La Caritas e i corridoi umanitari

La Caritas e i corridoi umanitari
18 Dicembre 2017 ore 16:26
È atterrato giovedì 30 novembre, intorno alle 4 del mattino a Fiumicino, il volo proveniente da Addis Abeba che ha portato in Italia un gruppo di 25 profughi, tra cui molti giovani e bambini, con il primo corridoio umanitario aperto con l’Africa.
Sul quel volo, come responsabile di Caritas per la parte internazionale dei corridoi, c’era anche Daniele Albanese, conosciuto nel biellese per la sua attività nella sezione locale dell’organizzazione.
Daniele, in che cosa consisteva questo progetto?
«I corridoi umanitari sono frutto di un protocollo d’intesa con lo Stato Italiano siglato dalla Cei, attraverso Caritas Italiana e Fondazione Migrantes e dalla
Comunità di Sant’Egidio per portare in salvo 500 profughi di nazionalità eritrea, somala e sud-sudanese. L’obiettivo del
protocollo è salvare vite umane, evitando i viaggi clandestini dentro al Sahara e al Mediterraneo. Il volo che ha portato dall’Etiopia in Italia era il primo in assoluto proveniente dall’Africa».
Luca Rondi
Leggi di più sull’Eco di Biella in edicola

È atterrato giovedì 30 novembre, intorno alle 4 del mattino a Fiumicino, il volo proveniente da Addis Abeba che ha portato in Italia un gruppo di 25 profughi, tra cui molti giovani e bambini, con il primo corridoio umanitario aperto con l’Africa.
Sul quel volo, come responsabile di Caritas per la parte internazionale dei corridoi, c’era anche Daniele Albanese, conosciuto nel biellese per la sua attività nella sezione locale dell’organizzazione.
Daniele, in che cosa consisteva questo progetto?
«I corridoi umanitari sono frutto di un protocollo d’intesa con lo Stato Italiano siglato dalla Cei, attraverso Caritas Italiana e Fondazione Migrantes e dalla
Comunità di Sant’Egidio per portare in salvo 500 profughi di nazionalità eritrea, somala e sud-sudanese. L’obiettivo del
protocollo è salvare vite umane, evitando i viaggi clandestini dentro al Sahara e al Mediterraneo. Il volo che ha portato dall’Etiopia in Italia era il primo in assoluto proveniente dall’Africa».
Luca Rondi
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