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L’intervento va in “onda” in 3D

L’intervento va in “onda” in 3D
Altro 23 Aprile 2015 ore 18:46

BIELLA - Tecnologia al servizio della sanità ma anche della didattica. Il nuovo ospedale di Biella può contare su attrezzature uniche nel panorama nazionale ma non solo. Che consentono un’integrazione tra le sale operatorie, ben 11, presenti nella nuova struttura. E che portano il livello di eccellenza ad alzare ulteriormente l’asticella. Grazie alla donazione, presentata lunedì scorso, da parte della Fondazione Cassa di Risparmio che ha investito sul sistema che consente l’integrazione ben 1,2 milioni di euro. «Cifra - spiega Andrea Quaregna, responsabile per la Fondazione della parte legata ai macchinari e alle tecnologie - che poteva essere di molto superiore ma che siamo riusciti ad abbattere grazie ai rapporti con l’azienda che ci ha fornito il tutto e che ci ha scelti per sviluppare il loro prodotto». 

Sarà così possibile seguire delicate operazioni anche a migliaia di chilometri di distanza, fornendo consulenze che accresceranno non di poco la qualità del servizio erogato nel nuovo ospedale. Grazie ai nuovi schermi acquistati con il contributo e con l’integrazione tra le sale operatorie e le altre strutture dell’ospedale, sarà inoltre possibile puntare molto sulla didattica. «Era una delle richieste della Fondazione - sottolinea Quaregna - e ora il servizio è attivo. I tirocinanti potranno dunque seguire gli interventi in diretta nella sala convegni o nelle apposite aule e stiamo proseguendo con il collegamento di Città Studi, uno degli elementi fondamentali per la crescita dell’università e l’attivazione dei nuovi corsi di laurea e dei master». 

Roberto Polastri, direttore della Struttura complessa chirurgia generale ad alta complessità dell’Asl Bi, commenta: «Poter disporre di tecnologie così innovative è un’opportunità che non tutti gli ospedali hanno e che elevano il nosocomio biellese ai vertici nel panorama nazionale. Basti pensare alla sala integrata EndoAlpha 3D, dalla quale sarà possibile operare tramite la laparoscopia 3D. Con piccole incisioni cutanee, il medico può inserire una microtelecamera nell’addome e grazie a pinzette dedicate, delle dimensioni di pochi millimetri, eseguire un intervento complesso. La rivoluzione consiste nel fatto che la telecamera inserita consente una visione tri-dimensionale, permettendo a tutto lo staff di vedere come se operasse a campo aperto e, al tempo stesso, evitando al paziente quelle enormi cicatrici di un tempo. Tutto ciò è fondamentale per un ospedale come il nostro dove vengono eseguiti interventi ad alta complessità, in particolare per neoplasie benigne e maligne del tratto gastroenterico». 

E.P.

BIELLA - Tecnologia al servizio della sanità ma anche della didattica. Il nuovo ospedale di Biella può contare su attrezzature uniche nel panorama nazionale ma non solo. Che consentono un’integrazione tra le sale operatorie, ben 11, presenti nella nuova struttura. E che portano il livello di eccellenza ad alzare ulteriormente l’asticella. Grazie alla donazione, presentata lunedì scorso, da parte della Fondazione Cassa di Risparmio che ha investito sul sistema che consente l’integrazione ben 1,2 milioni di euro. «Cifra - spiega Andrea Quaregna, responsabile per la Fondazione della parte legata ai macchinari e alle tecnologie - che poteva essere di molto superiore ma che siamo riusciti ad abbattere grazie ai rapporti con l’azienda che ci ha fornito il tutto e che ci ha scelti per sviluppare il loro prodotto». 

Sarà così possibile seguire delicate operazioni anche a migliaia di chilometri di distanza, fornendo consulenze che accresceranno non di poco la qualità del servizio erogato nel nuovo ospedale. Grazie ai nuovi schermi acquistati con il contributo e con l’integrazione tra le sale operatorie e le altre strutture dell’ospedale, sarà inoltre possibile puntare molto sulla didattica. «Era una delle richieste della Fondazione - sottolinea Quaregna - e ora il servizio è attivo. I tirocinanti potranno dunque seguire gli interventi in diretta nella sala convegni o nelle apposite aule e stiamo proseguendo con il collegamento di Città Studi, uno degli elementi fondamentali per la crescita dell’università e l’attivazione dei nuovi corsi di laurea e dei master». 

Roberto Polastri, direttore della Struttura complessa chirurgia generale ad alta complessità dell’Asl Bi, commenta: «Poter disporre di tecnologie così innovative è un’opportunità che non tutti gli ospedali hanno e che elevano il nosocomio biellese ai vertici nel panorama nazionale. Basti pensare alla sala integrata EndoAlpha 3D, dalla quale sarà possibile operare tramite la laparoscopia 3D. Con piccole incisioni cutanee, il medico può inserire una microtelecamera nell’addome e grazie a pinzette dedicate, delle dimensioni di pochi millimetri, eseguire un intervento complesso. La rivoluzione consiste nel fatto che la telecamera inserita consente una visione tri-dimensionale, permettendo a tutto lo staff di vedere come se operasse a campo aperto e, al tempo stesso, evitando al paziente quelle enormi cicatrici di un tempo. Tutto ciò è fondamentale per un ospedale come il nostro dove vengono eseguiti interventi ad alta complessità, in particolare per neoplasie benigne e maligne del tratto gastroenterico». 

E.P.