La Maturità “perde” la terza prova, voti in lettera fino alle medie

La Maturità “perde” la terza prova, voti in lettera fino alle medie
Altro 22 Settembre 2016 ore 19:32

La Maturità sarà tutta un’altra cosa. O, almeno, così appare sulla base della bozza di legge delega che segue quella della “Buona Scuola”. E che contiene altre importanti novità anche per le elementari e le medie. Ma sulla base di quale novità l’Esame di Stato, per gli studenti di quinta superiore, potrebbe presto risultare irriconoscibile? Ebbene, nel documento, spicca la riduzione  delle prove scritte, che potrebbero passare da tre a due. Rimarrebbero “in carica”, infatti, lo scritto di italiano e la seconda prova, ovvero quella caratterizzante per ogni indirizzo (per dare un’idea: la versione di latino o di greco al Classico e il test di matematica allo Scientifico), ma non la temutissima terza prova, quella a cura della commissione d’esame. E proprio la commissione potrebbe subire cambiamenti nella sua composizione: riporta il sito specializzato “Studenti.it”, che si potrebbe fare largo nuovamente «l’amatissima formazione di soli membri interni, posti sotto il controllo di un presidente esterno». Spunterebbe, poi, una “prova Invalsi” (di italiano, matematica e inglese, da svolgere al computer), argomento sempre discusso in termini di “validità di giudizio”: l’esito della Invalsi non influirà sul voto finale dell’esame di maturità, ma sarà riportato sulla scheda di valutazione conclusiva che affianca la pagella. Il provvedimento punta, in realtà, a garantire la maggiore uniformità di valutazione possibile tra Nord e Sud Italia.Tra i nuovi criteri di valutazione dei maturandi, si inserirà, poi, al colloquio finale, l’alternanza scuola-lavoro dell'ultimo triennio, partita l’anno scorso, e il cui punteggio finale sarà sempre in centesimi. Il curriculum scolastico, va notato, peserà 40 punti, anziché 25. Punteggio che cambia anche per l’Esame di Stato, tra l’altro: ciascuna delle due prove scritte e al colloquio potrà valere, al massimo, 20 punti; quando oggi, invece, i tre scritti valgono 15 punti a testa e il colloquio, al più, 30.Per le primarie e le secondarie di primo grado, invece, la bozza della legge delega reintroduce la valutazione con giudizi, ovvero le cinque lettere dalla A alla D. Abolisce, inoltre, le bocciature alle elementari; mentre alle medie i professori potranno bocciare solo in casi eccezionali. Viene semplificato anche l’esame di terza media, che avrà solo due scritti e un colloquio. Stessa cosa per le prove Invalsi, obbligatorie: non confluiranno più nella valutazione conclusiva, ma appariranno nella certificazione finale delle competenze, e saranno integrate da un questionario in inglese. A presiedere gli esami sarà, infine, lo stesso preside della scuola, non più un esterno.Viene da chiedersi se le novità riguarderanno già gli studenti che stanno frequentando, da questo settembre, le classi quinte delle superiori. Tutto dipenderà dall’iter legislativo, dal momento che servirà l’ok del Ministero dell'Economia e delle Finanze, quindi il decreto legislativo dovrà passare l’esame dei parlamentari ed essere approvato dal governo in via definitiva. Insomma, la Maturità 2017 potrebbe restare l’ultima della “vecchia serie”. O diventare la prima della “nuova”. Giovanna Boglietti

La Maturità sarà tutta un’altra cosa. O, almeno, così appare sulla base della bozza di legge delega che segue quella della “Buona Scuola”. E che contiene altre importanti novità anche per le elementari e le medie. Ma sulla base di quale novità l’Esame di Stato, per gli studenti di quinta superiore, potrebbe presto risultare irriconoscibile? Ebbene, nel documento, spicca la riduzione  delle prove scritte, che potrebbero passare da tre a due. Rimarrebbero “in carica”, infatti, lo scritto di italiano e la seconda prova, ovvero quella caratterizzante per ogni indirizzo (per dare un’idea: la versione di latino o di greco al Classico e il test di matematica allo Scientifico), ma non la temutissima terza prova, quella a cura della commissione d’esame. E proprio la commissione potrebbe subire cambiamenti nella sua composizione: riporta il sito specializzato “Studenti.it”, che si potrebbe fare largo nuovamente «l’amatissima formazione di soli membri interni, posti sotto il controllo di un presidente esterno». Spunterebbe, poi, una “prova Invalsi” (di italiano, matematica e inglese, da svolgere al computer), argomento sempre discusso in termini di “validità di giudizio”: l’esito della Invalsi non influirà sul voto finale dell’esame di maturità, ma sarà riportato sulla scheda di valutazione conclusiva che affianca la pagella. Il provvedimento punta, in realtà, a garantire la maggiore uniformità di valutazione possibile tra Nord e Sud Italia.Tra i nuovi criteri di valutazione dei maturandi, si inserirà, poi, al colloquio finale, l’alternanza scuola-lavoro dell'ultimo triennio, partita l’anno scorso, e il cui punteggio finale sarà sempre in centesimi. Il curriculum scolastico, va notato, peserà 40 punti, anziché 25. Punteggio che cambia anche per l’Esame di Stato, tra l’altro: ciascuna delle due prove scritte e al colloquio potrà valere, al massimo, 20 punti; quando oggi, invece, i tre scritti valgono 15 punti a testa e il colloquio, al più, 30.Per le primarie e le secondarie di primo grado, invece, la bozza della legge delega reintroduce la valutazione con giudizi, ovvero le cinque lettere dalla A alla D. Abolisce, inoltre, le bocciature alle elementari; mentre alle medie i professori potranno bocciare solo in casi eccezionali. Viene semplificato anche l’esame di terza media, che avrà solo due scritti e un colloquio. Stessa cosa per le prove Invalsi, obbligatorie: non confluiranno più nella valutazione conclusiva, ma appariranno nella certificazione finale delle competenze, e saranno integrate da un questionario in inglese. A presiedere gli esami sarà, infine, lo stesso preside della scuola, non più un esterno.Viene da chiedersi se le novità riguarderanno già gli studenti che stanno frequentando, da questo settembre, le classi quinte delle superiori. Tutto dipenderà dall’iter legislativo, dal momento che servirà l’ok del Ministero dell'Economia e delle Finanze, quindi il decreto legislativo dovrà passare l’esame dei parlamentari ed essere approvato dal governo in via definitiva. Insomma, la Maturità 2017 potrebbe restare l’ultima della “vecchia serie”. O diventare la prima della “nuova”. Giovanna Boglietti