Altro

L'Asl di Biella ha un cuore giovane

L'Asl di Biella ha un cuore giovane
Altro Grande Biella, 01 Settembre 2012 ore 19:35

 L’Asl di Biella ha il cuore giovane. Antonella Corleto, Federica Marrara, Marco Reviglione, Matteo Santagostino, Orazio Viola sono i nuovi medici in forza alla Struttura di Cardiologia  diretta da Marco Marcolongo. Tutti rigorosamente under 35 e con un indiscutibile attaccamento al lavoro. «Sono molto soddisfatto del gruppo di lavoro che si sta consolidando - dice Marcolongo - sia sotto il profilo delle competenze professionali che delle motivazioni e della disponibilità dimostrata. Questi giovani cardiologi si stanno infatti integrando molto bene con tutti gli altri colleghi condividendo esperienze ed obiettivi. Questo risultato rappresenta un passo importante per la crescita della Cardiologia dell'ospedale di Biella e una valida premessa per il suo sviluppo futuro in vista del nuovo ospedale».

Parola ai giovani medici.  «Da piccola - racconta Antonella Corleto - sognavo di diventare una veterinaria, poi crescendo ho capito che la mia strada era quella della medicina. Difficile scegliere la specialità più consona al mio carattere, poi dopo un soggiorno di studio in Spagna, finalmente ho avuto l’illuminazione. Mi sono specializzata nella Scuola di Torino, ma ho sempre preferito le “piccole realtà” per il rapporto più umano che si crea tra paziente e colleghi. Prima di approdare all’ospedale di Biella (a marzo di quest'anno) ho lavorato in ospedali periferici, ognuno dei quali mi ha arricchito molto. Il mio percorso di studi è stato lungo e faticoso, ma ho cercato di coltivare anche altri interessi tra cui la musica e l’amore per il pianoforte, che spesso mi ha aiutato a divagare dalla realtà ospedaliera». 

Da Roma a Biella.  Federica Marrara è invece giunta all’ospedale di Biella da Roma, dove è nata e si è specializzata in cardiologia all’ospedale Sant’Andrea. «Ho concluso la specializzazione lo scorso anno - racconta - e nel dicembre 2011 sono arrivata all’Asl di Biella. Rispetto alla realtà dalla quale provengo, i pazienti biellesi sono più attenti quando devono sottoporsi ad esami o visite; per esempio, si presentano in ospedale con tutta la documentazione necessaria e con gli esiti degli accertamenti precedenti. Mi trovo molto bene sul lavoro, un po’ meno al di fuori. Rispetto ai romani, la mentalità dei biellesi è più chiusa quindi non è semplice inserirsi nel tessuto sociale...». 
Torino-Biella. C’è poi Marco Reviglione, cardiologo all’Asl di Biella da fine dicembre 2010 proviene dalle Molinette di Torino. «Rispetto alla realtà torinese - racconta -, a Biella si respira un clima paritario tra colleghi ed è più facile confrontarsi con i dirigenti della struttura a cui appartengo non solo sulle questioni cliniche dei pazienti, ma anche sugli aspetti amministrativi. Del mio lavoro mi piace la parte chirurgica e mi dà soddisfazione constatare che il paziente dimesso esce dall’ospedale con la consapevolezza di quello che il personale ospedaliero ha fatto per lui e per migliorare le sue condizioni di salute».  

«Volevo curare i miei». La storia di Matteo Santagostino è tutta made in Biella. «Ero un ragazzino - dice -, frequentavo la seconda media, ma avevo già le idee chiare: sarei diventato medico per poter aiutare e curare i miei famigliari già all’epoca cardiopatici. In un primo momento, ho pensato alla specialità in Cardiochirurgia, poi ho dirottato i miei interessi verso la Cardiologia, in particolare verso l’elettrostimolazione, quindi all’impianto di pacemaker e defibrillatori. La scelta mi soddisfa, perché posso dedicarmi sia alla pratica sia alla parte di ricerca scientifica. Sono cardiologo per l’Asl Bi dal 28 dicembre 2011. Sono nato all’ospedale di Biella e ho sempre affermato che se fossi diventato medico avrei voluto lavorare nel nosocomio in cui ero nato...». 

Dal Vesuvio al Mucrone.  C’è poi Orazio Viola, laureato in medicina a Napoli. «Durante una lezione del quarto anno - spiega - sono entrato in Sala di Emodinamica e non ne sono più voluto uscire. Avevo trovato l’illuminazione e la mia strada. Ho lavorato in Molise, poi in Toscana e dall’aprile 2011 sono all’Asl Bi. Quando sono reperibile, essere chiamato dal collega di guardia nel cuore della notte è una cosa che, nonostante sia difficile da credere, mi piace molto. Ogni sforzo è ripagato dalla soddisfazione di aver contribuito a salvare la vita del paziente; è sempre molto gratificante vedere la riconoscenza negli occhi dei nostri utenti...».  

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter