L’artigianato biellese perde imprese

L’artigianato biellese perde imprese
01 Marzo 2017 ore 19:39

Tasso di crescita ancora negativo, nel 2016, per le imprese artigiane biellesi (-2,43%). Una flessione piu? alta di quella media regionale misurata dal recente studio di Unioncamere Piemonte.
Le imprese artigiane piemontesi, nonostante le difficolta?, si confermano, anche nel 2016, una parte importante del tessuto produttivo regionale: in Piemonte, infatti, piu? di un’azienda su quattro e? artigiana (il 28% circa), contro un media italiana pari al 22,1%. Dall’analisi dei dati del Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi, emerge come l’anno appena concluso sia stato ancora critico per questa parte del sistema imprenditoriale locale: se le imprese piemontesi hanno registrato complessivamente, nel periodo gennaio-dicembre 2016, un tasso di crescita lievemente negativo (-0,12%), il comparto artigiano, in linea con la media nazionale, nel medesimo lasso temporale ha subi?to una flessione piu? importante della propria base imprenditoriale (-1,16%). Le imprese artigiane nate complessivamente sul territorio piemontese nel corso del 2016 sono state 8.440. Al netto delle 9.878 cessazioni (valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio), il saldo appare negativo (-1.438 unita?), dinamica che porta a 122.099 lo stock di imprese artigiane complessivamente registrate a fine dicembre 2016 presso il Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi. Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce, come evidenziato sopra, in un tasso di crescita del -1,16%, inferiore rispetto al -1,44% registrato nel 2015 e in linea con la media nazionale del 2016 (-1,16%). «Il tessuto artigiano piemontese – dice Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere Piemonte – continua a soffrire, mostrando fragilita? in tutti i territori provinciali e nei tradizionali settori produttivi, sebbene le tendenze positive del comparto dei servizi ci diano qualche segnale di speranza. Le imprese artigiane sono tipicamente di piccole dimensioni e poco strutturate, e hanno quindi piu? bisogno di servizi di accompagnamento all’imprenditorialita?: microcredito, reti d’impresa, internazionalizzazione, sburocratizzazione e innovazione sono gli strumenti su cui dobbiamo puntare».
R.E.B.

Tasso di crescita ancora negativo, nel 2016, per le imprese artigiane biellesi (-2,43%). Una flessione piu? alta di quella media regionale misurata dal recente studio di Unioncamere Piemonte.
Le imprese artigiane piemontesi, nonostante le difficolta?, si confermano, anche nel 2016, una parte importante del tessuto produttivo regionale: in Piemonte, infatti, piu? di un’azienda su quattro e? artigiana (il 28% circa), contro un media italiana pari al 22,1%. Dall’analisi dei dati del Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi, emerge come l’anno appena concluso sia stato ancora critico per questa parte del sistema imprenditoriale locale: se le imprese piemontesi hanno registrato complessivamente, nel periodo gennaio-dicembre 2016, un tasso di crescita lievemente negativo (-0,12%), il comparto artigiano, in linea con la media nazionale, nel medesimo lasso temporale ha subi?to una flessione piu? importante della propria base imprenditoriale (-1,16%). Le imprese artigiane nate complessivamente sul territorio piemontese nel corso del 2016 sono state 8.440. Al netto delle 9.878 cessazioni (valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio), il saldo appare negativo (-1.438 unita?), dinamica che porta a 122.099 lo stock di imprese artigiane complessivamente registrate a fine dicembre 2016 presso il Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi. Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce, come evidenziato sopra, in un tasso di crescita del -1,16%, inferiore rispetto al -1,44% registrato nel 2015 e in linea con la media nazionale del 2016 (-1,16%). «Il tessuto artigiano piemontese – dice Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere Piemonte – continua a soffrire, mostrando fragilita? in tutti i territori provinciali e nei tradizionali settori produttivi, sebbene le tendenze positive del comparto dei servizi ci diano qualche segnale di speranza. Le imprese artigiane sono tipicamente di piccole dimensioni e poco strutturate, e hanno quindi piu? bisogno di servizi di accompagnamento all’imprenditorialita?: microcredito, reti d’impresa, internazionalizzazione, sburocratizzazione e innovazione sono gli strumenti su cui dobbiamo puntare».
R.E.B.

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