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La mammografia 3D sbarca all’Asl

La mammografia 3D sbarca all’Asl
Altro 23 Giugno 2015 ore 19:50

BIELLA - L’ospedale di Biella continua a crescere. E lo fa sviluppando nuove tecniche che in Italia sono presenti in pochissimi centri. Di cui tre solo in Piemonte. Il tutto grazie alla mammografia tridimensionale. E’ partito, infatti, nei giorni scorsi all’Asl di Biella il progetto di ricerca “Proteus Donna”, finalizzato al miglioramento della diagnosi precoce del tumore della mammella. L’ospedale degli Infermi ha avviato questo studio clinico subito dopo Torino, in particolare dopo il Centro di prevenzione oncologica e l’ospedale Sant’Anna, che lo hanno attivato solo alcuni mesi fa. Altre aziende sanitarie piemontesi partiranno, ma non tutte quelle che hanno fatto richiesta sono state reclutate. Inoltre, a livello nazionale sono pochissime le regioni che hanno avviato studi di questo tipo. I dati ricavati dallo studio andranno a confluire con i dati delle altre aziende nell’ambito del progetto e saranno uniti e confrontati anche con quelli di altri studi analoghi in Italia  e anche in Europa. “Proteus Donna” ha l’obiettivo di mettere a confronto gli esiti della mammografia tridimensionale con quelli della mammografia tradizionale (a due dimensioni). Il progetto si colloca nell’ambito del programma regionale di screening “Prevenzione Serena” e si rivolge alle sole donne tra i 46 e i 68 anni di età, invitate tramite lettera. 

Enzo Panelli

Leggi di più sull’Eco di Biella di lunedì 22 giugno 2015

BIELLA - L’ospedale di Biella continua a crescere. E lo fa sviluppando nuove tecniche che in Italia sono presenti in pochissimi centri. Di cui tre solo in Piemonte. Il tutto grazie alla mammografia tridimensionale. E’ partito, infatti, nei giorni scorsi all’Asl di Biella il progetto di ricerca “Proteus Donna”, finalizzato al miglioramento della diagnosi precoce del tumore della mammella. L’ospedale degli Infermi ha avviato questo studio clinico subito dopo Torino, in particolare dopo il Centro di prevenzione oncologica e l’ospedale Sant’Anna, che lo hanno attivato solo alcuni mesi fa. Altre aziende sanitarie piemontesi partiranno, ma non tutte quelle che hanno fatto richiesta sono state reclutate. Inoltre, a livello nazionale sono pochissime le regioni che hanno avviato studi di questo tipo. I dati ricavati dallo studio andranno a confluire con i dati delle altre aziende nell’ambito del progetto e saranno uniti e confrontati anche con quelli di altri studi analoghi in Italia  e anche in Europa. “Proteus Donna” ha l’obiettivo di mettere a confronto gli esiti della mammografia tridimensionale con quelli della mammografia tradizionale (a due dimensioni). Il progetto si colloca nell’ambito del programma regionale di screening “Prevenzione Serena” e si rivolge alle sole donne tra i 46 e i 68 anni di età, invitate tramite lettera. 

Enzo Panelli

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