La magia della Conca di Oropa

La magia della Conca di Oropa
Altro 29 Settembre 2016 ore 13:23

Se la magia della montagna non sta solo nelle cime che lascia raggiungere, né solo nel battito accelerato del cuore che si affanna; se non sta solo nel suo essere un luogo di sport e divertimento, ma sta anche nella bellezza che trasmette allo spirito, nella grandezza che dona alle vite, nella potenza della gioia che alimenta, allora la conca di Oropa - sabato e domenica - è diventata un luogo incredibilmente magico. Millecinquecento persone sui suoi prati e tra le sue cime, musica, spettacoli, goliardia, teatro. Fiaccole accese nel buio, alpinismo vissuto nel segno della condivisione. E poi esperienze capaci di donare un sorriso, forse un brivido, certamente una nuova emozione a chi la montagna non può viverla ogni giorno.

I “Mucrone days”, la grande festa  che amici e appassionati hanno allestito, con la regia della città di Biella, sulle pendici dei monti simbolo del territorio, ha portato a galla, ancora una volta, un legame stretto e vitale. Quello tra i biellesi e le loro cime. Arricchito, questa volta, dell’entusiasmo di tanti amici, ospiti provenienti da zone più o meno vicine, che hanno contribuito a rendere grandi e coinvolgenti tutti i momenti messi a punto dall’organizzazione: dal Muc Fun Trail, la gara goliardica popolata di corridori dall’improbabile divisa, allo spettacolo teatrale (S)legati, storia di montagna raccontata con un sottofondo musicale e una corda da alpinismo dagli attori Jacopo Bicocchi e Mattia Fabris, sino al concerto del pluridecorato bluesman Alex Gariazzo, perla della musica locale. Per arrivare alla presenza che forse, più di tutte, ha dato alla due-giorni un senso nuovo. Più alto. Più umano. I settanta ragazzi con disabilità intellettiva, atleti Special Olympics provenienti da Genova, Cuneo, Varallo, Ciriè e Biella,  che - sorretti dall’entusiasmo e dalla delicatezza dei ragazzi di Montagnabiellese - hanno vissuto qui una delle esperienze più emozionanti della loro vita. «I nostri volontari - spiega Roby Sellone, di Asad, grande amico della guida alpina Gianni Lanza, con cui ha ideato l’iniziativa - si sono affiancati a loro con delicatezza e li hanno condotti in un percorso che non è solo una ferrata ma che racchiude, anche se solo parzialmente, la storia della loro vita che si confronta con paure, limiti fisici o mentali, difficoltà oggettive, a volte emarginazione. E chi è arrivato alla fine del suo “viaggio”, sia con l’uscita a metà percorso o sia al termine di tutto… ha vinto una sfida gigantesca. Ha combattuto una difficile battaglia e l’ha vinta». Un’emozione intensa, raccontano i presenti, che anche Lanza non può fare a meno di ricordare: «Sarà l’età, forse sarà per come sono andate le cose, forse anche l’enorme tensione di esser lì come organizzatore, o forse solo la stanchezza o l’ emozione  - racconta la guida alpina -, guardo le foto e una lacrima mi scende piano. Gioia di avercela fatta, tutti insieme, a portare a termine questa grande impresa». Ecco: se la magia della montagna esiste, è evidente che si respira in parole così. Parole che, per 70 volti, ora sono pezzi di vita in più. Ieri insperati, oggi reali.
Veronica Balocco

Se la magia della montagna non sta solo nelle cime che lascia raggiungere, né solo nel battito accelerato del cuore che si affanna; se non sta solo nel suo essere un luogo di sport e divertimento, ma sta anche nella bellezza che trasmette allo spirito, nella grandezza che dona alle vite, nella potenza della gioia che alimenta, allora la conca di Oropa - sabato e domenica - è diventata un luogo incredibilmente magico. Millecinquecento persone sui suoi prati e tra le sue cime, musica, spettacoli, goliardia, teatro. Fiaccole accese nel buio, alpinismo vissuto nel segno della condivisione. E poi esperienze capaci di donare un sorriso, forse un brivido, certamente una nuova emozione a chi la montagna non può viverla ogni giorno.

I “Mucrone days”, la grande festa  che amici e appassionati hanno allestito, con la regia della città di Biella, sulle pendici dei monti simbolo del territorio, ha portato a galla, ancora una volta, un legame stretto e vitale. Quello tra i biellesi e le loro cime. Arricchito, questa volta, dell’entusiasmo di tanti amici, ospiti provenienti da zone più o meno vicine, che hanno contribuito a rendere grandi e coinvolgenti tutti i momenti messi a punto dall’organizzazione: dal Muc Fun Trail, la gara goliardica popolata di corridori dall’improbabile divisa, allo spettacolo teatrale (S)legati, storia di montagna raccontata con un sottofondo musicale e una corda da alpinismo dagli attori Jacopo Bicocchi e Mattia Fabris, sino al concerto del pluridecorato bluesman Alex Gariazzo, perla della musica locale. Per arrivare alla presenza che forse, più di tutte, ha dato alla due-giorni un senso nuovo. Più alto. Più umano. I settanta ragazzi con disabilità intellettiva, atleti Special Olympics provenienti da Genova, Cuneo, Varallo, Ciriè e Biella,  che - sorretti dall’entusiasmo e dalla delicatezza dei ragazzi di Montagnabiellese - hanno vissuto qui una delle esperienze più emozionanti della loro vita. «I nostri volontari - spiega Roby Sellone, di Asad, grande amico della guida alpina Gianni Lanza, con cui ha ideato l’iniziativa - si sono affiancati a loro con delicatezza e li hanno condotti in un percorso che non è solo una ferrata ma che racchiude, anche se solo parzialmente, la storia della loro vita che si confronta con paure, limiti fisici o mentali, difficoltà oggettive, a volte emarginazione. E chi è arrivato alla fine del suo “viaggio”, sia con l’uscita a metà percorso o sia al termine di tutto… ha vinto una sfida gigantesca. Ha combattuto una difficile battaglia e l’ha vinta». Un’emozione intensa, raccontano i presenti, che anche Lanza non può fare a meno di ricordare: «Sarà l’età, forse sarà per come sono andate le cose, forse anche l’enorme tensione di esser lì come organizzatore, o forse solo la stanchezza o l’ emozione  - racconta la guida alpina -, guardo le foto e una lacrima mi scende piano. Gioia di avercela fatta, tutti insieme, a portare a termine questa grande impresa». Ecco: se la magia della montagna esiste, è evidente che si respira in parole così. Parole che, per 70 volti, ora sono pezzi di vita in più. Ieri insperati, oggi reali.
Veronica Balocco