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Letti per i migranti, il sì della Regione

Letti per i migranti, il sì della Regione
Altro 29 Maggio 2015 ore 20:52

La polemica era nata nei giorni in cui la Prefettura aveva individuato nell’ex scuola elementare di Chiavazza, in via Coda, la struttura per ospitare una cinquantina di migranti e il Comune aveva concesso il comodato gratuito per l’accoglienza. Proprio in quei giorni, infatti, gli addetti della Protezione civile comunale, con i loro mezzi, avevano iniziato il trasloco di letti e di altro materiale dal vecchio ospedale alla struttura individuata per l’accoglienza. La Lega Nord, con il capogruppo a Palazzo Oropa, Giacomo Moscarola, aveva contestato l’iniziativa, annunciando una interrogazione in Regione che è stata puntualmente presentata. E a cui ha dato una risposta l’assessore alla sanità Antonio Saitta. «La decisione dell’Asl di Biella di affidare alla Caritas diocesana letti e altri arredi del vecchio ospedale di Biella per essere utilizzati a favore dei profughi, non è solo una scelta condivisa dalla Giunta regionale ma un gesto di carità cristiana a favore degli ultimi»: è quanto dichiarato dall’assessore Saitta rispondendo martedì in aula a un question time posto dalla consigliera leghista Gianna Gancia che chiedeva conto dell’affidamento gratuito di alcuni arredi pubblici del vecchio ospedale degli Infermi «a una cooperativa privata che ha vinto il bando per l’accoglienza degli extracomunitari». 

«Premesso che la cooperativa privata vincitrice del bando per l’accoglienza degli extracomunitari a cui si riferisce la Gancia è la Caritas diocesana con la quale la Prefettura di Biella ha siglato un’intesa per affidare la gestione di alcune decine di profughi – ha commentato l’assessore Saitta – preciso che la stessa Prefettura di Biella e la Caritas hanno scritto all’Asl di Biella chiedendo di poter utilizzare 50 letti dell’ospedale di Biella che è stato dismesso nel dicembre 2014 dopo l’avvio della nuova struttura ospedaliera e che non sono più utilizzabili, oltre a sedie ed armadietti. La determina dell’Asl non è ancora stata perfezionata, ma la considero un gesto di carità cristiana che spero nessun esponente delle istituzioni possa ritenere di dover contestare». 

Enzo Panelli

La polemica era nata nei giorni in cui la Prefettura aveva individuato nell’ex scuola elementare di Chiavazza, in via Coda, la struttura per ospitare una cinquantina di migranti e il Comune aveva concesso il comodato gratuito per l’accoglienza. Proprio in quei giorni, infatti, gli addetti della Protezione civile comunale, con i loro mezzi, avevano iniziato il trasloco di letti e di altro materiale dal vecchio ospedale alla struttura individuata per l’accoglienza. La Lega Nord, con il capogruppo a Palazzo Oropa, Giacomo Moscarola, aveva contestato l’iniziativa, annunciando una interrogazione in Regione che è stata puntualmente presentata. E a cui ha dato una risposta l’assessore alla sanità Antonio Saitta. «La decisione dell’Asl di Biella di affidare alla Caritas diocesana letti e altri arredi del vecchio ospedale di Biella per essere utilizzati a favore dei profughi, non è solo una scelta condivisa dalla Giunta regionale ma un gesto di carità cristiana a favore degli ultimi»: è quanto dichiarato dall’assessore Saitta rispondendo martedì in aula a un question time posto dalla consigliera leghista Gianna Gancia che chiedeva conto dell’affidamento gratuito di alcuni arredi pubblici del vecchio ospedale degli Infermi «a una cooperativa privata che ha vinto il bando per l’accoglienza degli extracomunitari». 

«Premesso che la cooperativa privata vincitrice del bando per l’accoglienza degli extracomunitari a cui si riferisce la Gancia è la Caritas diocesana con la quale la Prefettura di Biella ha siglato un’intesa per affidare la gestione di alcune decine di profughi – ha commentato l’assessore Saitta – preciso che la stessa Prefettura di Biella e la Caritas hanno scritto all’Asl di Biella chiedendo di poter utilizzare 50 letti dell’ospedale di Biella che è stato dismesso nel dicembre 2014 dopo l’avvio della nuova struttura ospedaliera e che non sono più utilizzabili, oltre a sedie ed armadietti. La determina dell’Asl non è ancora stata perfezionata, ma la considero un gesto di carità cristiana che spero nessun esponente delle istituzioni possa ritenere di dover contestare». 

Enzo Panelli