Le aziende di Pray chiedono strade e banda larga

Le aziende di Pray chiedono strade e banda larga
02 Dicembre 2014 ore 11:49

Il momento di certo non aiuta. Ed essere confinati ad un territorio logisticamente svantaggiato, per di più periferico rispetto ai grandi circuiti economici, rende le cose ancor più difficili. Ma quel che si respira tra gli industriali e i titolari di attività produttive di Pray è tutto tranne che rassegnazione o pessimismo. Anzi.

L’incontro che nei giorni scorsi, per la prima volta da molti anni, ha messo a confronto, da un lato, i rappresentanti d’azienda e, dall’altro, l’amministrazione comunale ha messo in luce esattamente questo. Il senso di un’imprenditoria da sempre abituata a fare i conti con le difficoltà materiali, ma allo stesso tempo incapace di fermarsi, di smettere di guardare avanti. Un mondo che non conosce termini come delocalizzazione, e che continua a credere nella sua terra. A patto, però, di essere messo nelle condizioni di operare al meglio. E in effetti, l’assemblea ha evidenziato che proprio la parte pubblica può assumere un ruolo di primo piano nel mantenere in buona salute le aziende  industriali del suo territorio. Ad esempio, ascoltando istanze e necessità. O proponendo soluzioni. Come quelle che lo stesso sindaco Gian Matteo Passuello ha elencato durante l’incontro, spiegando che «questa valle deve avere una via rapida di comunicazione, perché se il Biellese non penserà a questo territorio, questa zona finirà inevitabilmente per guardare sempre più verso Borgosesia e il Novarese, dove i servizi sono più facilmente raggiungibili». Un’idea, emersa nella serata, potrebbe ad esempio essere quella di rendere più fluido il collegamento con Roasio, mentre c’è stato chi ha ricordato – l’industriale Achille Burocco – «che giace dimenticato da anni il progetto di collegamento via tunnel con la zona di Curino». Idee da libro dei sogni? Non per il primo cittadino, che ha ricordato più volte come, al di là dell’irrealizzabile, i finanziamenti in realtà esistano e molto si  giochi sulla capacità di intercettarli. «La banda larga, ad esempio, è finanziata dall’Europa. E’ un’occasione da sfruttare e sarebbe utile portarla sul territorio», ha chiarito.
 
Dal canto loro, gli industriali hanno risposto avanzando richieste anche di più immediata realizzabilità. Dalla possibilità di allontanare il bestiame al pascolo nei pressi dell’area industriale di Sulpiano – come fatto presente da Giacomo Galizzi, dell’omonima impresa di impiantistica idraulica e recuperi edilizi, azienda che oggi conta oltre un centinaio di addetti – al posizionamento di una chiara  segnaletica di ingresso alla stessa zona industriale, come richiesto dall’amministratore Alberto Busa, in cambio della disponibilità da parte delle ditte di occuparsi della manutenzione del verde. 

A tutti gli imprenditori e titolari di attività (all’assemblea erano presenti anche Franco Fileppo dell’industria tessile Raphael; Gian Mario Zonco dell’omonima ditta meccanotessile; Giovanni Regis, attivo nel settore alimentare; Fabrizio  Scagli Rat, della Tessitura La Fornace; Maricla Marrapodi dell’Orditura Crotti), Passuello e il suo vice Mencattini hanno ricordato la piena disponibilità del Comune a risolvere le singole problematiche. E a sostenere, eventualmente con donazioni, il mantenimento dei servizi comunali. «A tutti voi – ha poi concluso Passuello – inoltro anche l’invito a condividere la battaglia contro il progetto della nuova diga in Valsessera.  E per farlo vi lascio con un dato. Il nuovo invaso avrà una capacità di 12 milioni di metri cubi, che incomberanno sulle nostre teste. Quanto basterà per richiedere un piano di emergenza che imporrà evacuazioni fino a Romagnano. E visto quanto è capitato nelle ultime settimane, credo che non avremmo di che stare tranquilli».
Veronica Balocco

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