorativo. È la stessa comunità territoriale, poi, che usa e si appropria di quanto fatto». Utilità sociale, insomma, che soprattutto nel genere del recupero ambientale vede la casa circondariale di Biella giù attiva su più fronti, come ha ricordato Antonella Giordano: «Il primo progetto che abbiamo siglato è stato con Cordar, poi è seguito quello con la Provincia e, ora, tocca a Lilt, con la quale abbiamo avuto modo di collaborare a sostegno della campagna “Nastro rosa”, sul tema della prevenzione. E l’occasione coinvolgerà anche le forze dell’ordine che, con la polizia penitenziaria, saranno chiamate alla vigilanza nel corso delle operazioni». 
Prevenzione, ha accennato Giordano. Da intendersi, ha spiegato Mauro Valentini: «Come ruolo della Lilt nell’iniziativa, tra le nostre funzioni siamo votati alla prevenzione primaria che ambirebbe a non far ammalare di cancro; poi, alla secondaria della diagnosi precoce, poi alla terziaria per impedire recidive. C’è la volontà di prevenire le recidive, il reinserimento senza che i detenuti commettano di nuovo reati e ricadano nella passata situazione, come la ricomparsa della malattia. E per fare questo si deve favorire cambiamenti degli stili di vita, per la reimmissione nella vita sociale. Preparare alla vita che verrà, una volta scontata la pena. Questo progetto credo indichi la strada giusta: firmiamo il protocollo di intesa e ci auguriamo che iniziative simili verranno». 
Giovanna Boglietti