L’Università del Piemonte orientale punta su Città Studi

L’Università del Piemonte orientale punta su Città Studi
Altro 18 Aprile 2015 ore 16:27

BIELLA - Il documento programmatico di tre pagine  che l’Università del Piemonte Orientale ha sottoposto all’attenzione delle varie istituzioni biellesi sancisce ufficialmente la crescita di Città Studi e la chiara e precisa intenzione della Scuola di medicina dell’Università di puntare dritto su Biella, soprattutto grazie alla presenza di aule iper attrezzate e del nuovo ospedale. La notizia è stata data ieri mattina, proprio a Città Studi, da Giorgio Bellomo, presidente della Scuola di medicina dell’Università del Piemonte Orientale in occasione della proclamazione delle lauree in infermieristica. 

In questi mesi Asl, Università e Città Studi di Biella hanno lavorato sottotraccia per arrivare a questo importante risultato che darà i suoi frutti già a partire dal prossimo anno accademico. 

Nel documento si legge: «A Biella si è creato negli ultimi anni uno scenario di particolare rilevanza e criticità che fa prevedere un potenziale sviluppo delle attività, in primo luogo didattiche ma anche di ricerca ed assistenziali».  

Partendo proprio da questi elementi l’Università del Piemonte Orientale propone alcune soluzioni facilmente applicabili, da mettere in campo nel breve periodo da dislocare da Novara a Biella. 

Si parla di un corso di laurea triennale in scienze infermieristiche che passerà da 75 iscritti a 80, portando in tre anni ben 240 studenti a Biella. Si prosegue poi con la novità dell’istituzione del corso di laurea magistrale (specialistica) in scienze infermieristiche ed ostetriche. Poi una lunga serie di interessanti corsi di alta formazione (post laurea, i master), inizialmente attivabili in diversi ambiti. Un corso di coordinamento e gestione di analisi di laboratorio decentrate, aperto a laureati in tecniche di laboratorio, scienze infermieristiche e Farmacia. Un corso di tecniche di diagnostica genetica molecolare (in auspicabile collaborazione co i laboratori della Fondazione Tempia) aperto ai laureati in scienze infermieristiche ed ostetriche (laurea magistrale), medicina e chirurgia, economia. Un corso di tecnologie applicate alla prevenzione, aperto a laureati in scienze infermieristiche ed ostetriche (laurea magistrale), medicina e chirurgia. Un corso in ambito oncologico (non necessariamente infermieristico) da definire in collaborazione tra l’oncologia universitaria del Piemonte Orientale e la struttura di onocologia di Biella. Infine un corso di breve durata (una-due settimane) da svolgersi sul territorio, in modo da abbinare il perfezionamento professionale alla scoperta dei luoghi turistici del Biellese, sul sistema anglosassone delle summer school. 

Come ha ricordato Bellomo ieri «l’Università ha futuro solamente se si investe anche sulla ricerca». Ecco allora la proposta di finanziamento di cinque posti di ricercatore universitario di tipo A (di durata garantita di tre anni, estendibile, in caso di successo, a 5). Queste nuove posizioni risultano indispensabili per attivare, in modo particolare, il corso di laurea magistrale in scienze infermieristiche ed ostetriche. 

Gli ambiti disciplinari dovrebbero riguardare discipline precliniche (2 posti), discipline cliniche (2 posti), igiene e medicina preventiva (1 posto). 

Enzo Panelli

BIELLA - Il documento programmatico di tre pagine  che l’Università del Piemonte Orientale ha sottoposto all’attenzione delle varie istituzioni biellesi sancisce ufficialmente la crescita di Città Studi e la chiara e precisa intenzione della Scuola di medicina dell’Università di puntare dritto su Biella, soprattutto grazie alla presenza di aule iper attrezzate e del nuovo ospedale. La notizia è stata data ieri mattina, proprio a Città Studi, da Giorgio Bellomo, presidente della Scuola di medicina dell’Università del Piemonte Orientale in occasione della proclamazione delle lauree in infermieristica. 

In questi mesi Asl, Università e Città Studi di Biella hanno lavorato sottotraccia per arrivare a questo importante risultato che darà i suoi frutti già a partire dal prossimo anno accademico. 

Nel documento si legge: «A Biella si è creato negli ultimi anni uno scenario di particolare rilevanza e criticità che fa prevedere un potenziale sviluppo delle attività, in primo luogo didattiche ma anche di ricerca ed assistenziali».  

Partendo proprio da questi elementi l’Università del Piemonte Orientale propone alcune soluzioni facilmente applicabili, da mettere in campo nel breve periodo da dislocare da Novara a Biella. 

Si parla di un corso di laurea triennale in scienze infermieristiche che passerà da 75 iscritti a 80, portando in tre anni ben 240 studenti a Biella. Si prosegue poi con la novità dell’istituzione del corso di laurea magistrale (specialistica) in scienze infermieristiche ed ostetriche. Poi una lunga serie di interessanti corsi di alta formazione (post laurea, i master), inizialmente attivabili in diversi ambiti. Un corso di coordinamento e gestione di analisi di laboratorio decentrate, aperto a laureati in tecniche di laboratorio, scienze infermieristiche e Farmacia. Un corso di tecniche di diagnostica genetica molecolare (in auspicabile collaborazione co i laboratori della Fondazione Tempia) aperto ai laureati in scienze infermieristiche ed ostetriche (laurea magistrale), medicina e chirurgia, economia. Un corso di tecnologie applicate alla prevenzione, aperto a laureati in scienze infermieristiche ed ostetriche (laurea magistrale), medicina e chirurgia. Un corso in ambito oncologico (non necessariamente infermieristico) da definire in collaborazione tra l’oncologia universitaria del Piemonte Orientale e la struttura di onocologia di Biella. Infine un corso di breve durata (una-due settimane) da svolgersi sul territorio, in modo da abbinare il perfezionamento professionale alla scoperta dei luoghi turistici del Biellese, sul sistema anglosassone delle summer school. 

Come ha ricordato Bellomo ieri «l’Università ha futuro solamente se si investe anche sulla ricerca». Ecco allora la proposta di finanziamento di cinque posti di ricercatore universitario di tipo A (di durata garantita di tre anni, estendibile, in caso di successo, a 5). Queste nuove posizioni risultano indispensabili per attivare, in modo particolare, il corso di laurea magistrale in scienze infermieristiche ed ostetriche. 

Gli ambiti disciplinari dovrebbero riguardare discipline precliniche (2 posti), discipline cliniche (2 posti), igiene e medicina preventiva (1 posto). 

Enzo Panelli