L’aiuto dell’Unione montana ai terremotati

L’aiuto dell’Unione montana ai terremotati
Altro 13 Dicembre 2016 ore 17:18

CASAPINTA - Pieve Torina è un piccolo Comune della provincia di Macerata. Millecinquecento abitanti, o poco più. Tutti in qualche modo, più o meno direttamente, coinvolti dal dramma del terremoto. Qui, in questo angolo di Centro Italia noto per i suoi allevamenti di suini, bovini e aziende avicole, da qualche mese la vita è sospesa. Ferma. Immobile, in attesa di una rinascita nella quale tutti confidano ma che nessuno, al momento, sa quando potrà avvenire. Il 90% (ma alcune stime si spingono anche oltre) degli edifici non risultano più agibili. Nessuna attività commerciale ha ancora potuto riprendere il suo lavoro. E per il sindaco Alessandro Gentilucci, la difficile sfida di gestire il futuro dei suoi concittadini, in bilico tra container, moduli abitativi e soluzioni autonome.

E’ qui, in questo lembo di terra scossa dal profondo, che il Biellese orientale ha deciso di posare la sua mano. Obbediente alla parola data mesi fa - quella di voler attendere tempi di idee più certe, rispetto all’immediato dopo-sisma, per attivare iniziative concrete di solidarietà -, l’Unione montana presieduta da Carlo Grosso ha ora dato il via alla sua opera di bene a favore dei terremotati. E lo ha fatto scegliendo proprio Pieve Torina. Ad annunciare l’avvio dell’operazione di aiuti è il sindaco di Pray Gian Matteo  Passuello, assessore alla Protezione civile dell’Unione montana, il quale spiega che nei giorni scorsi «sono stati inviati aiuti ad un Comune terremotato della provincia di Macerata individuato dopo un sopralluogo sul posto: un piccolo comune di montagna», Pieve Torina appunto, «località fortemente danneggiata dal sisma dello scorso ottobre».

Qui da sabato «sono al lavoro un tecnico qualificato incaricato dall'Unione e un impiegato amministrativo dipendente del Comune di Portula - chiarisce Passuello -. E l'attività richiesta e coordinata da Anci e Unione Montana del Biellese Orientale, assessorato alla Protezione Civile, proseguirà per turni di una settimana». A tal proposito, l’esigenza è quella di trovare personale che si renda disponibile a collaborare: «Lanciamo un appello a tecnici e amministrativi dipendenti dei Comuni, anche al di fuori dei Comuni appartenenti all'Unione - puntualizza Passuello -, per organizzare le prossime turnazioni».

Ma il sollievo dato dal Biellese a Pieve Torina non si esaurirà qui: secondo quanto annunciato dal sindaco di Pray, infatti, saranno concentrate in questo Comune anche le risorse raccolte dai Comuni e Associazioni della Valsessera e della Valsesia (il cui ultimo evento benefico ha avuto luogo solo venerdì sera, con un grande concerto nel salone polivalente di Pray).

E ancora, non è tutto. Perché «è in allestimento in una ditta locale una serie di moduli abitativi finalizzati alla ripresa delle attività commerciali e comunali di Pieve Torina, che saranno inviati sul posto prima di Natale, tramite la Protezione Civile dei coordinamenti di Biella e Vercelli», chiude Passuello. Segno che il grande cuore dei Biellesi sa guardare ben oltre i propri confini. E portare aiuto proprio là dove c’è più bisogno, soprattutto nei tempi più stretti.

Veronica Balocco

CASAPINTA - Pieve Torina è un piccolo Comune della provincia di Macerata. Millecinquecento abitanti, o poco più. Tutti in qualche modo, più o meno direttamente, coinvolti dal dramma del terremoto. Qui, in questo angolo di Centro Italia noto per i suoi allevamenti di suini, bovini e aziende avicole, da qualche mese la vita è sospesa. Ferma. Immobile, in attesa di una rinascita nella quale tutti confidano ma che nessuno, al momento, sa quando potrà avvenire. Il 90% (ma alcune stime si spingono anche oltre) degli edifici non risultano più agibili. Nessuna attività commerciale ha ancora potuto riprendere il suo lavoro. E per il sindaco Alessandro Gentilucci, la difficile sfida di gestire il futuro dei suoi concittadini, in bilico tra container, moduli abitativi e soluzioni autonome.

E’ qui, in questo lembo di terra scossa dal profondo, che il Biellese orientale ha deciso di posare la sua mano. Obbediente alla parola data mesi fa - quella di voler attendere tempi di idee più certe, rispetto all’immediato dopo-sisma, per attivare iniziative concrete di solidarietà -, l’Unione montana presieduta da Carlo Grosso ha ora dato il via alla sua opera di bene a favore dei terremotati. E lo ha fatto scegliendo proprio Pieve Torina. Ad annunciare l’avvio dell’operazione di aiuti è il sindaco di Pray Gian Matteo  Passuello, assessore alla Protezione civile dell’Unione montana, il quale spiega che nei giorni scorsi «sono stati inviati aiuti ad un Comune terremotato della provincia di Macerata individuato dopo un sopralluogo sul posto: un piccolo comune di montagna», Pieve Torina appunto, «località fortemente danneggiata dal sisma dello scorso ottobre».

Qui da sabato «sono al lavoro un tecnico qualificato incaricato dall'Unione e un impiegato amministrativo dipendente del Comune di Portula - chiarisce Passuello -. E l'attività richiesta e coordinata da Anci e Unione Montana del Biellese Orientale, assessorato alla Protezione Civile, proseguirà per turni di una settimana». A tal proposito, l’esigenza è quella di trovare personale che si renda disponibile a collaborare: «Lanciamo un appello a tecnici e amministrativi dipendenti dei Comuni, anche al di fuori dei Comuni appartenenti all'Unione - puntualizza Passuello -, per organizzare le prossime turnazioni».

Ma il sollievo dato dal Biellese a Pieve Torina non si esaurirà qui: secondo quanto annunciato dal sindaco di Pray, infatti, saranno concentrate in questo Comune anche le risorse raccolte dai Comuni e Associazioni della Valsessera e della Valsesia (il cui ultimo evento benefico ha avuto luogo solo venerdì sera, con un grande concerto nel salone polivalente di Pray).

E ancora, non è tutto. Perché «è in allestimento in una ditta locale una serie di moduli abitativi finalizzati alla ripresa delle attività commerciali e comunali di Pieve Torina, che saranno inviati sul posto prima di Natale, tramite la Protezione Civile dei coordinamenti di Biella e Vercelli», chiude Passuello. Segno che il grande cuore dei Biellesi sa guardare ben oltre i propri confini. E portare aiuto proprio là dove c’è più bisogno, soprattutto nei tempi più stretti.

Veronica Balocco