L'aria di Biella è migliorata nel 2016

L'aria di Biella è migliorata nel 2016
Altro 07 Febbraio 2017 ore 15:20

BIELLA - L'aria di Biella è a norma di legge: lo certifica il rapporto annuale Mal'aria di città, stilato da Legambiente elaborando i dati delle centraline presenti sul territorio nazionale. Due sono quelle in funzione a Biella, che inviano quotidianamente i dati ad Arpa Piemonte: una è in via Don Sturzo e l'altra è nel cortile di Villa Schneider, tra piazza La Marmora e via Pietro Micca. I dati vengono messi periodicamente a disposizione anche sul sito web del Comune. E il confronto tra il 2016 e gli anni precedenti dice che nei dodici mesi appena conclusi la situazione è migliorata rispetto al 2015 per quanto riguarda il Pm10, ovvero le polveri sottili derivate soprattutto del traffico automobilistico, degli impianti di riscaldamento e degli scarichi industriali. La media annuale di Pm10 in via Don Sturzo è stata di 19,9 microgrammi per metro cubo, il terzo valore migliore dal 2009 a oggi, dietro ai 17,2 del 2014 e ai 19,8 del 2013. La media a Villa Schneider è stata invece di 24,5 microgrammi per metro cubo. In questo caso solo nel 2014 (con 22,1) si era avuto un anno con aria più respirabile. Il valore di soglia imposto dalla legge per evitare rischi per la salute è di 40 microgrammi al metro cubo di media annua. Biella si colloca, per fortuna, ben al di sotto.

Lo stesso vale per i giorni di superamento della soglia di 50 microgrammi per metro cubo, stabilita a sua volta dalla legge. È un livello che non si può superare per più di 35 giorni l'anno. Nel 2016 a Biella è stato superato 23 volte in via Don Sturzo (che è centralina di riferimento in caso di attuazione di misure urgenti antismog) e 29 volte a Villa Schneider. In questo caso si tratta del secondo valore migliore dal 2009 a oggi, dopo quello del 2014. «A livello regionale» sottolinea il rapporto di Legambiente «le regioni a cavallo della Pianura Padana hanno fatto registrare le maggiori criticità. In Lombardia sui 12 capoluoghi solo Sondrio e Lecco non hanno superato i limiti con le quattro centraline presenti sul territorio. In Piemonte Biella, con due centraline, Cuneo, con due centraline, e Verbania, con una centralina, non hanno registrato superamenti. Le restanti cinque città capoluogo hanno fatto l'en plein dei superamenti con le loro tredici centraline».

BIELLA - L'aria di Biella è a norma di legge: lo certifica il rapporto annuale Mal'aria di città, stilato da Legambiente elaborando i dati delle centraline presenti sul territorio nazionale. Due sono quelle in funzione a Biella, che inviano quotidianamente i dati ad Arpa Piemonte: una è in via Don Sturzo e l'altra è nel cortile di Villa Schneider, tra piazza La Marmora e via Pietro Micca. I dati vengono messi periodicamente a disposizione anche sul sito web del Comune. E il confronto tra il 2016 e gli anni precedenti dice che nei dodici mesi appena conclusi la situazione è migliorata rispetto al 2015 per quanto riguarda il Pm10, ovvero le polveri sottili derivate soprattutto del traffico automobilistico, degli impianti di riscaldamento e degli scarichi industriali. La media annuale di Pm10 in via Don Sturzo è stata di 19,9 microgrammi per metro cubo, il terzo valore migliore dal 2009 a oggi, dietro ai 17,2 del 2014 e ai 19,8 del 2013. La media a Villa Schneider è stata invece di 24,5 microgrammi per metro cubo. In questo caso solo nel 2014 (con 22,1) si era avuto un anno con aria più respirabile. Il valore di soglia imposto dalla legge per evitare rischi per la salute è di 40 microgrammi al metro cubo di media annua. Biella si colloca, per fortuna, ben al di sotto.

Lo stesso vale per i giorni di superamento della soglia di 50 microgrammi per metro cubo, stabilita a sua volta dalla legge. È un livello che non si può superare per più di 35 giorni l'anno. Nel 2016 a Biella è stato superato 23 volte in via Don Sturzo (che è centralina di riferimento in caso di attuazione di misure urgenti antismog) e 29 volte a Villa Schneider. In questo caso si tratta del secondo valore migliore dal 2009 a oggi, dopo quello del 2014. «A livello regionale» sottolinea il rapporto di Legambiente «le regioni a cavallo della Pianura Padana hanno fatto registrare le maggiori criticità. In Lombardia sui 12 capoluoghi solo Sondrio e Lecco non hanno superato i limiti con le quattro centraline presenti sul territorio. In Piemonte Biella, con due centraline, Cuneo, con due centraline, e Verbania, con una centralina, non hanno registrato superamenti. Le restanti cinque città capoluogo hanno fatto l'en plein dei superamenti con le loro tredici centraline».