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Levata di scudi contro la cava di Asei

Levata di scudi contro la cava di Asei
Altro 20 Novembre 2015 ore 19:35

SOSTEGNO - Il Comune, con le varie amministrazioni, ne è a conoscenza da almeno sette anni. Tutti gli enti preposti a fornire un proprio parere hanno dato il via libera. Le eccezioni sono state sollevate, gli adeguamenti al progetto fatti. Anche il corposo disegno di compensazione è praticamente ideato nelle sue linee generali.

SOSTEGNO - Il Comune, con le varie amministrazioni, ne è a conoscenza da almeno sette anni. Tutti gli enti preposti a fornire un proprio parere hanno dato il via libera. Le eccezioni sono state sollevate, gli adeguamenti al progetto fatti. Anche il corposo disegno di compensazione è praticamente ideato nelle sue linee generali.
Eppure, per la cava per l’estrazione di calcare che la ditta Italargille di Borgomanero vorrebbe riaprire sulle ceneri della vecchia cava di Sostegno sembrano non prospettarsi giornate serene. Nonostante, infatti, il progetto sia ormai da tempo giunto alla conclusione - conl’autorizzazione ormai rilasciata da maggio 2013 e la necessità di provvedere, per concluderel’iter burocratico, al solo rilascio della concessione con il Comune per le opere di compensazione-, i cittadini di Asei, dove la cava dovrebbe sorgere, dicono un no perentorio al disegno, ricordando di non essere mai stati informati in merito e di non essere d’accordo con l’opera. E lo fanno con tanto di azioni concrete: costituendo, tempo fa, un comitato, quindi promuovendo una raccolta di firme e inviando la petizione al Prefetto e agli enti coinvoltinella concessione. Sino all’ultimo passaggio: il ricorso al Tar, con la richiesta di sospensione dell’autorizzazione basata sulla mancanza della Via (valutazione di impatto ambientale, prevista dalla recente normativa ma non dalle leggi in vigore all’atto dell’iter autorizzativo,ndr) e sull’«antieconomicità dell’attività», che, di fatto, non darebbe lavoro che a quattro o cinque operai.
A riportare alla luce una vicenda che sembrava essersi assopita tra le maglie della burocrazia è stata la recente richiesta, da parte di Italargille, di perfezionare la convenzione con il Comune per la compensazione, concludendo così un iter che risultava bloccato dal 2013.
Un’amministrazione che, però, nel frattempo è cambiata, avendo passato il testimone dal primo cittadino Danila Vigna all’attuale sindaco Giuseppe Framorando. «La pratica era stata avviata dalla precedente amministrazione - afferma il vicesindaco Leonardo Fasanino - e noi, davanti alla richiesta di Italargille, ci siamo trovati le mani legate, non potendo sottrarci alla stipula della convenzione, pena denuncia per inadempimento entro i termini di legge. Questo il motivo per cui venerdì scorso abbiamo indetto una riunione pubblica con gli abitanti della frazione di Asei, i più coinvolti per vicinanza alle eventuali noie provocate dall'attività estrattiva, tra rumore, polveri e traffico di automezzi». All’incontro l’amministrazione ha fatto presente la situazione: «Abbiamo chiarito che, pur invocando adempimenti introdotti dalle nuove norme, ci siamo ritrovati in realtà impotenti - spiega Fasanino -Il Suap, titolare del procedimento, e la Provincia hanno ritenuto infatti l'iter burocratico concluso a tutti gli effetti ed, ottenuta la convenzione dovuta, ad agosto 2015, hanno rilasciato la concessione alla Italargille».
Ai cittadini, nella riunione, è comunque stato fatto presente «il contenuto della convenzione- chiarisce Fasanino -, che prevede la riasfaltatura delle strade interne della frazione Asei daparte di italargille».

Veronica Balocco