La Valle Cervo diventa arte con il progetto "Residenza Alpina"

La Valle Cervo diventa arte con il progetto "Residenza Alpina"
Altro 31 Agosto 2016 ore 13:53

ALTA VALLE CERVO - Vivere otto giorni immersi nella realtà apparentemente severa dell’alta valle. Conoscere i suoi abitanti, stringere rapporti con le sue realtà, entrare in confidenza con le comunità. E scoprire pian piano che le ripide pareti della Valle Cervo nascondono rotondità dietro agli spigoli, segreti dietro alle porte, storie lontane dietro il presente. Alla fine, aver voglia di raccontare queste scoperte, di metterle a disposizione di tutti, locali e forestieri. Facendone una forma d’arte capace di veicolare non solo nozioni, ma anche cultura. E crescita.

 

 

E’ questo il senso e lo scopo del progetto “Residenza Alpina”, che in questi mesi, ancora per qualche tempo, sta rivestendo la sienite valligiana di tonalità festose e giovani: un’iniziativa inquadrata nel più ampio Montagnafest2016, che vede protagonisti quattro giovani artisti visivi – BR1, Francesca Cirilli, Irene Dionisio, Mattia Macchieraldo – impegnati nel «racconto per immagini della Valle d’Andorno». Il tutto ha preso il via con una residenza che ha trovato base a Piedicavallo: una settimana intera di contatti costanti, eterogenei e profondi, con la realtà valligiana, tra incontri con i personaggi del territorio, viaggi nella sua memoria storica,  conversazioni e raccolta di testimonianze. Un percorso che ha trovato un punto di riferimento essenziale  nell’archivio fotografico della Casa museo  dell’Alta Valle Cervo e in altri archivi privati, fonti di ispirazione nei quali gli artisti  coinvolti  hanno  avuto  modo  di  sviluppare  una  ricerca  su  alcuni  aspetti  peculiari  della  Valle.  

 

«Le opere che ne sono scaturite - spiegano i promotori del progetto (curato da Arteco e realizzato con la collaborazione della Casa Museo dell’Alta Valle del Cervo di Rosazza, con il patrocinio dei Comuni di Campiglia Cervo, Piedicavallo e  Rosazza) - rappresentano così la visione contemporanea di una valle alpina e si fanno  portatrici  di  singolari  chiavi  di  lettura  per  ripensare  a  un  modo  nuovo  di  abitare  la  montagna».

Nel concreto, la  mostra  diffusa  outdoor   che da Balma si sviluppa fino a Piedicavallo (passando per le varie frazioni di  Campiglia  Cervo,  Piedicavallo  e  Rosazza)  si presenta oggi come un grande compendio: la raccolta   di  una  serie  di  opere-manifesto  (visibili sino al prossimo 31 dicembre) affisse  sui  pannelli  generalmente utilizzati come spazi pubblicitari o dedicati ai manifesti elettorali. Il tutto «quale  progetto  di  valorizzazione  del  territorio, che offre  al  pubblico,  alla  comunità  montana  in  primis,  un  inciampo visivo in cui trovare qualcosa di estremamente famigliare, ma allo stesso tempo estraniante». Una rilettura, in sostanza, della Valle e della sua essenza. Della sua storia e della sua cultura. A tutela del passato, ma soprattutto a beneficio del futuro.

Veronica Balocco

ALTA VALLE CERVO - Vivere otto giorni immersi nella realtà apparentemente severa dell’alta valle. Conoscere i suoi abitanti, stringere rapporti con le sue realtà, entrare in confidenza con le comunità. E scoprire pian piano che le ripide pareti della Valle Cervo nascondono rotondità dietro agli spigoli, segreti dietro alle porte, storie lontane dietro il presente. Alla fine, aver voglia di raccontare queste scoperte, di metterle a disposizione di tutti, locali e forestieri. Facendone una forma d’arte capace di veicolare non solo nozioni, ma anche cultura. E crescita.

E’ questo il senso e lo scopo del progetto “Residenza Alpina”, che in questi mesi, ancora per qualche tempo, sta rivestendo la sienite valligiana di tonalità festose e giovani: un’iniziativa inquadrata nel più ampio Montagnafest2016, che vede protagonisti quattro giovani artisti visivi – BR1, Francesca Cirilli, Irene Dionisio, Mattia Macchieraldo – impegnati nel «racconto per immagini della Valle d’Andorno». Il tutto ha preso il via con una residenza che ha trovato base a Piedicavallo: una settimana intera di contatti costanti, eterogenei e profondi, con la realtà valligiana, tra incontri con i personaggi del territorio, viaggi nella sua memoria storica,  conversazioni e raccolta di testimonianze. Un percorso che ha trovato un punto di riferimento essenziale  nell’archivio fotografico della Casa museo  dell’Alta Valle Cervo e in altri archivi privati, fonti di ispirazione nei quali gli artisti  coinvolti  hanno  avuto  modo  di  sviluppare  una  ricerca  su  alcuni  aspetti  peculiari  della  Valle.  

«Le opere che ne sono scaturite - spiegano i promotori del progetto (curato da Arteco e realizzato con la collaborazione della Casa Museo dell’Alta Valle del Cervo di Rosazza, con il patrocinio dei Comuni di Campiglia Cervo, Piedicavallo e  Rosazza) - rappresentano così la visione contemporanea di una valle alpina e si fanno  portatrici  di  singolari  chiavi  di  lettura  per  ripensare  a  un  modo  nuovo  di  abitare  la  montagna».

Nel concreto, la  mostra  diffusa  outdoor   che da Balma si sviluppa fino a Piedicavallo (passando per le varie frazioni di  Campiglia  Cervo,  Piedicavallo  e  Rosazza)  si presenta oggi come un grande compendio: la raccolta   di  una  serie  di  opere-manifesto  (visibili sino al prossimo 31 dicembre) affisse  sui  pannelli  generalmente utilizzati come spazi pubblicitari o dedicati ai manifesti elettorali. Il tutto «quale  progetto  di  valorizzazione  del  territorio, che offre  al  pubblico,  alla  comunità  montana  in  primis,  un  inciampo visivo in cui trovare qualcosa di estremamente famigliare, ma allo stesso tempo estraniante». Una rilettura, in sostanza, della Valle e della sua essenza. Della sua storia e della sua cultura. A tutela del passato, ma soprattutto a beneficio del futuro.

Veronica Balocco