La Prefettura diventa galleria d’arte

La Prefettura diventa galleria d’arte
06 Giugno 2017 ore 20:55

BIELLA – “Inserire il Palazzo del Governo nell’ambito di un ideale percorso museale a beneficio di visitatori e ospiti che potranno così apprezzare il pregevole contributo offerto dagli artisti biellesi”. L’ulteriore iniziativa culturale della Prefettura di Biella, illustrata dal Prefetto Annunziata Gallo agli ospiti presenti per la Festa della Repubblica, arricchisce la città di un nuovo percorso espositivo permanente. Grazie alla disponibilità degli eredi di artisti biellesi e di collezionisti, le sale di rappresentanza della Prefettura, ma anche le scale e i corridoi, si sono impreziositi delle loro preziose opere. Un panorama variegato ed interessante, curato da Susanna Platinetti, Fabrizio Lava  e Alessandra Montanera, che mostra i diversi stili, le correnti, le contaminazioni e le ispirazioni più diverse che nel corso degli anni, ma anche più recentemente, hanno influenzato i pittori e gli scultori del nostro territorio, alcuni scomparsi, altri con ancora un brillante futuro.Dall’imponente Chiesa Nuova di Oropa di Mario Carletti alle calme spiagge di Pesaro di Giancarlo Cori (Spiaggia numero 1 e spiaggia numero 2, 1965), dai fiori a metà tra impressionismo ed espressionismo di Guido Mosca,  alle case di Stromboli e alle donne marocchine di Fulvio Platinetti (Al riparo dal sole,1984, e Goulimine, 1998), dalle figure femminili appena tratteggiate di Epifanio Pozzato (Donna seduta, 2000) a quelle irreali e sognanti di Pippo Pozzi (La Sirena, 1969), per arrivare alle conturbanti rappresentazioni di Armando Santi (La violenza, 1968), alle orchidee “parlanti” di Luciano Pivotto ( Fiori, 2009) o ai paesaggi industriali biellesi di Celso Tempia (Antica fabbrica, 1963), alle tecniche miste di Giorgio Cigna (Notturno, 1988, Nuvola mangia quadro, 1999), alle incisioni e acqueforti di Enrico Gaudino (Brattea di gladioli, 1995, e Ivelia che legge, 1947) e alle metafisiche visioni di Imer Guala (Sacco,1996, e Illusione riconosciuta, 2003). Senza dimenticare le espressive sculture in bronzo di Franceschino Barbera, detto Sandrùn (Ciuc, e Sindone, entrambe del 1968).Poi, ecco i biellesi contemporanei. L’olio su carta dai colori primari diluiti di Maurizio Corona (Infinite forme necessarie, 2017), gli eleganti acquerelli di Piero Crida (Alchimia, 1997, e Foglia, 2015) e quelli di viaggio di Giorgio Maria Griffa (Grytviken, 1999, e Pasqua con chi vuoi, 2017), fino alle divertenti fotografie con motivi intrecciati a formare un trittico di Gigi Piana (Ricerca d’identità, 2015). Un omaggio anche alla pittrice Mariella Calvano, inserita come non professionista, con i suoi paesaggi intensi e vivaci di grandi dimensioni (Oltre l’Oceano, Da Leonardo a Sebastiano Ferrero, Davanti al Castello, I Pierrot). Una vera galleria d’arte, quindi, inserita in un palazzo istituzionale. Una maniera nuova di offrire la cultura, e quindi l’arte, al cittadino, che potrà usufruire così di una vetrina inedita ed esauriente dell’arte biellese del Novecento. Gli orari di visita saranno definiti prossimamente tenuto conto delle esigenze istituzionali del Palazzo e della disponibilità di quanti assicureranno il servizio di vigilanza.Luisa Benedetti

BIELLA – “Inserire il Palazzo del Governo nell’ambito di un ideale percorso museale a beneficio di visitatori e ospiti che potranno così apprezzare il pregevole contributo offerto dagli artisti biellesi”. L’ulteriore iniziativa culturale della Prefettura di Biella, illustrata dal Prefetto Annunziata Gallo agli ospiti presenti per la Festa della Repubblica, arricchisce la città di un nuovo percorso espositivo permanente. Grazie alla disponibilità degli eredi di artisti biellesi e di collezionisti, le sale di rappresentanza della Prefettura, ma anche le scale e i corridoi, si sono impreziositi delle loro preziose opere. Un panorama variegato ed interessante, curato da Susanna Platinetti, Fabrizio Lava  e Alessandra Montanera, che mostra i diversi stili, le correnti, le contaminazioni e le ispirazioni più diverse che nel corso degli anni, ma anche più recentemente, hanno influenzato i pittori e gli scultori del nostro territorio, alcuni scomparsi, altri con ancora un brillante futuro.Dall’imponente Chiesa Nuova di Oropa di Mario Carletti alle calme spiagge di Pesaro di Giancarlo Cori (Spiaggia numero 1 e spiaggia numero 2, 1965), dai fiori a metà tra impressionismo ed espressionismo di Guido Mosca,  alle case di Stromboli e alle donne marocchine di Fulvio Platinetti (Al riparo dal sole,1984, e Goulimine, 1998), dalle figure femminili appena tratteggiate di Epifanio Pozzato (Donna seduta, 2000) a quelle irreali e sognanti di Pippo Pozzi (La Sirena, 1969), per arrivare alle conturbanti rappresentazioni di Armando Santi (La violenza, 1968), alle orchidee “parlanti” di Luciano Pivotto ( Fiori, 2009) o ai paesaggi industriali biellesi di Celso Tempia (Antica fabbrica, 1963), alle tecniche miste di Giorgio Cigna (Notturno, 1988, Nuvola mangia quadro, 1999), alle incisioni e acqueforti di Enrico Gaudino (Brattea di gladioli, 1995, e Ivelia che legge, 1947) e alle metafisiche visioni di Imer Guala (Sacco,1996, e Illusione riconosciuta, 2003). Senza dimenticare le espressive sculture in bronzo di Franceschino Barbera, detto Sandrùn (Ciuc, e Sindone, entrambe del 1968).Poi, ecco i biellesi contemporanei. L’olio su carta dai colori primari diluiti di Maurizio Corona (Infinite forme necessarie, 2017), gli eleganti acquerelli di Piero Crida (Alchimia, 1997, e Foglia, 2015) e quelli di viaggio di Giorgio Maria Griffa (Grytviken, 1999, e Pasqua con chi vuoi, 2017), fino alle divertenti fotografie con motivi intrecciati a formare un trittico di Gigi Piana (Ricerca d’identità, 2015). Un omaggio anche alla pittrice Mariella Calvano, inserita come non professionista, con i suoi paesaggi intensi e vivaci di grandi dimensioni (Oltre l’Oceano, Da Leonardo a Sebastiano Ferrero, Davanti al Castello, I Pierrot). Una vera galleria d’arte, quindi, inserita in un palazzo istituzionale. Una maniera nuova di offrire la cultura, e quindi l’arte, al cittadino, che potrà usufruire così di una vetrina inedita ed esauriente dell’arte biellese del Novecento. Gli orari di visita saranno definiti prossimamente tenuto conto delle esigenze istituzionali del Palazzo e della disponibilità di quanti assicureranno il servizio di vigilanza.Luisa Benedetti

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