La pet therapy ora si fa anche con civette e poiane

La pet therapy ora si fa anche con civette e poiane
03 Giugno 2017 ore 11:59

OCCHIEPPO INFERIORE – Tutto è iniziato nel 2011, quando Orietta Gazzetto contattò un falconiere per organizzare una festa di compleanno a sorpresa per sua cognata Mariarosa. Poi il primo animale, la passione per i rapaci che è cresciuta sempre più e che l’ha portata ad allevare magnifici esemplari di gufi, poiane, gheppi e barbagianni.
Il primo “approccio” è avvenuto con le dimostrazioni di volo, ad accompagnare gli aperitivi serviti alla locanda Canal Secco Trucco di Oropa, che Orietta Gazzetto gestisce con il fratello Massimo. Quindi la didattica per le scuole, a cui ora si è aggiunta la pet therapy, che qualcuno ha già ribattezzato “rap therapy”. E’ così che è stato organizzato un ciclo di incontri con gli ospiti della casa di riposo Cerino Zegna di Occhieppo Inferiore.
L’esordio il 22 maggio scorso. «Quel giorno – spiega la falconiera – abbiamo interagito con tre ospiti, “lavorando” con un gufo comune, un barbagianni, un gufo canadese, una civetta nana brasiliana, una poiana di Harris e un gheppio europeo, mentre l’altra poiana di Harris è stata lasciata a riposo perché impegnata nella cova di due uova».
L’incontro si è svolto sulla terrazza della locanda, all’aria aperta, dove sono state presentate le caratteristiche di ogni specie, le diversità di taglia, di colori e le peculiarità di volo e di caccia, sia di quelle diurne sia di quelle notturne.
Ogni ospite ha avuto la possibilità di interagire con i rapaci, di provare l’emozione di tenerli sul pugno e di vedere da vicino il loro volo e la risposta a un richiamo del conduttore.
Animali domestici… e non. Nonostante il Ministero della Salute preveda che la cosiddetta “pet therapy” possa essere fatta solo con gli animali domestici (da affezione), sono in molti a ritenere che anche i rapaci – al pari di cani, gatti, coniglietti, asini e cavalli – riescano a emozionare, a strappare sorrisi e sollecitare stupore, creando un legame profondo e intimo con i soggetti più diversi (adulti, bambini, portatori di handicap), e sarebbe già stata dimostrata la positiva influenza che animali di questo tipo hanno su persone affette da autismo: per molti autistici, infatti, gli uccelli sarebbero il punto di partenza (secondo alcuni esperti del settore, l’approccio con un rapace che non dà, per sua natura, attenzioni può essere il primo passo per raggiungere i livelli più alti d’interazione richiesti, ad esempio, con un cane o con un gatto).
Diurni e notturni. «I nostri animali notturni che vivono in falconeria (i gufi, le civette e i barbagianni) – spiega Orietta Gazzetto – sono nati in cattività e hanno ricevuto l’imprinting direttamente dall’uomo. Si considerano parte della nostra specie: mi reputano la loro mamma, dal momento che sono io la falconiera che li ha cresciuti. Diverso, invece, il discorso per quanto riguarda gheppi e poiane, che sono animali diurni: questi ultimi, infatti, ricevono l’imprinting dai loro genitori, in voliera». In generale, i rapaci notturni sono più indicati nella pet therapy in quanto più tranquilli rispetto a quelli diurni, di solito più reattivi.
Gli incontri, intanto, continueranno anche nei prossimi giorni (ieri si è svolto il secondo), con altri ospiti del Cerino Zegna pronti a salire a Oropa con i loro accompagnatori e a vivere un’emozione a diretto contatto con i rapaci.
Lara Bertolazzi

OCCHIEPPO INFERIORE – Tutto è iniziato nel 2011, quando Orietta Gazzetto contattò un falconiere per organizzare una festa di compleanno a sorpresa per sua cognata Mariarosa. Poi il primo animale, la passione per i rapaci che è cresciuta sempre più e che l’ha portata ad allevare magnifici esemplari di gufi, poiane, gheppi e barbagianni.
Il primo “approccio” è avvenuto con le dimostrazioni di volo, ad accompagnare gli aperitivi serviti alla locanda Canal Secco Trucco di Oropa, che Orietta Gazzetto gestisce con il fratello Massimo. Quindi la didattica per le scuole, a cui ora si è aggiunta la pet therapy, che qualcuno ha già ribattezzato “rap therapy”. E’ così che è stato organizzato un ciclo di incontri con gli ospiti della casa di riposo Cerino Zegna di Occhieppo Inferiore.
L’esordio il 22 maggio scorso. «Quel giorno – spiega la falconiera – abbiamo interagito con tre ospiti, “lavorando” con un gufo comune, un barbagianni, un gufo canadese, una civetta nana brasiliana, una poiana di Harris e un gheppio europeo, mentre l’altra poiana di Harris è stata lasciata a riposo perché impegnata nella cova di due uova».
L’incontro si è svolto sulla terrazza della locanda, all’aria aperta, dove sono state presentate le caratteristiche di ogni specie, le diversità di taglia, di colori e le peculiarità di volo e di caccia, sia di quelle diurne sia di quelle notturne.
Ogni ospite ha avuto la possibilità di interagire con i rapaci, di provare l’emozione di tenerli sul pugno e di vedere da vicino il loro volo e la risposta a un richiamo del conduttore.
Animali domestici… e non. Nonostante il Ministero della Salute preveda che la cosiddetta “pet therapy” possa essere fatta solo con gli animali domestici (da affezione), sono in molti a ritenere che anche i rapaci – al pari di cani, gatti, coniglietti, asini e cavalli – riescano a emozionare, a strappare sorrisi e sollecitare stupore, creando un legame profondo e intimo con i soggetti più diversi (adulti, bambini, portatori di handicap), e sarebbe già stata dimostrata la positiva influenza che animali di questo tipo hanno su persone affette da autismo: per molti autistici, infatti, gli uccelli sarebbero il punto di partenza (secondo alcuni esperti del settore, l’approccio con un rapace che non dà, per sua natura, attenzioni può essere il primo passo per raggiungere i livelli più alti d’interazione richiesti, ad esempio, con un cane o con un gatto).
Diurni e notturni. «I nostri animali notturni che vivono in falconeria (i gufi, le civette e i barbagianni) – spiega Orietta Gazzetto – sono nati in cattività e hanno ricevuto l’imprinting direttamente dall’uomo. Si considerano parte della nostra specie: mi reputano la loro mamma, dal momento che sono io la falconiera che li ha cresciuti. Diverso, invece, il discorso per quanto riguarda gheppi e poiane, che sono animali diurni: questi ultimi, infatti, ricevono l’imprinting dai loro genitori, in voliera». In generale, i rapaci notturni sono più indicati nella pet therapy in quanto più tranquilli rispetto a quelli diurni, di solito più reattivi.
Gli incontri, intanto, continueranno anche nei prossimi giorni (ieri si è svolto il secondo), con altri ospiti del Cerino Zegna pronti a salire a Oropa con i loro accompagnatori e a vivere un’emozione a diretto contatto con i rapaci.
Lara Bertolazzi

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