Inchiesta in Comune, si torna al lavoro

Inchiesta in Comune, si torna al lavoro
Altro 03 Dicembre 2016 ore 17:01

BIELLA - Una gigantesca e incontenibile valanga che all’inizio ha travolto tutto e tutti, ma che, con il passare dei giorni, potrebbe asciugarsi enormemente e lasciare dietro di sé solo pochi detriti: è questa l’impressione che si prova ad analizzare accuse e provvedimenti attorno all’inchiesta dei carabinieri sui presunti “furbetti del cartellino” in Comune a Biella. Dei trentatré indagati iniziali, ne rimarranno probabilmente solo alcuni, quelli che dovranno giustificare posizioni all’apparenza indifendibili. Si parla di uscite ingiustificate dal lavoro per giocare alle slot machine, di continue capatine al bar, oppure per recarsi dall’estetista per farsi fare la ceretta. Oppure ancora per incontrarsi con la moglie, per accudire un cavallo, per insegnare arti marziali. Nel mucchio degli indagati, c’è però anche chi non meriterebbe di essere definito “furbetto” e che, probabilmente, riuscirà a chiarire la sua posizione e a uscire dall’inchiesta a testa alta, dirigenti e impiegati che, in realtà, hanno sempre sgobbato sodo anche sforando senza batter ciglio in orari e mansioni. 
Si è intanto esaurito nei giorni scorsi il compito della Commissione disciplinare comunale istituita apposta per sentire tutti i dipendenti coinvolti nell’inchiesta e decidere su eventuali provvedimenti disciplinari. Nel frattempo sono state annullate quasi tutte le misure cautelari della sospensione dal lavoro. A rientrare in ufficio quasi subito - segno che nei suoi confronti le accuse potrebbero anche sciogliersi come neve al sole - era stato Carlo Mortarino, neo presidente della Croce rossa, sospeso da se stesso (e non dai vertici regionali) almeno sino a quando la vicenda giudiziaria non si fosse chiarita. E’ tornato al lavoro anche Mauro Ferraro Fornera, 59 anni, ex sindaco di Sagliano Micca, attuale consigliere comunale nonché consigliere provinciale, funzionario nel settore dell’Edilizia Pubblica. Gli viene contestato il peculato per aver utilizzato l’auto comunale. Ma già nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice (con il suo legale, avvocato Carlo Boggio Marzet), aveva avuto modo di chiarire la propria posizione fornendo particolari e indicazioni evidenti in merito ai cinque episodi che gli vengono contestati. 
Sono tornati al loro posto anche Antonio Pusceddu  ed Elena Geromel, persone da sempre stimate sia fuori sia in ufficio. Annullato il provvedimento, infine, anche per Riccardo Vassallo, in forza all’ufficio tecnico. 
Si attende ora la decisione definitiva della Procura. Titolare dell’inchiesta (con la partenza del sostituto procuratore Ernesto Napolillo che aveva dato il ‘la’ alle indagini) è il sostituto Mariaserena Iozzo. La sensazione è che l’inchiesta sia ormai giunta al capolinea. Tra pochi giorni potrebbero quindi diventare pubbliche le conclusioni dell’accusa che dovrà decidere se e per chi chiedere il rinvio a giudizio oppure optare per l’archiviazione. 

V.Ca. 

BIELLA - Una gigantesca e incontenibile valanga che all’inizio ha travolto tutto e tutti, ma che, con il passare dei giorni, potrebbe asciugarsi enormemente e lasciare dietro di sé solo pochi detriti: è questa l’impressione che si prova ad analizzare accuse e provvedimenti attorno all’inchiesta dei carabinieri sui presunti “furbetti del cartellino” in Comune a Biella. Dei trentatré indagati iniziali, ne rimarranno probabilmente solo alcuni, quelli che dovranno giustificare posizioni all’apparenza indifendibili. Si parla di uscite ingiustificate dal lavoro per giocare alle slot machine, di continue capatine al bar, oppure per recarsi dall’estetista per farsi fare la ceretta. Oppure ancora per incontrarsi con la moglie, per accudire un cavallo, per insegnare arti marziali. Nel mucchio degli indagati, c’è però anche chi non meriterebbe di essere definito “furbetto” e che, probabilmente, riuscirà a chiarire la sua posizione e a uscire dall’inchiesta a testa alta, dirigenti e impiegati che, in realtà, hanno sempre sgobbato sodo anche sforando senza batter ciglio in orari e mansioni. 
Si è intanto esaurito nei giorni scorsi il compito della Commissione disciplinare comunale istituita apposta per sentire tutti i dipendenti coinvolti nell’inchiesta e decidere su eventuali provvedimenti disciplinari. Nel frattempo sono state annullate quasi tutte le misure cautelari della sospensione dal lavoro. A rientrare in ufficio quasi subito - segno che nei suoi confronti le accuse potrebbero anche sciogliersi come neve al sole - era stato Carlo Mortarino, neo presidente della Croce rossa, sospeso da se stesso (e non dai vertici regionali) almeno sino a quando la vicenda giudiziaria non si fosse chiarita. E’ tornato al lavoro anche Mauro Ferraro Fornera, 59 anni, ex sindaco di Sagliano Micca, attuale consigliere comunale nonché consigliere provinciale, funzionario nel settore dell’Edilizia Pubblica. Gli viene contestato il peculato per aver utilizzato l’auto comunale. Ma già nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice (con il suo legale, avvocato Carlo Boggio Marzet), aveva avuto modo di chiarire la propria posizione fornendo particolari e indicazioni evidenti in merito ai cinque episodi che gli vengono contestati. 
Sono tornati al loro posto anche Antonio Pusceddu  ed Elena Geromel, persone da sempre stimate sia fuori sia in ufficio. Annullato il provvedimento, infine, anche per Riccardo Vassallo, in forza all’ufficio tecnico. 
Si attende ora la decisione definitiva della Procura. Titolare dell’inchiesta (con la partenza del sostituto procuratore Ernesto Napolillo che aveva dato il ‘la’ alle indagini) è il sostituto Mariaserena Iozzo. La sensazione è che l’inchiesta sia ormai giunta al capolinea. Tra pochi giorni potrebbero quindi diventare pubbliche le conclusioni dell’accusa che dovrà decidere se e per chi chiedere il rinvio a giudizio oppure optare per l’archiviazione. 

V.Ca.