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Le eccellenze della Valle Elvo ad Expo

Le eccellenze della Valle Elvo ad Expo
Altro Grande Biella, 17 Maggio 2015 ore 14:07

La Valle Elvo è pronta a partire alla volta di Expo 2015. Dopo aver vinto il bando promosso da Anci aggiudicandosi così la possibilità di esporre per una settimana i prodotti della valle, dal 19 al 25 maggio, e per una giornata il 27 luglio, a Cascina Triulza, i biellesi stanno facendo i bagagli. «Stiamo cominciando a portare giù tutto per prepararci mostrare il nostro stand – spiega Alberto Monticone, assessore sordevolese –. In corso d’opera ci siamo imbattuti in regole rigide e speciali, per cui abbiamo dovuto fare una cernita dei produttori della valle, in base alle caratteristiche richieste. Innanzi tutto le regole parlano chiaro: bollini Cee, niente vetro. Asl Biella e Milano sono state rigidissime. Quindi, abbiamo dovuto a malincuore non portare alcuni biellesi, ma ne abbiamo selezionati di molto validi per rappresentarci al meglio. Sono undici: il “Caseificio Rosso” che vende formaggi, l’azienda agricola “Donegà Raffaella” con il suo antipasto piemontese e i baci di dama, il salumificio “Gemma di Maghetto” di Ramella Pezza Mauro, la panetteria “Bocca” con le ciambelle, il birrificio “Elf – Valle Elvo” con un dolce alla birra, l’acqua “Lauretana”, le “Telerie Siletti”, le “Telerie f.lli Graziano” e le “Telerie Sasso” con tovaglie e prodotti di teleria e i lanifici “Gatti” e “Sordevolo” con sciarpe e manufatti tessili.

La Valle Elvo è pronta a partire alla volta di Expo 2015. Dopo aver vinto il bando promosso da Anci aggiudicandosi così la possibilità di esporre per una settimana i prodotti della valle, dal 19 al 25 maggio, e per una giornata il 27 luglio, a Cascina Triulza, i biellesi stanno facendo i bagagli. «Stiamo cominciando a portare giù tutto per prepararci mostrare il nostro stand – spiega Alberto Monticone, assessore sordevolese –. In corso d’opera ci siamo imbattuti in regole rigide e speciali, per cui abbiamo dovuto fare una cernita dei produttori della valle, in base alle caratteristiche richieste. Innanzi tutto le regole parlano chiaro: bollini Cee, niente vetro. Asl Biella e Milano sono state rigidissime. Quindi, abbiamo dovuto a malincuore non portare alcuni biellesi, ma ne abbiamo selezionati di molto validi per rappresentarci al meglio. Sono undici: il “Caseificio Rosso” che vende formaggi, l’azienda agricola “Donegà Raffaella” con il suo antipasto piemontese e i baci di dama, il salumificio “Gemma di Maghetto” di Ramella Pezza Mauro, la panetteria “Bocca” con le ciambelle, il birrificio “Elf – Valle Elvo” con un dolce alla birra, l’acqua “Lauretana”, le “Telerie Siletti”, le “Telerie f.lli Graziano” e le “Telerie Sasso” con tovaglie e prodotti di teleria e i lanifici “Gatti” e “Sordevolo” con sciarpe e manufatti tessili.

«Tra i prodotti che abbiamo selezionato – racconta Monticone – e per questo devo ringraziare Diana e Bianca della Bottega di Sordevolo che ci hanno aiutato, ci sono due piccoli produttori. È importante portare aziende solide come il “Caseificio Rosso” che oltre alla sua merce strepitosa porta l’esperienza, ma è anche fondamentale dare risalto ai più piccoli. Nel nostro caso “Donegà” e “Bocca” sono piccoli negozi che hanno la possibilità di esporre in una vetrina mondiale. A questo puntiamo, a far conoscere e apprezzare il nostro territorio. Per la birra, invece, abbiamo deciso di proporre un dolce fatto con la bevanda dato che non possiamo portare il vetro. Ci aspettiamo un buon riscontro economico, certo, ma anche di mostrare il bello del biellese al mondo».

Ramona Bellotto

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